Artisti per la Nonviolenza e la Trasformazione Sociale


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mercoledì 20 agosto 2008
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N
Ci sono 14 termini nel glossario.
Pagine: 1
Termine Definizione
NazionalismoRiguardante o relativo a una nazione. Dottrina o movimento che esaltano la personalità nazionale o ciò che reputano come tale i sostenitori di essa; dottrina delle rivendicazioni politiche, economiche e culturali delle nazionalità oppresse.
La politologia moderna distingue quel che è nazionale, che riflette gli interessi legittimi di ogni nazione senza creare danno alle altre nazioni, e ciò che è nazionalista, che avvolge nel manto nazionale gli interessi e le pretese egoistiche degli strati oppressori e provoca conflitti con altre nazioni. Nell'ultimo caso, il nazionalismo si trasforma in sciovinismo riducendo in servitù i diritti di altre nazioni e minoranze nazionali oppresse.
Il Nuovo Umanesimo sostiene le giuste richieste delle nazioni e delle etnie oppresse,  ma si pronuncia contro l'esagerazione dei sentimenti nazionali che viola i diritti umani, contrappone alcune persone ad altre sulla base del criterio nazionale, etnico o etnoconfessionale, umilia la dignità umana di altre persone. Non si possono calpestare i diritti di una persona facendo appello alla presunta superiorità degli interessi nazionali.
 
NazionalsocialismoNome adottato dal Partito operaio tedesco, a Monaco nel 1920. L'ideologia nazista (apocope da nazional-socialista) è simile a quella dell'autoritarismo romantico di destra, propria del èfascismo. Quando A. Hitler divenne capo del nazionalsocialismo, impose la sua ideologia e la sua pratica antisemita. Il nazionalsocialismo è la concezione antiumanista più netta degli ultimi tempi.
 
Nazione(dal lat. natio, -onis, la nazione di appartenza, la popolazione che ha in comune origine, lingua e costumi, da natus, p. pass. di nasci, nascere) Insieme degli abitanti di un paese, retto dallo stesso governo; territorio di quello stesso paese; insieme di persone che generalmente parlano una stessa lingua e sono legate da una storia comune. Si distingue dalle etnie, che raggruppano le persone di una stessa origine comune. La nazione moderna è polifonica. Si forma nel processo della strutturazione del mercato e delle culture nazionali, sulla base del sorgere della società civile in un determinato territorio. Diverse nazioni possono parlare la stessa lingua.
Il termine “nazione” nel senso moderno è apparso durante le guerre d'indipendenza delle colonie inglesi e spagnole in America e durante la rivoluzione francese. Le Nazioni unite hanno riconosciuto il diritto delle nazioni all'autodeterminazione, e ciò ha contribuito alla decomposizione del sistema coloniale e all'apparire di un centinaio di nuovi Stati-nazione dopo la seconda guerra mondiale.
L'èumanesimo universalista appoggia le rivendicazioni dei gruppi di persone che si sentono nazioni, rivendicazioni volte all'autonomia nazionale culturale; a ricevere l'istruzione nella lingua originaria locale; al libero uso della propria lingua nei rapporti con le istituzioni ufficiali. Allo stesso tempo, gli umanisti fanno appello a che si risolvano i conflitti nazionali per mezzo di negoziati, senza ricorrere alla violenza. La èInternazionale Umanista ha offerto in numerosi casi i suoi servizi come organismo di mediazione internazionale nei conflitti di questo tipo.
 
Neocolonialismo(dal gr. néos, nuovo colonialismo) Seconda ondata coloniale (ècolonialismo) del XIX e dell'inizio del XX secolo. In quest'epoca, paesi come il Belgio, gli Stati Uniti, l'Italia, il Giappone e la Russia proseguirono lungo il processo iniziato da alcune potenze europee del XV secolo. Si discute oggi la differenza tra neocolonialismo e èimperialismo. Il Nuovo Umanesimo definisce come neocolonialismo il colonialismo tardivo, e riserva invece la definizione di “imperialismo” alle attività di dominio esercitate da potenze globalizzatrici o superpotenze. Negli ultimi decenni è comparsa una strategia neocoloniale in cui paesi formalmente indipendenti si trovano di fatto sottomessi alle fluttuazioni di un mercato dominato dalle grandi potenze.
 
