Dizionario del nuovo umanesimo |
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| | A | | Ci sono 14 termini nel glossario. | | Pagine: 1 |
| Adattamento | (der. di adattare, dal lat. tardo adaptare, comp. di ad- e aptare) Capacità degli esseri viventi che consente loro di sopravvivere quando mutano le condizioni ambientali. Accordo di una struttura con il suo ambiente. Senza entrare nel merito della discussione sul significato di èstruttura e di èambiente, e solo a titolo di citazione, diremo che: 1. si chiama adattamento crescente lo sviluppo di una struttura che interagisce con il proprio ambiente; 2. nell'adattamento stabile una struttura può rimanere più o meno invariata, ma tende a destrutturarsi a causa dei cambiamenti dell'ambiente; 3. nell'adattamento decrescente, la struttura tende all'isolamento dall'ambiente e, di conseguenza, cresce la differenziazione tra i suoi fattori interni. 4. Nel caso dell'inadattamento, si possono osservare due varianti: a) la situazione di adattamento decrescente per isolamento o per decomposizione dell'ambiente; b) la situazione di superamento di un ambiente che risulta insufficiente a intrattenere relazioni interattive. Ogni adattamento crescente conduce alla modificazione progressiva della struttura e del suo ambiente e, in questo senso, comporta il èsuperamento del vecchio da parte del nuovo. Infine, in un sistema chiuso, si produce la disarticolazione di struttura e ambiente. In termini generali, il Nuovo Umanesimo incoraggia comportamenti personali e sociali di adattamento crescente, e nello stesso tempo contesta il conformismo o l'inadattabilità. | | | | | Aggressione | (dal lat. aggressio, -onis, der. di aggredi, comp. di ad- e gradior, lett. muovo il passo verso. Di qui il significato di muovere contro, aggredire; l’uso dell’aggettivo “aggressivo” nel senso di dinamico, attivo e intraprendente è un anglicismo)) Azione ed effetto dell'aggredire, atto contrario al diritto dell'altro. Attacco armato di una nazione contro un'altra nazione, in violazione del diritto internazionale. L'aggressione non si esprime soltanto in forma di aggressione fisica, ma anche con parole, gesti o atteggiamenti (aggressione morale). L'aggressione è l'assunzione dell'iniziativa in ogni azione di èviolenza. | | | | | Alienazione | (l'alienatio, dall'agg. lat. alienus, a sua volta der. di alius, altro, è propriamente il trapasso di proprietà, il cedere la proprietà di una cosa ad un altro) Alterazione dell'equilibrio dei fattori dell'attività individuale e sociale verso la cosificazione dei valori e a danno degli intangibili psicologici che contribuiscono allo sviluppo dell'essere umano. La parola “alienazione” come la definisce Hegel nella sua “Fenomenologia dello Spirito” può anche essere tradotta con espropriazione, allontanamento o estraniazione: L’alienazione, in questo autore, sembra incarnare una “coscienza infelice”, una “coscienza di sé come natura divisa”. Hegel pensa che la coscienza possa sperimentarsi come separata dalla realtà di cui fa parte; questo fa sentire la coscienza “lacerata” da se stessa. La diffusione di questa idea è cresciuta quando Feuerbach la prende nel suo aspetto “naturale-sociale”; questa concezione influisce nell’interpretazione che ne dà Marx nei suoi “Manoscritti economico-filosofici” del 1844. Con lo sviluppo dello Stato e man mano che diventa più complicata l'organizzazione della vita sociale, l'individuo è sempre più schiacciato dall’ambiente sociale, innanzitutto a causa dell'autorità e del potere altrui che sacrificano la sua libertà e il suo interesse. Ma nella misura in cui la società civile evolve, si allarga lo strato dei cittadini che partecipano in forme diverse agli affari sociali e statali, all'assunzione di decisioni e alla gestione sociale, fino ad arrivare alla èproprietà del lavoratore delle fonti e dei mezzi di produzione. I limiti inizialmente esigui della democrazia si allargano fino ad abbracciare la maggioranza della popolazione adulta anche quando questa democrazia continui ad avere, fino ad oggi, un carattere più o meno formale. Gli stranieri e i senza patria, inizialmente privi di diritti civili, conquistano taluni diritti stabiliti sul piano nazionale e internazionale. Lo sviluppo della tecnica, se da un lato testimonia la forza e le vittorie dell'essere umano, dall’altro lo subordina sempre di più alla macchina, cambiando il suo ritmo di vita e meccanizzando molte delle sue funzioni organiche. Il progresso nella sfera scientifico-tecnica assicura alle persone il dominio sulle forze della natura con un’ampiezza sempre maggiore, e ciò conferisce loro inusitata mobilità nello spazio accelerando il “tempo” sociale, consentendo comunicazioni sempre più articolate, aprendo la strada che porta nel cosmo, permettendo loro di creare ambienti artificiali corrispondenti alle loro necessità. Tuttavia, questi successi hanno generato nuovi pericoli, hanno messo in pericolo l'esistenza della vita sulla Terra. Lo sviluppo della cultura e soprattutto quello del flusso informativo in generale, dà conto del progresso intellettuale, ma allo stesso tempo mostra il crescere del controllo soggettivo sull'esistenza individuale, che viene subordinata a impulsi e pensieri altrui. Nella sfera della cultura e dell'arte l'essere umano va verso la creazione di un mondo nuovo con proprietà non esistenti in natura. È fortemente cresciuta la diversità ma insieme all'allargamento dei confini umani della cultura si rivela una pericolosa tendenza all'uniformità, e ciò può condurre ad un sistema chiuso ed al blocco della civiltà. La crescente divisione del lavoro, l'ampliamento del mercato, la diffusione della tecnologia e delle comunicazioni va di pari passo con la generale destrutturazione delle vecchie forme istituzionali e delle modalità dei rapporti sociali, mentre si sono accentuati cambiamenti anche nel comportamento collettivo e personale che rendono squilibrato l'èadattamento crescente alle nuove situazioni. Da un lato, l'inerzia sociale delle istituzioni e forme di relazione obsolete non favoriscono il transito verso la fase di cambiamento che si sta rendendo evidente; dall'altro, le esigenze del progresso non mostrano una chiara direzione di sviluppo. Questa situazione viene sperimentata come una delle tante alienazioni che bussano alle porte della civiltà. Queste perturbazioni si esprimono come aumento dell’aggressività, nevrosi, suicidi ecc. Si afferma la feticizzazione dei meccanismi sociali e tecnologici a scapito dei rapporti interpersonali propriamente umani e a danno della perfezione spirituale e morale degli esseri umani. Il potere, la cultura, la vita spirituale si concentrano nelle mani di élite ristrette, e di conseguenza gli individui si trovano in condizione di dipendenza a causa della loro separazione dai beni e dai valori vitali. La personalità si trasforma in oggetto di manipolazione e di sfruttamento, l'isolamento e la solitudine crescono e ogni persona si sente sempre più inutile, abbandonata e priva di forze. Tutto ciò rende possibile la manipolazione delle coscienze e dei comportamenti dei popoli. Il Nuovo Umanesimo vede nell'alienazione non tanto un problema economico quanto esistenziale, vitale e morale, e pone come obiettivo la diminuzione del livello di deprivazione quale stato pericoloso che deforma la personalità. La crisi della civiltà contemporanea è generata in larga misura dall'ipertrofismo di alterazione e violenza, da un lato, e dalla ricerca delle vie per il suo superamento, dall'altro. L'umanità aspira a progredire in questi nuove cammini senza che si allarghi l'alienazione. In futuro non mancherannno elementi di deprivazione, ma l'essere umano può agire in modo cosciente in una determinata direzione sull’ambiente sociale e su se stesso, per armonizzare fattori esterni e interni della sua vita. In questo senso, il Nuovo Umanesimo rappresenta un grande movimento contro il pericolo dell'alienazione crescente. | | | | | Altruismo | (der. da altrui, lat. volg. alterui per alteri, dativo di alter, l'altro, sul modello del fr. altruisme) Attenzione e interesse per il bene altrui, anche a costo del proprio, e per motivi puramente umani. Si tratta del servizio prestato in nome del benessere degli altri, della disposizione a sacrificare gli interessi personali sull'altare del beneficio dei più. Il termine fu introdotto nel linguaggio scientifico e filosofico da Comte, che lo usò per costituire la dottrina morale del positivismo. Nell'esperienza dell'altruismo, Comte vide inoltre una forma di esperienza capace di opporsi all'egoismo quotidiano, come pure all'egoismo quale fattore di progresso, sostenuto dal liberalismo. L'altruismo, come la èsolidarietà e la èreciprocità, sono propri dell'etica umanista, perché contribuiscono al progresso, alla soluzione giusta e favorevole dei conflitti interpersonali e sociali. | | | | | Amministrazione | (dal lat. administrare, da minister, addetto al servizio di qualcuno, e il pref. ad.) Gestione, direzione. Attività professionale mirante a stabilire gli obiettivi e i mezzi per il loro conseguimento, a definire l'organizzazione di sistemi, a elaborare la strategia dello sviluppo e ad attuare la gestione del personale. Si distinguono: l'amministrazione diretta, di comando, e quella indiretta, attuata mediante incoraggiamenti e