Glossario
Dizionario del nuovo umanesimo |
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| O | |
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| Termine | Definizione |
| Opinione pubblica | (dal lat. opinio, -onis concetto che ci si fa di una cosa) Il sentire o la valutazione su cui coincide la generalità delle persone a proposito di determinati argomenti. Esprime l'interesse (o gli interessi) pubblico ed esercita influenza sul comportamento individuale, sulla posizione dei gruppi sociali e sulla politica nazionale e internazionale. L'opinione pubblica svolge un importante ruolo nella formazione dell'organizzazione collettiva. Ciò conduce in vari casi alla manipolazione della coscienza collettiva per mezzo del controllo governativo sui mezzi d'informazione e sulle procedure burocratiche, per mezzo della falsificazione dei risultati dei sondaggi ecc. Lo studio generale dell'opinione pubblica si è specializzato nella misurazione quantitativa delle opinioni; nella ricerca sulle relazioni tra opinioni individuali e collettive riguardo a un determinato problema; nella descrizione del ruolo politico dell'opinione pubblica e nello studio dell'influenza dei mezzi d'informazione e di altri agenti sulla formazione dell'opinione pubblica. L’informatizzazione della società crea le condizioni tecnologiche per porre fine alla manipolazione e alla falsificazione dell'opinione pubblica, ma per questo è necessaria l'attività civica cosciente di tutti i cittadini di buona volontà. Il Nuovo Umanesimo protesta contro la manipolazione dell'opinione pubblica e contro il monopolio dei mezzi d'informazione, lotta contro queste politiche vergognose e le denuncia nello specifico, battendosi per la libertà di coscienza. I contatti interpersonali, le riviste elettroniche, i periodici di quartiere, gli annuari e altre pubblicazioni di orientamento umanista sono un contributo importante alla formazione di un’opinione pubblica libera e democratica. |
| Opportunismo | (der. di opportuno, sul modello del fr. opportunisme. Cfr.: lat. opportunus, da ob, verso, e portus, porto, attributo del vento a favore che spinge verso il porto) Comportamento personale o atteggiamento politico che prescinde, in una certa misura, dai suoi principi morali adattandosi all'opinione predominante e ricevendo per questo favori e facilitazioni da parte dei potenti del momento. Nella lotta politica contemporanea è frequente, tra avversari, l'accusa di opportunismo fatta per screditare l'oppositore agli occhi degli elettori. Perciò le definizioni relative devono essere considerate con attenzione e verificate in pratica per non cadere nel facile politicantismo. Nella vita politica del XIX e del XX secolo le accuse reciproche di opportunismo furono luogo comune in quasi tutte le campagne politiche ed elettorali. Un particolare gusto nel coniare queste accuse è stato tipico del movimento comunista. Stalin definiva tutti i propri avversari, effettivi o presunti, come opportunisti, ora di destra ora di sinistra. In alcuni casi, Stalin parlava anche di “mostri opportunisti di destra-sinistra” e stigmatizzava i “centristi”. Questa definizione era usata dai comunisti russi come il massimo dell'opportunismo, l'insulto più pesante. Le vittime dello stalinismo ricevevano l'etichetta di “opportunisti” se prima del loro arresto erano stati membri del partito comunista o del komsomol (organizzazione giovanile comunista). |