Neoliberalismo(nuovo liberalismo)  Riformismo sociale progressivo dei governi liberali a partire dal 1908. I suoi principali esponenti furono D. Lloyd George e W. Churchill. L'attuale neoliberalismo prevede molte varianti, che vanno da una apertura del mercato senza restrizioni, dall'estrema sottomissione alle presunte leggi “naturali” dell'offerta e della domanda, dal monetarismo più crasso a un certo interventismo, al sostegno della produzione nazionale, all'incoraggiamento della spesa pubblica e all'orientamento dell'economia verso certe aree produttive. Al momento, i teorici del neoliberalismo sostengono la necessità di disciplinare le società eliminando le rivendicazioni di sicurezza sociale, diritto alla salute, istruzione gratuita e sussidio di disoccupazione senza che si generino nuove fonti di lavoro. Accompagnano la riduzione della spesa pubblica e i licenziamenti di massa a crescenti misure impositive. Parallelamente, cercano di coinvolgere tutta la società in un sistema di indebitamento attraverso il credito a usura. Il neoliberalismo è attualmente lo strumento migliore di cui disponga la penetrazione imperialista nel suo lavoro di demolizione dello Stato nazionale.
 
Nichilismo(dal ted. Nihilism, dal lat. nihil, niente) 1. Negazione sistematica della vita. 2. Negazione dei valori umanisti. 3. Antiumanesimo.
Il termine fu usato per la prima volta da I .S. Turgenev nel 1862, nel romanzo Padri e figli. La definizione di “nichilisti” fu usata per indicare le attività ispirate alla violenza di un gruppo rivoluzionario russo, che pubblicò un manifesto dopo l'assassinio dello zar Alessandro II nel 1881.
 
 
NonviolenzaCon la dizione “nonviolenza” si intende il determinato sistema di concetti morali che negano la violenza, oppure il movimento di massa capeggiato dal Mahatma Gandhi sviluppatosi in India nella prima metà del XX secolo, o ancora la lotta per i diritti civili dei neri negli USA sotto la guida di M. L. King e l'attività svolta da Kwame Nkrumah in Ghana. Si possono citare anche gli interventi civili di A. Solgenitsin, A. Sacharov, S. Kovalev e altri famosi dissidenti contro il totalitarismo sovietico.
L'idea della nonviolenza è esposta nella Bibbia e negli scritti di altre religioni, nel comandamento “non uccidere”. Questa idea è stata sviluppata da molti pensatori e filosofi; gli scrittori russi Lev Tolstoj e Fiodor Dostoevski l'hanno formulata con grande profondità. La formula di Tolstoj che afferma la supremazia dell'amore e il “non ricorso alla violenza di fronte alla malvagità”, in altre parole l'impossibilità di lottare contro una malvagità con un'altra malvagità, ha acquisito risonanza mondiale e ha dato luogo a una singolare setta di “tolstojani”.
Mahatma Gandhi (1869-1948) ha formulato a proprio modo l'etica della nonviolenza basandosi sul principio dell'ahimsa (rifiuto di esercitare ogni forma di violenza contro l'individuo, la natura, l'insetto o la pianta) e sulla “legge della sofferenza”. Gandhi riuscì a organizzare la satiasgraja, movimento anticoloniale nonviolento, riunendo molti milioni di persone. Il movimento si manifestò nella disobbedienza civile di massa e prolungata contro le autorità inglesi, mediante il rifiuto di collaborare con la stessa, difendendo la propria originalità e libertà, ma senza ricorrere ai metodi violenti. Il popolo chiamò Gandhi “Mahatma” (grande anima) per il suo coraggio e per l'inflessibilità nell'azione basata sulla nonviolenza. Il movimento della nonviolenza preparò il terreno a che la Gran Bretagna rinunciasse alla propria supremazia in India, anche se lo stesso Gandhi fu assassinato da un sicario. Purtroppo, in seguito il principio dell'ahimsa fu dimenticato. Lo sviluppo politico dell'India e del Pakistan finì per assumere toni sanguinosi ispirati alla più spietata violenza.
La lotta di M. L. King si concluse a sua volta senza vincere, anch'egli fu assassinato mentre teneva un discorso durante una manifestazione.
Malgrado tutto, il concetto di nonviolenza, come pure forme nonviolente di protesta, continuano a sopravvivere e a svilupparsi nel mondo. Gli interventi quotidiani e di massa degli strati più bassi di lavoratori, manifestazioni di protesta, scioperi, movimenti femminili e studenteschi, manifestazioni contadine, la pubblicazione di manifesti, volantini e periodici, interventi alla radio e alla televisione, tutto ciò fa parte  delle forme dell'etica e della pratica della nonviolenza.
Il Nuovo Umanesimo si sforza di ridurre la violenza ai minimi termini, nella prospettiva di superarla completamente e di avviare tutti i metodi e le forme per risolvere contrapposizioni e conflitti lungo i binari della nonviolenza creativa.
Spesso si identificano nonviolenza e èpacifismo, ma in realtà questo non è un metodo d'azione né uno stile di vita ma una denuncia costante contro la corsa agli armamenti.
 
