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Dizionario del nuovo umanesimo |
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| | F | | Ci sono 9 termini nel glossario. | | Pagine: 1 |
| Famiglia | (dal lat. familia, der. di famulus, servitore. Stava a designare gli schiavi che erano sottoposti a un dominus, padrone; trasl. passa ad indicare tutti gli abitanti della casa, liberi e schiavi) Gruppo di individui che hanno in comune una condizione domestica o appartengono a uno stesso nucleo. In botanica e in zoologia, con il termine famiglia si indica un gruppo tassonomico costituito da diversi generi naturali che possiedono un gran numero di caratteri comuni. In matematica si tratta dell'insieme i cui elementi sono insiemi. La famiglia basata sul censo (focolare domestico) è una unità complessa di natura economica e sociale. In generale si definisce così l'insieme di persone che convivono nella stessa abitazione e consumano i loro pasti in comune. La famiglia unipersonale è formata da un cittadino che vive da solo; la famiglia numerosa è quella che ha quattro o cinque figli minori di 18 anni o maggiori inabili al lavoro. Questa categoria varia a seconda della legislazione di ciascun paese, in base al grado di protezione e di sicurezza che viene garantita alla famiglia e che riguarda, in alcuni casi casi, anche le madri sole con figli minori. La famiglia svolge un ruolo decisivo nella formazione della personalità e nella sua socializzazione. È una istituzione storica soggetta a mutamenti, in quanto le sue caratteristiche risultano diverse nelle varie culture. In anni recenti la famiglia ha conosciuto trasformazioni vertiginose, dovute in larga misura all'affollamento urbano. Le famiglie numerose si sono dovute ridimensionare a causa dei limiti spaziali delle abitazioni. Il progressivo inserimento della donna nel mondo del lavoro, al di fuori dell'abitazione, ha fatto a sua volta sentire i propri effetti. In generale, man mano che s'innalza il livello di vita delle popolazioni, la famiglia tende a ridursi e, viceversa, si osserva una crescita esplosiva nel numero di componenti delle famiglie dei paesi poveri. D'altra parte, nascono nuove strutture che si sostituiscono alla famiglia tradizionale, sia pure soltanto per badare ai bambini per brevi periodi, com'è il caso dei nidi e dei giardini d'infanzia. Sia le adozioni sia il progredire dell'inseminazione artificiale introducono varianti al concetto di famiglia tradizionale vincolata da legami di consanguineità. Un altro caso è quello della famiglia formata da genitori omosessuali e figli adottivi. Il Nuovo Umanesimo sottolinea l'urgente necessità di ridurre il tasso di natalità per migliorare le condizioni di vita delle famiglie nei paesi poveri; fa proprie le iniziative legislative tendenti alla difesa dei diritti della madre e dei figli e incoraggia la creazione di club interfamiliari in grado di fornire un’educazione integrale prescolare. | | | | | Fascismo | Concezione politica nazionalista, autoritaria, anticomunista e nemica della democrazia liberale. Ha preso nome dall'allegoria romana dell'autorità statale: un fascio di verghe con la scure. Questa ideologia e organizzazione politica fu creata da B. Mussolini in Italia nel 1919. Essa affermava di non essere capitalista né socialista ma di propugnare uno Stato corporativo. È servita da modello alla Germania (nazismo), alla Spagna (falangismo) e al Giappone. In Inghilterra fu fondata l'Unione britannica dei fascisti, in Francia fu creata la Croix de Feu. Insieme al ènazionalsocialismo, rappresenta l'espressione antiumanista più radicale. Il fascismo nega i diritti umani e conduce alla degradazione della persona. Il fascismo aspirava a stabilire per mezzo della guerra il nuovo ordine mondiale, lo Stato fascista millenario, e in questo senso è stato il principale responsabile dello scoppio della seconda guerra mondiale, costata più di cinquanta milioni di vite umane, secondo i dati ufficiali. Il regime fascista è tirannico, basato sulla figura del dittatore (o caudillo) e rigidamente gerarchico. Il suo principio è “il capo ha sempre ragione” e il dovere di ognuno è obbedirgli incondizionatamente. È un