| Opposizione | (dal lat. oppositio, -onis; cfr. opponere, ob di fronte e pono, porre) 1. Contrapposizione dei criteri, delle concezioni, delle politiche proprie alla politica e alle concezioni dominanti. Resistenza nonviolenta e presentazione delle alternative alla politica ufficiale. 2. Minoranza che, negli organi parlamentari, si oppone alla politica del governo e a volte costituisce un “gabinetto ombra”. Questa forma di opposizione assume il nome di opposizione parlamentare. 3. Minoranza o minoranze che si pronunciano contro il corso politico e i provvedimenti organizzativi e di altra natura all'interno di un partito politico. Comunemente si tratta di opposizione su questioni tattiche e organizzative, ma a volte si estende ai problemi politici nodali e conduce alla scissione del partito o al suo scioglimento. In questo modo si sono autodisciolti diversi partiti conservatori e comunisti d'Europa, d'America e d'Asia. In molti casi questa minoranza costituisce una propria frazione con un proprio centro organizzativo, con proprie finanze e con propri mezzi di diffusione, ma all'interno dei limiti del programma (piattaforma) e degli statuti del partito. Questa si chiama “opposizione interna” al partito. |
| Oppressione | (dal lat. oppressio, -onis; cfr. opprimere, comp. di ob, contro e premo, premere) Questo fenomeno sociale ripugnante e diffuso ha profonde radici storiche e si manifesta nel fatto che una persona o un gruppo privilegiato si appropria del prodotto del lavoro di altri, costringendo questi a servire, a soddisfare le sue pretese. L'oppressione è il risultato della violenza. Si distinguono l'oppressione familiare, razziale, nazionale, religiosa, di classe ecc. Sin dall'antichità l'essere umano lotta contro tutte le forme di oppressione. Dal proprio sorgere, l'umanesimo ha condannato l'oppressione e ha ispirato la difesa della dignità umana. |
| Opzione | (dal lat.optio, -onis; cfr. optare, scegliersi qualcosa) 1. Capacità umana di assumere decisioni libere sulla base della conoscenza delle circostanze, della definizione di un obiettivo di azione e dei mezzi adeguati al caso. Riflette il livello di libertà dell'essere umano e della società a cui questi appartiene. In questo modo, determina l'autenticità dell'azione o la sua falsità. Il Nuovo Umanesimo contribuisce all'elaborazione di abitudini di vita che consentano di realizzare opzioni (scelte) in modo cosciente e senza pressioni esterne. 2. Sistema di leggi politiche e sociali presentate dal Partito Umanista in diversi paesi. (opzione referendaria, servizio militare facoltativo; libertà di opzione nei campi della maternità, della sessualità ecc.). 3. Diritto a una occupazione. |
| Organizzazioni non governative | Organizzazioni internazionali, nazionali e locali, create su iniziativa di alcuni cittadini, con obiettivi specifici comuni di carattere sociale, politico, confessionale, culturale, scientifico, sportivo, ricreativo ecc. Le organizzazioni non governative costituiscono il fondamento e la struttura della società civile, base del regime democratico. Attualmente, queste organizzazioni si dedicano in primo luogo alla protezione dell'ambiente, a opere di beneficenza, alla difesa dei diritti umani, a contribuire alla soluzione dei conflitti etnoconfessionali e sociali, al disarmo e alla ricerca di vie di uscita dalla crisi globale che incombe sull'umanità. Grazie alla partecipazione attiva di scienziati e professionisti, il loro potenziale intellettuale è assai grande. La conferenza dell'ONU di San Francisco del 1945 ha stabilito all'articolo 71 degli statuti dell'ONU che le organizzazioni non governative sarebbero state consultate dal Consiglio economico e sociale su problemi di loro competenza. Nel 1950 si è istituzionalizzata la Conferenza delle organizzazioni consultive non governative, che comprende tre categorie di organizzazioni, le quali intrattengono contatti permanenti con il corrispondente comitato del Consiglio economico e sociale dell'ONU. La conferenza si tiene ogni tre anni e si svolge negli uffici di New York e Ginevra. Diverse organizzazioni non governative collaborano con le organizzazioni specializzate dell'ONU. È attiva, perciò, la Conferenza delle organizzazioni internazionali non governative ammesse dall'Unesco al beneficio di accordi consultivi, creata nel maggio 1950 a Firenze. Si tiene ogni due anni e ha sede a Parigi. |
