Glossario
Dizionario del nuovo umanesimo |
| Puoi cercare i termini (regexp permitted). | |
| S | |
| Ci sono 24 termini nel glossario. | |
| Pagine: 1 | |
| Termine | Definizione |
| Scelta | (femm. sostantiv. di scelto, dal lat. volg. *(e)xeltus, a fronte della forma class. electus, p. pass. di eligere, scegliere, col pref. ex-, da) Decisione che si assume tra due o più opzioni. La possibilità di scelta rivela il grado di èlibertà nelle azioni umane. Per il Nuovo Umanesimo ogni scelta si effettua in condizioni determinate e di conseguenza si può parlare di libertà in una precisa situazione e non in termini astratti. Il fatto di eludere o rinviare la scelta è a sua volta una scelta. |
| Schiavitł | (der. di schiavo, dal lat. mediev. sclavus, ovvero slavus, prigioniero di guerra slavo) Istituzione millenaria consistente nella dipendenza assoluta di un essere umano (schiavo) nei confronti di un altro o di altri (schiavisti). Lo schiavo è considerato come una cosa, uno strumento vivo, che può essere comprato, venduto, ereditato ecc.
L'umanesimo ha sempre condannato e continua a condannare la schiavitù come ripugnante istituzione, contraria alla libertà e alla dignità dell'essere umano. |
| Scienza | (dal lat. scientia, der. di sciens, scientis, p. pres. di scire, sapere) Attività cognitiva e di ricerca, che ottiene conoscenze razionali. Soggetti di questa attività sono gli scienziati.
|
| Sciovinismo | Variante radicale, estremista, del nazionalismo delle potenze che cerca di giustificare di fronte all'opinione pubblica le guerre di rapina, le conquiste, il saccheggio, le “pulizie etniche” e altri crimini commessi dai conquistatori. Sostiene la superiorità del vincitore sul vinto, del forte sul debole, dello sfruttatore sullo sfruttato ecc. Nella maggior parte dei casi ha aspetto razzista, in quanto proclama la superiorità di una razza sulle altre. Il nome di questo fenomeno deriva da Nicolas Chauvin, sergente dell'esercito napoleonico del Primo impero, agli inizi del XIX secolo. |
| Separatismo | (der. di separare, dal lat. separare, comp. di se(d)-, via da, e parare, approntare) Dottrina e movimento politico che propugna la separazione di un territorio per ottenere l'indipendenza della sua popolazione o per annettere un altro Stato.
La concezione del federalismo reale in sostituzione degli Stati nazionali si scontra ancora con la sensibilità di vasti strati della popolazione. Tuttavia, le nuove generazioni hanno sotto gli occhi i risultati dei conflitti creati dalla centralizzazione dello Stato nazionale. |
| Sicurezza | (der. di sicuro, dal lat. securus, ovv. se- = sine, senza e cura, preoccupazione) Sistema di garanzie per difendere i diritti umani, innanzitutto il diritto alla vita; mantenimento della stabilità sociale; prevenzione di catastrofi sociali e di perturbazioni violente; difesa della sovranità nazionale; assolvimento degli obblighi internazionali.
|
| Sicurezza sociale | Insieme di misure legislative e delle relative istituzioni che proteggono il cittadino o lo pongono al riparo dai rischi riguardanti essenzialmente il lavoro e la salute.
|
| Siloismo | Sistema di idee esposto da Silo, pseudonimo letterario di M. Rodríguez Cobos. Il siloismo è un umanesimo filosofico, ma è anche un atteggiamento partecipe dei valori del èNuovo Umanesimo |
| Sindacalismo | (der. di sindacale, sul modello del fr. syndacalisme) Movimento di associazioni formate per la difesa degli interessi professionali ed economici comuni a tutti gli associati. Sistema di organizzazione dei salariati che ha per base il sindacato.
|
| Sistema elettorale | (dal tardo lat. systema, gr. systema der. di synístemi, congiungere, dove syn- significa con) Uno dei componenti del meccanismo ufficiale e del legittimo meccanismo della realizzazione della democrazia, della partecipazione dei cittadini alla gestione mediante l'istituzione dell'elezione e del suffragio. Riguarda la gestione dello Stato, dei comuni, delle società e delle organizzazioni pubbliche e la scelta dei funzionari, come pure il controllo delle loro attività.