Nonviolenza attivaStrategia di lotta del Nuovo Umanesimo consistente nella denuncia sistematica di tutte le forme di violenza esercitate dal sistema. Come pure, tattica di lotta applicata a situazioni definite in cui si verifica qualunque tipo di discriminazione.
 
Nord-sud (problema dei rapporti tra nord e sud)   Questo termine viene usato per indicare i rapporti tra i paesi industrialmente e tecnicamente sviluppati (Nord) e i paesi in via di sviluppo (Sud), concentrati nella maggioranza nell'emisfero meridionale. In una qualche misura il concetto “Sud” comprende anche i paesi dell'Oriente, a eccezione del Giappone, della Corea del Sud e di alcuni altri paesi asiatici come Singapore ecc. Quindi, questo problema può essere interpretato come il problema di rapporti iniqui, di dipendenza e di sfruttamento tra il centro e la periferia.
L'iniquità di questi rapporti è stata riconosciuta dall'assemblea generale dell'ONU in una apposita risoluzione del 1974. A partire dalla conferenza di Parigi (1975-77) e dalla riunione di Cancún (1981), si realizza il dialogo permanente tra i rappresentanti ufficiali di entrambi i gruppi di paesi. All'interno dei limiti dell'ONU e delle sue istituzioni specializzate, sono stati creati meccanismi per compensare, sia pure in misura minima, questa iniquità e contribuire allo sviluppo economico-sociale e culturale dei paesi in via di sviluppo, destinando a ciò non meno dell'1% del prodotto interno dei paesi sviluppati. Ma la corsa agli armamenti, i conflitti locali, la crescita della disoccupazione, non hanno consentito neppure di conseguire questo modesto obiettivo, senza parlare della necessità di ristrutturare i rapporti economici internazionali e di eliminare alcuni degli elementi di iniquità che frenano lo sviluppo del Sud.
 
Nuova destraCorrente ideologica e politica sorta nei paesi sviluppati alla fine degli anni Sessanta e agli inizi dei Settanta.
Dapprima si è trattato di gruppi di intellettuali di sinistra delusi e disorientati a causa della rottura del mito riguardante la presunta prossima vittoria mondiale del comunismo. Quegli intellettuali sono passati dal comunismo al tradizionalismo, perché gli stereotipi del comportamento, delle simpatie estetiche e della cultura della violenza di entrambi sono abbastanza vicini, anche se sembrano essere incompatibili. Poi hanno aderito a questa corrente alcuni ideologi filofascisti che pensavano di legittimare in quel modo le loro concezioni sul neopaganesimo di fronte all'opinione pubblica e di guadagnare adepti tra i giovani.
La nuova destra condanna l'ipocrisia e altri vizi della civiltà contemporanea, ne critica la “cultura di massa” e la “denaturalizzazione”; fa appello a presunti “valori della razza” e agli istinti primitivi e zoologici; esalta etnocentrismo e razzismo; coltiva l'odio, la xenofobia e la violenza.
La base sociale di questa corrente è costituita da alcuni gruppi di intellettuali, studenti, soprattutto nelle professioni tecniche e pedagogiche, degli strati medi danneggiati dalla ristrutturazione industriale e tecnica, militari di professione spaventati dalla prospettiva del disarmo e dalla riduzione degli eserciti dopo la fine della guerra fredda.
Il Nuovo Umanesimo lotta contro le concezioni fondamentaliste, scioviniste e razziste della nuova destra che costituiscono attualmente il pericolo principale nella sfera ideologica e politica, come molla per i conflitti etnoconfessionali e le guerre locali, e che formano il tipo di assassino professionale che è protagonista di queste guerre.
 