| Organizzazioni sociali di base | Organizzazioni che sorgono per iniziativa degli abitanti dei quartieri popolari, dei villaggi, dei campus universitari e di altri centri residenziali. La loro costituzione si deve a interessi comuni, al convergere di intenzioni, simpatie e preferenze. Si tratta di organizzazioni informali, non hanno carattere chiuso, militanza permanente né statuti fissi. Sono aperte a tutti i vicini. A differenza delle organizzazioni dei partiti politici, non lavorano sul piano elettorale ma possono esprimere valutazioni morali su determinati eventi politici che riguardano la vita dei quartieri e difendono i diritti umani, ponendo sempre in rilievo il diritto alla vita e la libera espressione delle opinioni. A volte, quando le circostanze lo consentono, pubblicano periodici di quartiere o di campus, che riflettono la vita locale. Si occupano dei problemi dei vicini, della protezione dell'ambiente, di questioni umanitarie e della vita artistica. Si dedicano alle arti e alle lettere. Costituiscono la base della società civile e cooperano per l'instaurazione e lo sviluppo del sistema democratico nei rispettivi paesi e nella cooperazione internazionale sulla base dell'uguaglianza e del rispetto reciproco. Il Nuovo Umanesimo rispetta la sovranità di queste organizzazioni, partecipa alle loro attività e le sostiene in tutti i sensi. Spesso, tende alla formazione di momenti di coordinamento tra diverse organizzazioni di base. |
| Ortodossia | (dal gr. orthós, diritto, e dóxa, opinione) Conformità con l'opinione religiosa considerata ufficialmente come vera. Rettitudine dogmatica in raggruppamenti politici o sociali. Chiesa ortodossa: nome ufficiale delle chiese cristiane di rito orientale (in Siria, Egitto, Grecia, Turchia, Serbia, Bulgaria, Romania, Russia, Ucraina e in altri paesi). Dal 1054, quando le chiese cristiane di Roma e di Costantinopoli si separarono, il processo centrifugo è andato accentuandosi. Dal 1961 si tengono conferenze della maggioranza delle chiese ortodosse autocefale che riconoscono l'autorità morale del patriarca di Costantinopoli (vi partecipano quindici chiese ufficiali). Ma esistono diverse chiese ortodosse in ogni paese. Soltanto in Russia, oltre alla chiesa ufficiale che riceve l'aperto appoggio del governo, operano quattro chiese ortodosse di rito antico e non meno di sei chiese ortodosse di altri riti. |
| Ozio | (dal lat. otium che presso i Romani era il tempo libero dalla politica e dagli affari, l'opposto del negotium, da dedicarsi alla cura dei campi o agli studi) Divagazione o impegno rilassato, in particolare in opere d'ingegno, che forma e sviluppa la personalità umana. Si tratta del tempo libero dalla produzione di beni materiali indispensabili alla sopravvivenza. Nell'ozio non si include il tempo usato per il lavoro, per i trasporti, per le cure personali, per le faccende domestiche e per il sonno. L'ozio comprende il tempo che si usa per soddisfare diversi interessi personali, quali il divertimento, lo sport, il gioco, l'arte, la comunicazione sociale, la lettura, il turismo, il fai-da-te e altri hobby. Si distingue l'ozio attivo, quello in cui qualcuno svolge un'attività creativa che gli consente di sviluppare in modo multiforme le proprie capacità, dall'ozio passivo, legato al consumo di beni culturali creati da altri. Ma quest'ultima forma contribuisce anch’essa alla formazione della personalità e alla sua socializzazione. Tuttavia, con il sorgere dell'industria dell'ozio e con la cosiddetta “cultura di massa”, i valori culturali vengono sostituiti da diversi surrogati che disumanizzano la vita, deformano la personalità e sminuiscono il livello culturale della società. Il Nuovo Umanesimo ritiene necessario aumentare il volume dell'ozio, colmando il tempo libero di attività creative, innalzando il livello culturale, il riposo e il divertimento. Il problema dell'umanizzazione dell'ozio e dell'elevazione del suo contenuto è uno dei compiti essenziali delle attuali generazioni. |
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