regime totalitario, che nega la democrazia e stabilisce il monopolio del partito fascista, concentrando nelle proprie mani la totalità del potere economico, politico e ideologico. Il sistema fascista è militarista per eccellenza e trasforma tutti gli abitanti di un paese in soldati che eseguono la volontà del dittatore. Per il fascismo, lo Stato nazionale è al di sopra di ogni altra cosa. Si tratta di un regime repressivo che non ammette opposizione né dissidenza. L'ideologia fascista è eclettica e contraddittoria. Raggruppa idee che si autoescludono, mescola elementi di socialismo, nazionalismo, paganesimo, elitismo, egualitarismo e militarismo. Assolutizza la violenza come metodo di gestione sociale e politica. Il fascismo promuoveva il modello della mobilitazione sociale istantanea per realizzare “l'obiettivo nazionale”. Poiché il fascismo ha utilizzato la sovversione e la violenza come metodi principali di azione politica, oltre a forme clandestine di organizzazione, i partiti che ad esso si richiamavano sono stati posti fuorilegge dopo la seconda guerra mondiale. Ciò ha costretto i fascisti a creare organizzazioni neofasciste, che negano la propria discendenza dal fascismo ma ne usano metodi e idee, modernizzandole e mascherandole da movimenti nazionalisti xenofobi. Questi raggruppamenti hanno acquistato particolare forza in Italia, Germania, Francia e Austria. Il Nuovo Umanesimo ritiene che il pericolo fascista esiga la realizzazione di riforme urgenti per risolvere i problemi della gioventù disoccupata, dei piccoli imprenditori costretti al fallimento, dei professionisti e dei dipendenti del pubblico impiego rimasti senza lavoro, dei pensionati ridotti alla miseria e degli altri gruppi emarginati. Nel processo dell'integrazione europea e americana è necessario considerare la condizione delle identità nazionali, delle minoranze etniche e culturali, per impedire l'insorgere di conflitti interetnici e interconfessionali; è importante prestare cooperazione economica e sociale ai paesi meno sviluppati per ridurre le correnti migratorie dirette verso le zone a maggiore sviluppo. Queste misure possono ridurre la base sociale dei movimenti neofascisti e allargare i confini della democrazia. | | | | | Fede | (dal latino fides, fede) È una ècredenza non basata su argomenti razionali. Consenso che si dà alle parole in base all'autorità di chi le pronuncia o alla sua fama pubblica; sicurezza, affermazione della certezza di una cosa. È una caratteristica della coscienza individuale e sociale. Si considera fede anche lo stato psicologico del soggetto, che si esprime in idee e immagini e che serve da stimolo e di orientamento nell'attività pratica. Si distinguono diverse teorie della fede: emozionali (che la interpretano come una emozione), sensual-intellettuali (fede come fenomeno dell'intelletto) e volontariste (fede come attributo della volontà). Una sfera particolare della fede è quella religiosa. Il Nuovo Umanesimo fa distinzione tra fede fanatica (che si esprime in maniera distruttiva), ingenua (che pone a rischio alcuni interessi vitali) e utile all'apertura nei confronti del futuro e agli obiettivi costruttivi della vita. | | | | | Femminismo | Movimento formato principalmente da donne che si dedica alla denuncia della discriminazione della donna nella società attuale (èquestione femminile). In genere vengono considerate antesignane delle femministe le “suffragette” che lottarono per il diritto di voto in Inghilterra alla fine del secolo scorso. All’interno di questo movimento, attivo soprattutto in Europa negli anni ‘70 e ‘80, si passa da pratiche estreme come quelle del “separatismo” e di una lotta quasi naturalista contro i maschi come portatori “genetici” di una cultura violenta e prevaricatrice a quelle più moderate di numerose associazioni e collettivi dedicati a questioni specifiche (divorzio, aborto, pari opportunità). Il femminismo ha dato un importante contributo al dibattito su questioni come la relazione tra vita personale e sociale, la sessualità, la crisi della famiglia tradizionale e l’educazione. Il Nuovo Umanesimo considera il femminismo un contributo importante nella lotta contro la