Nuova sinistraDesignazione dell'insieme di raggruppamenti eterogenei per le loro concezioni filosofiche e il loro orientamento politico, sorti negli anni Sessanta e Settanta del XX secolo. Nella sua maggioranza è formata da studenti e intellettuali ed è alimentata dai “nuovi poveri”.
Questi gruppi conducono una critica della disuguaglianza sociale, dell'annullamento della personalità, dello sfruttamento crescente, del consumismo, della degradazione morale che sono propri dei paesi sviluppati. Allo stesso tempo, criticano i comunisti per la loro burocratizzazione, il loro antiumanesimo e la loro corruzione.
Parte della nuova sinistra ha abbracciato i metodi della violenza e ha praticato il terrorismo. Alcuni gruppi hanno deviato verso il nazionalismo, il razzismo e il fondamentalismo religioso, e si sono perfino alleati con bande neonaziste.
Un'altra parte ha cercato l'uscita dalla crisi globale nel risorgere dell'anarchismo. Alcuni gruppi sono entrati nei partiti socialisti e socialdemocratici, altri nelle organizzazioni e nei movimenti ecologisti, femministi e giovanili.
 
Nuovi poveriCategoria di lavoratori formatasi a seguito della ristrutturazione economica provocata dalla rivoluzione tecnico-scientifica. Ne fanno parte impiegati, ingegneri, tecnici e operai qualificati che non trovano lavoro; soggetti usciti da centri docenti e senza lavoro; contadini in rovina; abitanti di zone industriali abbandonate; pensionati con pensioni inferiori al minimo vitale. La maggior parte dei nuovi poveri perde in fretta i diritti alle facilitazioni proprie dei disoccupati.
I nuovi poveri si vedono costretti a lavorare come giornalieri od occasionali senza qualifica e senza contratto.
Per combattere l'“indigenza tecnologica” è necessario creare il sistema internazionale di riqualificazione, contribuire alla destatalizzazione dell'economia e concentrare sforzi a livello comunale e locale creando nuovi centri di qualificazione, di lavoro, di ricreazione e di cultura.
 
Nuovo ordine1. Espressione hitleriana che si riferiva a un'Europa centralizzata, sul piano economico e su quello politico, sotto il controllo della Germania. 2. Espressione entrata in uso a partire dagli anni dalla presidenza di R. Reagan. Si riferisce all'organizzazione delle relazioni internazionali in base a un modello economico e a un tipo di egemonia militare detenuta dagli Stati Uniti. 3. Nuovo ordine economico internazionale. Posizione difesa dai èpaesi in via di sviluppo. Alcune delle misure proposte sono le seguenti: sovranità nazionale delle risorse naturali; riduzione del divario tra prezzi dei prodotti grezzi e di quelli manufatti; regolazione dei prezzi internazionali delle materie prime; intensificazione dei rapporti commerciali privilegiati con i paesi sviluppati; normalizzazione del sistema monetario internazionale; stimolo all'esportazione industriale dei prodotti dei paesi in via di sviluppo.
 
Nuovo UmanesimoI rappresentanti di questa corrente hanno fissato la loro posizione in rapporto al momento storico attuale. Per loro risulta imprescindibile l'elaborazione di un umanesimo che contribuisca al miglioramento della vita, che faccia fronte alla discriminazione, al fanatismo, allo sfruttamento e alla violenza. In un mondo che diventa globale a grande velocità e che mostra i sintomi dello scontro tra culture, etnie e regioni, propongono un èumanesimo universalista, pluralista e convergente; in un mondo in cui si destrutturano i paesi, le istituzioni e le relazioni umane, sostengono un umanesimo capace di produrre la ricomposizione delle forze sociali; in un mondo in cui si sono perduti senso e direzione della vita, ribadiscono la necessità di un umanesimo adatto a creare una nuova atmosfera di riflessione, in cui non si oppongano in modo irriducibile il personale al sociale, il sociale al personale. I suoi espositori, interpreti e militanti aspirano ad un umanesimo creativo, non ad un umanesimo ripetitivo; un umanesimo che prendendo in considerazione i paradossi dell'epoca miri a risolverli.
Il Nuovo Umanesimo tende alla modifica dello schema di potere con lo scopo di trasformare la struttura sociale attuale che si indirizza verso un sistema chiuso (èmondializzazione) in cui predominano sempre più gli atteggiamenti pratici e i “valori” teorici dell'èantiumanesimo.
 


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Glossary V2.0
Trova amore e passione
Opere per la nonviolenza
My world


"%"


gioia di vivere


I Girasoli 24-01


A Bocca aperta


gli innamorati


Sacro e profano


Sfereotopic4


Ninfea


 
Trova amore e passione
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