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Da diversi anni si sapeva che il Canada aveva intrapreso un cammino multietnico, cercando l'integrazione razziale, non senza le difficoltà che potevano sorgere, che sono sorte e che forse ancora sorgeranno, inoltre è importante ricordare che il Canada si è rifiutato di collaborare con gli USA per la costruzione dello scudo stellare in Europa. Ma lo scorso 11 giugno ad Otawa è successo molto di più il Primo ministro ha chiesto scusa pubblicamente alle tribù indiane, dicendo che è importante una riconciliazione per poter andare avanti assieme e che come primo passo era importante una profonda scusa da parte dei colonizzatori che da secoli hanno sottomesso ed emarginato le tribù indigene, che hanno rubato i bambini indiani sostenedo che i “selvaggi” non erano in grado di accudirli! Vi ricorda qualcosa? I Rom in Italia? Un primo passo interessante verso la tanto aspirata Nazione Umana Universale, di seguito potete vedere il video con la risposta del capo indiano Phill Fontaine ( nel suo nome anglo-francese ) e nel testo sotto il video la traduzione del suo discorso.
Per le generazioni che verranno, noi siamo testimoni in questa sede che la nostra sopravvivenza come persone della “Prima Nazione” (popoli originari ndr) in questa terra è affermata per sempre. Quindi, il significato di questo giorno non è solo ciò che è accaduto, ma, altrettanto importante è quello che accadrà. Mai più questo parlamento ci considererà il problema Indiano solo per essere quello che siamo. Abbiamo sentito il governo del Canada assumersi la piena responsabilità per questo terribile capitolo della nostra storia comune. Abbiamo ascoltato il primo ministro dichiarare che questo non accadrà di nuovo. Finalmente, abbiamo sentito dire che il Canada chiede perdono. I coraggiosi superstiti, attraverso le loro storie dolorose, hanno spogliato la supremazia bianca della sua autorità e legittimità. Inarrestabile la parola della verità al potere è reale. Oggi non è il risultato di un gioco politico. Invece, è qualcosa che mostra la giustizia e l'importanza della nostra lotta. Sappiamo di avere molte questioni difficili da gestire. Ci sono ancora molte lotte da combattere. Quello che è successo oggi significa una nuova alba nel rapporto tra noi e il resto del Canada. Noi da sempre siamo stati, e siamo, una parte indispensabile dell' identità canadese. I nostri popoli, la nostra storia e il nostro essere presenti sono l'essenza del Canada.I tentativi di cancellare le nostre identità ci hanno profondamente ferito ma hanno ferito ed impoverito tutti i canadesi ed il carattere di questa nazione. Non dobbiamo venire meno al nostro dovere ora. Incoraggiati da questo spettacolo della storia, possiamo far cessare questo incubo razziale assieme. I ricordi delle scuole residenziali ci affettano l'anima come coltelli affilati. Questo giorno ci aiuterà a lasciarci dietro questo dolore . Ma significa qualcosa di ancora più importante: un rispettoso e quindi, liberatorio rapporto tra noi e il resto del Canada. Insieme siamo in grado di raggiungere la grandezza che il nostro Paese merita. Le scuse di oggi si fondano, più di ogni altra cosa, sul riconoscimento che tutti siamo padroni delle nostre vite e dei nostri destini, l'unico vero fondamento per una società in cui i popoli possano prosperare. Dobbiamo ora raggiungere un nuovo spirito ed una nuova visione per far fronte alle sfide del futuro. Come un grande statista disse una volta, siamo tutti parte dello stesso "indumento del destino". Le differenze tra di noi non sono di sangue o di colore "Ciò che ci lega è più profondo di quello che ci separa". La "comune strada della speranza" ci porterà alla riconciliazione più di quanto ogni parola o legge giuridica abbia mai potuto. Dobbiamo ancora lottare, ma ora siamo in questo assieme. Io mi unisco oggi a tutti i canadesi in questo spirito di riconciliazione. Meegwetch.
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