discriminazione. | | | | | Feudalesimo | (da feudale, lat. mediev. feudalis, probabile der. da vc. germ. *fehu, beni immobili o bestiame) Istituzione sociale basata sul feudo, donazione territoriale che il vassallo riceveva dal signore in cambio del proprio servizio militare. Dapprima questa istituzione (nell'impero romano), sotto forma di colonato, espressione embrionale del feudo, si manifestò in Europa dalla fine dell'epoca carolingia alla fine del medioevo. I marxisti hanno allargato troppo il senso di questo termine, considerandolo come una formazione socio-economica universale che, secondo loro, predominava in tutto il mondo dal crollo dello schiavismo fino all'avvento del capitalismo (tra i secoli V e XVIII). La storiografia contemporanea non riconosce l'esistenza del regime feudale nel mondo iberoamericano, tranne che in alcune parti della Catalogna, della Navarra e di Aragona, dove venne imposto dai re franchi nella Marca ispanica. Il regime feudale aveva come base socio-economica la servitù della gleba, scomparsa nella penisola iberica verso il XIII secolo. I rapporti di vassallaggio riguardavano soltanto la nobiltà e l'alto clero. Al di fuori di quei rapporti, vi erano i contadini servi e il “terzo stato” (gli abitanti di paesi e città, personalmente liberi, raggruppati in corporazioni di artigiani e mercanti). Il regime feudale si caratterizzava per le interminabili guerre tra feudatari, che distruggevano vasti territori. Gli Stati feudali erano molto fragili e di breve durata. I sudditi del potere feudale passavano di frequente da un signore all'altro, e ciò provocava la disgregazione dei regni, delle contee e dei principati. Il ruolo centripeto era svolto in quel tempo dalla chiesa cattolica, che pretendeva di esercitare un’autorità morale e a volte politica assoluta. La chiesa, in questo ruolo, organizzò le crociate contro gli infedeli, chiamando a raccolta la nobiltà di diversi paesi. Il feudalesimo generò un movimento culturale caratterizzato sia da un ordine gerarchico che da un regime sociale assai rigido. La vita spirituale era improntata alla filosofia scolastica e subordinata alla chiesa cattolica. Contro questo regime si sollevarono vari movimenti di contadini e artigiani oppressi, definiti eretici dalla chiesa ufficiale e crudelmente repressi anche mediante le crociate. L'esistenza del feudalesimo in Oriente non è confermata da documenti storici e può essere considerata come una modernizzazione del processo storico, una manifestazione dell'eurocentrismo. Marx e i marxisti occidentali cercarono di interpretare i fenomeni sociali dell'Oriente nei termini del cosiddetto “modo di produzione asiatico”. Gli orientalisti sovietici eterodossi usavano per tutto ciò l'espressione “formazione primaria”, che comprendeva rapporti propri della barbarie, della schiavitù, del feudalesimo, cioè la coazione extraeconomica necessaria all'appropriazione violenta del plusvalore e alla sua successiva redistribuzione a favore delle caste e delle “classi” (stati) privilegiati. Ma questa interpretazione del processo storico della maggioranza della popolazione mondiale pecca a sua volta di riduzionismo economico e di sottovalutazione della specificità culturale e della diversità insita nella storia universale. L'umanesimo, sin dal suo sorgere, si è pronunciato contro la riduzione della vita umana alla priorità di tale o talaltro fattore isolato; a favore del riconoscimento dell'integrità dell'essere umano in tutte le sue manifestazioni e a favore dell'unità essenziale umana e della sua diversità culturale. Per questo il Nuovo Umanesimo non accetta schemi aprioristici universali che passino sopra alla specificità culturale dei diversi popoli e allo stesso tempo respinge il punto di vista positivista che impedisce di analizzare gli aspetti convergenti di diverse culture. Il Nuovo Umanesimo ritiene che non esistano le cosiddette “leggi di bronzo” che costringono le persone a sottoporsi ciecamente ai loro effetti. Noi esseri umani facciamo la nostra storia per nostro proprio conto, in corrispondenza alle circostanze del momento, disponiamo della libertà di scelta tra vari modelli o varianti e abbiamo la responsabilità personale delle