Tutti i nostri lavori e percorsi sulla nonviolenza hanno origine dal pensiero di Silo, al quale siamo molto grati, quindi era opportuno presentarvelo... visto che propio in questo momento sta cercando di lanciare un messaggio sul disarmo nucleare attraverso il maggior numero di reti possibili se volete maggiori informazioni www.silo.ws
Mario Luis Rodriguez Cobos, detto Silo (nato a Mendoza il 6 gennaio 1938) è uno scrittore e pensatore argentino, nonchè l'ideologo del Nuovo Umanesimo a cui si ispirano le attività del Movimento Umanista.Vive tuttora a Mendoza, sua città natale, con la moglie e i due figli.È stato insignito della laurea honoris causa dell'Accademia delle Scienze della Russia.
il Nuovo Umanesimo è caratterizzato da un atteggiamento ed una prospettiva di fronte alla vita, una sensibilità e un modo di vivere il rapporto con gli altri esseri umani.
Il Nuovo Umanesimo non è solo storia ma anche e soprattutto progetto per un mondo futuro e strumento attuale d'azione.
Il Nuovo Umanesimo contribuisce al miglioramento della vita, crea un fronte contro la discriminazione, il fanatismo, lo sfruttamento e la violenza.
Il Nuovo Umanesimo ha chiari i paradossi di questa epoca ed aspira a risolverli.
L'atteggiamento umanista, comune agli umanisti di tutte le culture, si basa su alcune caratteristiche:
* considera l'essere umano come valore centrale * propone l'uguaglianza di opportunità per tutti * riconosce la diversità opponendosi ad ogni forma di discriminazione * auspica la libertà di pensiero * lotta contro ogni forma di violenza
Queste proposte finiscono per configurare uno stile di vita e una forma di relazione di altissimo valore morale, che può essere espressa in questa frase "Tratta gli altri come vuoi essere trattato".
La partecipazione in tutti i campi è una caratteristica determinante del comportamento umanista: partecipare nelle aree culturali, sociali e politiche con tutta l'energia di cui gli umanisti sono capaci è una necessità di questa epoca critica in cui viviamo.
In un mondo globalizzato dove divampano gli scontri tra culture, etnie e religioni, deve esistere un Umanesimo Universalista, plurale, basato sulla convergenza. In un mondo in cui i Paesi, le istituzioni e i rapporti umani continuano a destrutturarsi, deve esistere un Umanesimo capace di stimolare la ricomposizione delle forze sociali. In un mondo che ha smarrito il senso e la direzione della vita, deve esistere un Umanesimo capace di creare una nuova atmosfera di riflessione che riconosca la relazione inscindibile tra il mondo personale e il sociale.
Nasce una nuova civiltà che, per la prima volta nella storia, avrà una dimensione planetaria e sarà comune a tutti gli esseri umani. Questa nuova civiltà nasce tra conflitti e crisi che incidono e incideranno profondamente sulla vita di tutti noi.
Sarà forse il momento di iniziare a interrogarsi seriamente, come individui particolari o come membri di un'organizzazione umana, sul destino della nostra specie e sul significato delle nostre azioni.
Ed è proprio a queste domande che il Nuovo Umanesimo pretende di dare risposte.
Alcuni estratti dai discorsi di Silo:
1969 ...Potrai porre fine alla violenza in te, negli altri e nel mondo che ti circonda unicamente con la fede interna e con la meditazione interna. Le false soluzioni non possono porre termine alla violenza. Questo mondo sta per esplodere e non c’è modo di porre fine alla violenza! Non cercare false vie di uscita!
1998
ecco un intervista a Silo sulla spiritualità:
1999 ...Queste proposte: considerare l'essere umano come valore centrale, affermare l'uguaglianza di opportunità per tutti, riconoscere la diversità opponendosi ad ogni forma di discriminazione, auspicare la libertà di pensiero e lottare contro ogni forma di violenza, caratterizzano il nostro pensiero e la nostra azione negli aspetti più generali. … e, infine, ripudia ogni forma di violenza, intesa non solamente come violenza fisica, ma anche sotto tutti gli aspetti di violenza economica, violenza razziale, violenza religiosa, violenza morale e psicologica, come fenomeni quotidiani radicati in tutte le regioni del pianeta...
2004 ...In questo mondo disgraziato, in cui la forza e l’ingiustizia si impadroniscono delle campagne e delle città, come si pensa di porre fine alla violenza? Dall’approccio violento alla violenza non deriverà la pace... 2005 Come può una persona decidere liberamente basandosi su un’informazione manipolata e sull’esaltazione mediatica di antivalori, capace di mostrare come massimo modello di comportamento quello del potente, che esibisce impudicamente la violenza , la minaccia, l’aggressione, l’arbitrarietà e l’ingiustizia? Come può decidere liberamente se i capi morali delle grandi religioni giustificano o restano in silenzio di fronte ai genocidi, alle guerre sante, alle guerre difensive o alle guerre preventive?
2006 ...Il 4 maggio 1969 realizzammo un primo atto pubblico, che si trasformò nell’atto di fondazione della nostra corrente di pensiero. Nell’atto di fondazione di 37 anni fa non si partì da una dichiarazione di Principi, né da un documento più o meno ideologico, né da una istituzione, ma da un atteggiamento di testimonianza che, sfidando una dittatura militare, si espresse contro ogni forma di violenza. ...Una testimonianza che privilegia quell’atteggiamento umano e che lo giustifica in sé al di sopra di ogni ideologia, ogni teoria e ogni calcolo di conseguenze pratiche. Questo punto di vista secondo cui prima di tutto c’è l’espressione della vita umana con le sue certezze, i suoi dubbi, i suoi tentativi, le sue ribellioni, torna ad innalzare coloro che hanno i piedi in terra e la testa nei cieli.