Questi consistono in un insieme di leggi di responsabilità politica che contribuisca al controllo popolare della gestione dei governanti. Il giudizio politico, la messa fuori legge, la destituzione e altre misure, come pure i meccanismi di installazione, devono essere chiari per poter essere applicati immediatamente. Questo sistema è importante non soltanto per il controllo delle irregolarità ma anche per ridurre il margine di tradimento nei confronti dell'elettore, che si esprime di frequente con il non mantenimento delle promesse elettorali. Con il pretesto di attendere la realizzazione di future elezioni per stabilire se il cittadino è o non è d'accordo con quanto si realizza, si rinvia la decisione del popolo su questioni che possono essere di particolare urgenza. Nel momento presente, con l’accelerazione della velocità dei fatti sociali, questa lentezza è totalmente sproporzionata ed esige una profonda revisione. Finora, il tradimento dell’elettore è stato il metodo favorito usato dalle dirigenze che attendono la conclusione del mandato per verificare, soltanto in quel momento, se l'applicazione delle loro misure è accettata o respinta dal popolo. |
| Socialdemocrazia | Movimento internazionale ideologico e politico, composto da partiti politici, raggruppamenti giovanili, femminili, sindacati e cooperative. Questo movimento è sorto a metà del XIX secolo in Germania, come movimento politico dei lavoratori salariati contro il capitale, e ha conosciuto l'influenza delle idee di Marx, Lassalle, Proudhon, Bernstein, Kautsky e altri. Negli anni Settanta del secolo scorso si sono distaccati da questo movimento gli anarchici e, durante la prima guerra mondiale, i comunisti, che diedero vita alle rispettive internazionali. Alla fine del XIX e nella prima metà del XX secolo, quel raggruppamento di partiti operai era conosciuto come “Seconda Internazionale”.
|
| Socialismo | Sistema sociale in cui non esistono divisioni economiche ma che configura un'approssimazione alla società senza classi, in cui i mezzi di produzione siano posti sotto il controllo della società. Esistono diverse scuole socialiste. Verso il 1848 con L. Blanc il socialismo sorse come forza politica in Europa, ma l'intervento di Marx (èmarxismo-leninismo) portò il socialismo su una via differente basata sulla lotta di classe e la rivoluzione. In Europa sono comparsi vari partiti socialdemocratici, come quello laburista in Inghilterra, che ritengono possibile ottenere il socialismo senza rivoluzione. |
| Societą | (dal lat. societas, -atis, da socius) Raggruppamento naturale o concordato di persone che costituiscono una unità diversa da ciascuno degli individui. È una forma o sistema di coesistenza in comune degli esseri umani e una determinata fase della loro autorganizzazione.
|
| Societą postindustriale | Si definisce così la società avanzata, dal punto di vista tecnologico, che ha superato o sta superando la fase tradizionale dello sviluppo estensivo e intensivo dell'industria, delle comunicazioni e delle grandi città. Questa società dispiega la propria attività tecnico-economica, sociale e politica sulla vasta ed efficiente base dell'informatizzazione, innanzitutto dei sistemi di comunicazioni elettroniche mediante i computer, che vengono usati nelle operazioni finanziarie e nello sviluppo della produzione. Le forme precedenti di vita sociale e di economia non vengono eliminate, ma si modernizzano sostanzialmente con l'uso di nuove conoscenze scientifico-tecnologiche.