punizioni. Inoltre, si possono osservare tre stili: democratico, con la partecipazione della collettività; autoritario, basato sul comando unipersonale; liberale, che prevede compromessi e attenua la rigidità nell'eseguire le decisioni. Questi metodi vengono applicati con combinazioni diverse in diversi sistemi. I metodi di gestione delle forze armate, delle aziende, degli istituti d'insegnamento, delle organizzazioni sociali, si differenziano in base alla natura di ciascuna di queste istituzioni. In epoche e situazioni diverse, i metodi di direzione non possono essere uguali. Nessuno Stato può funzionare senza apparato amministrativo. Qualunque gruppo o istituzione ha bisogno della gestione, della elaborazione di obiettivi e mezzi, della mobilitazione dei suoi membri per realizzarli, della manifestazione della volontà collettiva ecc. Senza direzione il sistema perde l'orientamento. I quadri amministrativi devono essere formati secondo procedimenti democratici, ma la loro qualificazione richiede specializzazione, frequenza di centri di apprendimento qualificati e la comprensione e la pratica di attività sociali. | | | | | Amore | (dal latino amor, -oris) Affetto che spinge a cercare un bene vero o immaginario desiderandolo. La parola ha significati molto diversi, ma rappresenta comunque una inclinazione nei confronti di qualcuno o di qualcosa. Si considera una specie di amore l'attenzione con cui ci si dedica a un'opera ricavandone diletto. Si definisce anche amore la passione sessuale e la relazione con la persona amata. Quanto all'amor proprio, gli viene attribuito significato positivo quando lo si interpreta come sforzo per migliorare il proprio agire, e significato negativo quando è smodata stima di sé. Gli umanisti considerano l'amore una forza psicologica fondamentale che assicura reciproco aiuto e èsolidarietà tra gli esseri umani al di sopra delle frontiere stabilite tra gruppi sociali e Stati. | | | | | Anarchismo | (nome composto dal gr. a-, alfa privativa, senza e árkho, comando) Corrente politico-sociale il cui principio fondamentale è la negazione dello Stato che viene considerato strumento di violenza. In generale, l'anarchia nega anche la proprietà privata e la religione, che indica quali fattori che attentano alla libertà assoluta dell'essere umano. Dal punto di vista teorico, l'anarchismo è eclettico e può accettare tanto le proposte più ispirate alla violenza, quanto l'anarco-individualismo di M. Stirner, l'anarco-comunismo di P. Kropotkin e l'anarco-sindacalismo, fortemente influenzato da quest'ultimo. L'anarco-sindacalismo nega importanza alla lotta politica e al ruolo di guida del partito nel movimento operaio, mentre assegna al sindacato anarchico la più forte valenza rivoluzionaria. M. Bakunin sostiene che dall'anarchia nascerà spontaneamente il nuovo ordine, tesi prossima a quella di P. J. Proudhon, che concepisce la nuova società come un'organizzazione di scambio di servizi e di mutualismo in cui non manca la cooperazione né il principio di èautogestione. Alcuni studiosi hanno visto in Nietzsche un anarchico assiologico e in Tolstoj e Gandhi espressioni pratiche dell'anarchismo etico, socialista e nonviolento. | | | | | Antiumanesimo | Ogni posizione pratica e/o teorica che tenda a sostenere uno schema di potere basato sugli antivalori di èdiscriminazione e di èviolenza. | | | | | Ateismo | (der. da ateo, dal greco aprivativo e theos, dio) Letteralmente, negazione della divinità. Di conseguenza, rifiuto della religione e negazione di qualunque forza sovrannaturale e ignota. In generale, l'ateismo non accetta i paesaggi proposti dalla religione, come inferni e paradisi, e neppure l'esistenza di entità psichiche indipendenti dal corpo, come angeli, spiriti ecc. L'ateismo ammette credenze diverse a proposito dell'origine e del funzionamento della natura, ma in tutti i casi esclude l'intervento di una intelligenza o di una ragione o di un logos nello sviluppo dell'universo.
Esiste un ateismo teorico, che si basa su giudizi relativi alla condizione in cui si trova lo sviluppo della scienza in un determinato momento; esiste anche un ateismo empirico, che non presuppone sviluppi né giustificazioni teoriche. Esiste un ateismo autentico e un ateismo apparente.
Nel corso dello sviluppo dell'umanità, e in diverse culture, la religione e l'ateismo si sono sviluppati in maniera parallela. Allo stesso tempo i fedeli di ognuna di queste posizioni sono stati perseguitati o massacrati dalla parte avversa.
L'ateismo va difeso alla pari di ogni fede, così come vanno difesi i diritti alla sua propaganda e al suo insegnamento senza che siano sottoposti ad alcuna richiesta uniformatrice.