nostre azioni. Il feudalesimo è stata una di queste varianti storiche, dipesa in gran parte dalla scelta dei popoli europei a favore del cristianesimo occidentale, che predeterminò le caratteristiche specifiche della società feudale nell'Europa occidentale. | | | | | Filantropia | All'origine, amore per il genere umano. In pratica, varie associazioni di filantropi cominciarono a sorgere già nel XVII secolo. Le società filantropiche si svilupparono cercando di rimuovere situazioni di miseria ben precise per poi orientarsi progressivamente verso la solidarietà, a volte internazionale. Attualmente, molte organizzazioni umanitarie riconoscono la filantropia come l'atteggiamento personale primario che riunisce i loro membri. | | | | | Forum umanista | Incontro aperto del Nuovo Umanesimo a cui partecipano organizzazioni e individui per scambiare esperienze e contributi sulla base di interessi generalmente formalizzati nelle seguenti aree: 1. Sanità; 2. Educazione; 3. Diritti umani; 4. Antidiscriminazione; 5. Etnie e culture; 6. Scienza e tecnologia; 7. Ecologia; 8. Arte ed espressioni popolari; 9. Religiosità; 10. Raggruppamenti sociali di base; 11. Partiti politici; 12. Movimenti alternativi; 13. Economie alternative. Indetto dalla èComunità per lo sviluppo umano, il primo forum umanista si è svolto a Mosca nei giorni 7 e 8 ottobre 1993; il secondo, a Città del Messico nei giorni 7, 8 e 9 gennaio 1994, e il terzo a Santiago del Cile nei giorni 7 e 8 gennaio 1995. | | | | | Fraternità | (dal greco prhratria e da questo il lat. fraternitas, fraternità) Si tratta dell'amore da fratelli che unisce tutti i membri della famiglia umana. L'amore fraterno è la tendenza dell'essere umano a unirsi solidariamente con gli altri per condividere una stessa dignità umana. Tra gli antichi greci si intendeva con il termine phratria una suddivisione della tribù che praticava sacrifici e riti propri. Durante il medioevo, per fraternità si intese un trattamento ben definito che praticavano tra loro re e imperatori e anche alti gerarchi ecclesiastici. In questo senso, il termine viene usato ancora oggi tra i religiosi. Durante la rivoluzione francese, la parola d'ordine della fraternità, insieme a quella della libertà e dell'uguaglianza, si trasformò in un principio dell'organizzazione sociale del regime repubblicano. La sovranità, rappresentata fino ad allora dal monarca, passò al popolo che dette vita a specifiche manifestazioni e riti appropriati come l'incarnazione della fraternità. Questo termine con il tempo si è andato modificando verso l'uso più frequente di èsolidarietà, e in tale progressiva riduzione, che denota l'attuale tendenza individualista, si comincia a usare il termine “reciprocità” quasi come condizione minima del rapporto umano. Tuttavia, il Nuovo Umanesimo ritiene la fraternità come espressione dell'amore universale che unisce tutti gli esseri umani. In questo senso, la fraternità si estende non soltanto ai membri di una tribù, di una classe, di una casta o di un altro gruppo sociale, ma a tutti gli esseri umani indipendentemente dalla loro razza e condizione sociale o religiosa. | | | | | Fronte d'azione | Organizzazione di lotta che riunisce membri di un settore sociale per la difesa dei loro interessi. Attualmente, le organizzazioni della base sociale possono svilupparsi grazie all'ampliamento di diversi fronti d'azione considerati come “diversità convergenti” dal punto di vista dell’obiettivo, ma atti a generare cambiamenti progressivi o a catena (èeffetto dimostrazione) all’interno dello schema di potere vigente. In questo senso, l'organizzazione dei lavoratori non può essere mantenuta nei limiti proposti dal sindacalismo, con il suo allontanamento dalla base e la sua progressiva tendenza verticista. I raggruppamenti di base dei lavoratori, costituiti in fronti d'azione autonomi e con molti legami con altri fronti, costituiscono una nuova forma di organizzazione e di azione in sintonia con il processo di èdestrutturazione e di decentralizzazione che oggi si verifica in tutti i campi. | | | |
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Glossary V2.0 |
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