|
| Sofferenza | Nel Nuovo Umanesimo, i problemi del dolore e della sofferenza sono di enorme importanza. Si distingue tra dolore (come risposta psicofisica a sollecitazioni corporali, che provengano dall'esterno o dall'intracorpo) e sofferenza relativa a una posizione mentale di fronte a problemi presunti o reali. Stabilita questa differenza, si dice che il motore dell'azione umana è il superamento del dolore fisico e la conseguente ricerca del piacere corporale. L'attività del processo di civilizzazione è orientata in questa direzione. Quindi, lo sviluppo della scienza e dell'organizzazione sociale va di pari passo con le soluzioni che si danno a questo problema. La stessa organizzazione sociale parte dalla finitezza temporale e spaziale dell'essere umano come individuo e questa finitezza che mostra il dolore e la mancanza di difese viene affrontata con il lavoro sociale. La fame, la mancanza di riparo e di protezione di fronte alle inclemenze naturali, alla malattia e a ogni tipo di difficoltà corporale vengono combattute grazie al progredire della società e, a poco a poco, grazie al progredire della scienza. Tuttavia, la sofferenza è mentale e non corrisponde al non soddisfacimento delle necessità immediate e non appare come risposta corporale a stimoli fisici dolorosi. La paura della malattia, della solitudine, della miseria e della morte non possono essere risolte in termini fisici, ma mediante una posizione esistenziale di fronte alla vita in generale. Comunque, si soffre per vie diverse, come la percezione, il ricordo e l'immaginazione. Ma non attraverso la percezione di stimoli fisici dolorosi, bensì attraverso la percezione di stimoli di situazioni che non si riescono a conseguire o che generano disperazione al non raggiungerle ecc. Anche le vie del ricordo e dell'immaginazione hanno le loro particolari caratteristiche. Ma in definitiva la coscienza è strutturale e totalizzante, cosicché la distinzione tra vie serve soltanto agli effetti dell'analisi e quando si soffre ciò accade globalmente; si tratta della coscienza sofferente, sebbene si possano distinguere alcuni aspetti salienti in ogni caso. Il superamento del dolore e della sofferenza è elemento prioritario nell'attività degli umanisti e da questa concezione muove la loro visione della necessità del lavoro sociale d’insieme a favore della scienza, della giustizia sociale e contro ogni violenza e discriminazione. D'altra parte, anche l'umanesimo ha molto da dare riguardo al problema del senso della vita, a come ci si pone di fronte a essa e allo sviluppo dell'essere umano per superare la sofferenza mentale. |
| Solidarietą | (der. di solidario, che è lo stesso che solidale, dalla loc. del lat. giuridico in solidum, in solido, obbligato) Comprensione della comunanza di sentimenti, interessi e ideali od obiettivi comuni e delle azioni corrispondenti a questi. Nella società divisa in gruppi antagonistici, questo sentimento ha caratteristiche di gruppo o corporative, unisce le persone di una determinata etnia, razza, professione, classe o strato sociale, nazione, partito. Allo stesso tempo, e si tratta di un difetto, contrappone gli uni agli altri dividendo la società e provocando ostilità e perfino risentimenti. Si presenta come una forza motrice e come un principio morale dell'azione d’insieme di determinati movimenti sociali, politici, religiosi ecc., per la soluzione di obiettivi comuni e si materializza nella creazione di organizzazioni ed istituzioni di solidarietà. Attualmente si manifesta sempre più come un imperativo morale per l'aiuto ed il sostegno collettivo alle vittime di cataclismi naturali e sociali, alle vittime di ogni genere di ingiustizie e di violenze. L'interpretazione della solidarietà nella coscienza umanista contemporanea non separa gli uni dagli altri, ma tende ad unire tutti gli esseri umani e a motivare in loro azioni di solidarietà. |
| Spazio | (dal latino spatium, intervallo) Contenitore di tutti gli oggetti sensibili che coesistono; parte di questo contenitore occupato da ogni oggetto; capacità di un terreno, di un sito o di un luogo.
In realtà, il progresso scientifico-tecnico e l'adozione di un sistema di misure demografiche consentono, come dimostra l'esempio del Giappone nel dopoguerra, di garantire lo sviluppo di un paese senza ampliarne il territorio. Queste possibilità aumentano con il crescere dell'integrazione regionale e internazionale. |
| Stato | (lat. status, der. di stare, stare ritto in piedi) Strumento di base del potere politico. Le sue caratteristiche principali sono: 1. Monopolio della violenza, che viene delegata a diverse organizzazioni armate; 2. Esazione impositiva; 3. Burocrazia, cioè insieme dei funzionari degli organi dello Stato; 4. Territorialità, in cui lo Stato esercita il proprio potere; 5. Capacità d'intervento in nome della totalità dei cittadini che vengono considerati sudditi. Spesso si confonde lo Stato con il popolo o con la società civile. In generale, tutti gli statalismi tendono a non introdurre questa distinzione.