I sostenitori del Nuovo Umanesimo sono disposti a discutere amichevolmente con le diverse forme di ateismo e con le confessioni e gli organismi di ispirazione religiosa, siano questi istituzioni sociali, partiti, sindacati ecc., con l'obiettivo di agire in modo congiunto e solidale a vantaggio dell'essere umano e del progresso sociale, della libertà e della pace. | | | | | Atteggiamento antiumanista | (der. dal lat. actum, propriamente esprimere con gli atti) Non si tratta di una posizione dottrinaria ma di un comportamento che, in pratica, è l'immagine opposta dell'èatteggiamento umanista. Non si riferisce neppure a situazioni particolari né a una esecuzione contingente di azioni riprovevoli dal punto di vista dell'etica umanista. In definitiva, l'atteggiamento antiumanista è un modo personale di porsi nel mondo, un modo relazionale “oggettivante” caratterizzato dalla negazione della intenzione e della libertà di altri esseri umani. | | | | | Atteggiamento umanista | Esisteva prima che fossero coniate parole come “umanesimo”, “umanista” e altre simili. Per quanto riguarda l'atteggiamento in questione, costituiscono posizione comune degli umanisti nelle diverse culture: 1. l'assunzione dell'essere umano come valore e come interesse centrale; 2. l'affermazione dell'eguaglianza di tutti gli esseri umani; 3. il riconoscimento della diversità personale e culturale; 4. la tendenza allo sviluppo della conoscenza al di sopra di quanto viene accettato o imposto come verità assoluta; 5. l'affermazione della libertà in materia di idee e di credenze; 6. il rifiuto della violenza. | | | | | Autogestione | (parola composta, dal gr. aütós, da sé, e il lat. gestio, -onis, der. del vb. gerere, condurre) Autoamministrazione, autogoverno.
All'interno del sistema politico democratico, questo termine si applica agli organi territoriali eletti dal popolo a livello locale e anche alle autorità elettive delle società cooperative e agli organi eletti dalle organizzazioni sociali democratiche.
L'autogestione è un ideale dei sistemi anarchici e di alcune correnti socialiste, di movimenti giovanili di protesta, femministi, ecologisti ecc.
Gli umanisti contemporanei appoggiano gli sforzi dei movimenti popolari a livello dei quartieri, dei centri di apprendimento, dei club ecc. per organizzarsi democraticamente secondo il principio di autogestione, che viene inteso come una variante della democrazia diretta e partecipativa. Gli umanisti cercano di collaborare con i cittadini nell'attuazione dei loro diritti civili e costituzionali per allargare i confini della democrazia e costituire organi di potere locale, municipale, sulla base del principio di autogestione, come espressione democratica della loro volontà, della cultura del consenso e della nonviolenza, della solidarietà umana. | | | | | Autoritarismo | Autoritarismo (neol. in -ismo dall'agg. autoritario, a sua volta der. di autorità, lat. auctoritas, -atis, potere, forza, ordine, dignità) 1. Fede e obbedienza irrazionali nei confronti della personalità, dell'istituzione e del gruppo sociale che sono considerati fonti dell'autorità. 2. Regime politico antidemocratico basato sul potere illimitato di una persona, di una istituzione o di un gruppo sociale che si basa sulla manipolazione e sulla violenza. 3. Una delle forme del dogmatismo che considera l'autorità come unica e suprema fonte della sapienza o dell'etica. Il Nuovo Umanesimo condanna tutte le forme e le manifestazioni di autoritarismo in quanto incompatibili con la libertà della persona e indica la via e i metodi di lotta per eliminarlo attraverso la democratizzazione e la modernizzazione della società. | | | | | Azione | Azione (dal lat. actio, -onis, der; di agere, fare) Nel campo delle relazioni umane, ogni manifestazione di intenzione o di espressione d'interesse capace di influire su una situazione data. Per esempio, azione sociale (sciopero, protesta pubblica, dichiarazione attraverso i mezzi d'informazione), azione politica (partecipazione a elezioni, manifestazione, trattative, intervento parlamentare), azione diplomatica, azione militare ecc. Alcune posizioni estreme non annullano l'enorme gamma di possibilità che si possono presentare di fronte all'azione in generale. Gli anarchici assolutizzano il ruolo dell'azione diretta. I buddisti, al contrario, sono propensi a sopravvalutare l'atteggiamento passivo. Nella vita personale, si osserva un insieme di azioni più o meno codificate che vengono definite “condotta” o “comportamento”. La èpsicologia umanista scopre nell'èimmagine la direzione della coscienza verso il mondo, e intende questa come attività intenzionale, in nessun modo come passività, semplice riflesso, o deformazione della percezione. Il Nuovo Umanesimo afferma: 1. il riconoscimento della libertà di azione all'interno di un campo di condizioni situazionali e di responsabilità di fronte a se stesso e di fronte ad altre persone; 2. la valutazione dei fini e delle forme dell'azione in relazione ai valori dell'umanesimo. Rispetto alle precedenti affermazioni, si suole parlare di coerenza o incoerenza nell'azione. | | | |
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Glossary V2.0 |
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