|
| Stile di vita | (dal lat. stilus, lo stilo per scrivere) Insieme storico dei tratti di comunicazione e del sistema di immagini e metodi della creazione artistica propri di una personalità o di un gruppo di persone, che rappresenta gusti, abitudini, modi di comportamento e che riflette gli elementi specifici del suo mondo interno attraverso le forme esterne dell'esistenza umana. Dipende, in larga misura, dai valori culturali, dalle caratteristiche socio-psicologiche e dalle tradizioni storiche della famiglia, del gruppo sociale, della etnia e della religione in cui una persona si è formata. È legato al modo di vita in cui si manifestano norme e stereotipi di comportamento e di coscienza dei grandi gruppi umani e perfino di intere generazioni e civiltà. Lo stile di vita include anche gli aspetti etici ed estetici connessi. Le forme più umane dell'autorealizzazione e dell'autoistruzione si incarnano nello stile di vita, rivelando il grado di libertà e di integrità di una persona.
|
| Storiologia | Scienza dell'interpretazione storica. La storiologia stabilisce le condizioni preliminari in cui si dà ogni interpretazione del fatto temporale. Si tratta, quindi, di una costruzione preliminare necessaria per arrivare ai “fatti in sé”. Uno dei punti più importanti è quello della comprensione dell'“interferenza” che l'osservatore compie sull'oggetto studiato. Nella storiologia si esamina la nozione di temporalità e il èpaesaggio di formazione su cui si basa lo storico per costituire la prospettiva da cui osserva o descrive. Uno dei problemi della storiologia si manifesta quando si comprende che la descrizione del paesaggio degli storici è fatta anch’essa da una determinata prospettiva. Questo metapaesaggio consente, tuttavia, di stabilire comparazioni tra elementi resi omogenei, in quanto li si fa rientrare in una stessa categoria che non si dà per scontata, ma che è stata determinata in precedenza. |
| Stratificazione sociale | 1. Conformazione e relazione delle generazioni che compongono una società. Uno degli strumenti di studio usati è la piramide demografica. 2. Conformazione e relazione delle collettività culturali che compongono una società. 3. Conformazione della società secondo una divisione per strati determinata dalla prestazione lavorativa, dal reddito e dal rapporto di dipendenza. Questo modo di determinare la stratificazione sociale presenta numerose varianti. Storicamente, possiamo dire che nelle epoche di predominio delle attività estrattive di base (agricoltura, miniere e pesca) la relativa stratificazione sociale mostrava un'ampia base di lavoratori impegnati in questi ruoli. Dopo la rivoluzione industriale, la conformazione della base e degli strati emergenti di quel processo ha cominciato a trasformarsi. Lo sviluppo delle industrie secondarie e terziarie e la crescita delle aree di servizi hanno modificato conseguentemente la stratificazione sociale e il modo di vita delle popolazioni. L'esodo dalle campagne, la crescita urbana e l'aumento squilibrato della popolazione regionale e mondiale sono fattori che oggi incidono sulla tendenza alla formazione di nuove e veloci forme di stratificazione sociale. Si verifica anche lo spostamento di importanti settori lavorativi per azione della tecnologia produttiva e della migrazione di massa da aree meno favorite verso altre in cui aumentano, a loro volta, la recessione e la disoccupazione. I cambiamenti attuali nella stratificazione sociale conducono all'isolamento di strati che precedentemente si relazionavano in modo solidale mentre cresce la èdiscriminazione come fenomeno psicosociale. |
| Struttura | Questo termine può essere definito in modo molto ampio e anche in modo ristretto. Una serie di numeri scelti a caso è, comunque, una “serie”, cioè una struttura intesa in senso lato. Non sarebbe struttura soltanto ciò che è definitivamente amorfo, vale a dire: “quel che non ha una struttura”. Ma questa è una formulazione vuota. Nel senso spiegato da Husserl, gli elementi di un tutto non vengono compresi come parti dello stesso ma come membri e quindi l'insieme o gruppo è un tutto e non una “somma”. I membri di un dato complesso sono correlati in modo da essere non-indipendenti gli uni rispetto agli altri e si compenetrano reciprocamente. Ciò segna una differenza importante rispetto alla concezione atomista e al suo metodo d'analisi per quanto attiene allo studio di una struttura. Quando Husserl afferma che, nella struttura della percezione o della rappresentazione, il “colore” è non-indipendente dall'“estensione” indica che una separazione atomista tra i due termini rompe esattamente la reale essenza della percezione o della rappresentazione. Quindi, la coscienza in generale deve essere vista come una struttura che si modifica nella sua posizione-nel-mondo e in cui ognuno dei suoi membri è in rapporto con altri in modo inseparabile in quel mutamento di posizione. Questa descrizione è valida per la comprensione di diverse strutture come la storicità o la società umana. Quanto al rapporto tra una struttura e il suo ambiente (che, a sua volta, deve essere considerato come struttura, per esempio l'ambiente biologico), esso viene di solito indicato come “sistema” (per esempio, sistema ecologico). Generalmente, in un sistema le strutture entrano in relazione come membri del sistema stesso. Quando si parla dell'essere-umano-nel-mondo, ci si riferisce a una sistema di strutture non indipendenti e, in questo caso, non si può considerare l'èessere umano in sé, ma piuttosto in “apertura” verso il mondo e, a sua volta, il “mondo” può essere colto con un significato solo in rapporto all'essere umano. |
| Strutturalismo | Tendenza filosofica sorta negli anni Sessanta, soprattutto in Francia. Si tratta di uno “stile di pensiero” che riunisce autori molto diversi e che si esprimono nei campi più diversi delle scienze umane, come l'antropologia (C. Lévi-Strauss), la critica letteraria (R. Barthes), la psicanalisi freudiana (J. Lacan), la ricerca storiografica (M. Foucault), o in correnti filosofiche specifiche come il marxismo (L. Althusser).
Con questo approccio, che imita le tecniche delle scienze fisiche, cercano di elaborare strategie di ricerca capaci di illustrare i rapporti sistematici e costanti che esistono nel comportamento umano, individuale e collettivo, e a cui danno il nome di “strutture”. Non sono rapporti evidenti ma si tratta di rapporti profondi che, in gran parte, non vengono percepiti coscientemente e che limitano e costringono l'azione umana. La ricerca strutturalista tende a porre in rilievo ciò che è “inconscio” e i condizionamenti anziché la coscienza o la libertà umana. È in questa compresenza che il razio-vitalismo affonda per comprendere la struttura d'ideazione che chiama ècredenza, su cui si basano le idee e la ragione. In nessun modo il sistema di credenze è posto in rapporto con un presunto “inconscio”. Ha le sue leggi, la sua dinamica e si sposta storicamente trasformato dalle ègenerazioni nel corso del mutamento di èpaesaggio. Le credenze appaiono allora come il “terreno” su cui si fondano e di cui si alimentano quelle altre strutture d'ideazione chiamate “idee”. |
| Superamento del vecchio da parte del nuo | Tendenza generale dello sviluppo delle strutture vitali, della società e della coscienza. Se si considera la vita non come un caso isolato e singolare, ma come un passaggio di estrema complessità della natura, allora si può considerare che lo stesso universo si sviluppa in una direzione irreversibile (seguendo la freccia del tempo) in cui le strutture semplici tendono a superare la loro condizione iniziale, interagendo, raggruppandosi e, in definitiva, conseguendo una complessità crescente rispetto al momento precedente. Se, invece, si considera la vita come un caso isolato e anche l'universo come un altro fenomeno singolare, non si può parlare della tendenza al superamento del vecchio da parte del nuovo, ma allo stesso tempo non si può fare scienza generale (non esiste scienza del singolare e dell'irripetibile). Sia le cosmologie sia la biologia di epoche precedenti hanno scelto la tendenza a immaginare un universo che tende a perdere energia e ordine. In questo modo, le organizzazioni a complessità crescente sono apparse come casi singolari, come fenomeni casuali. È nella èdestrutturazione di ogni sistema che si verifica il superamento del vecchio da parte del nuovo. Tuttavia, gli elementi più progrediti della fase precedente entrano a far parte del nuovo passaggio evolutivo mentre si perdono gli elementi che non si adattano al mutamento di situazione. |
| Glossary V2.0 | |





