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Eventi - recensioni - comunicati
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La Galleria La Piana presenta il segno delle conquiste sociali, tecnologiche, di costume |
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Eventi - recensioni - comunicati
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Il 6 dicembre 1989 il 25enne Marc Lépin uccise 14 donne all'École Polytechnique di Montreal (Canada). Cominciò entrando in un'aula, dove urlò alle donne presenti: "Siete un branco di femministe! Io odio le femministe!" . Separò le 10 studentesse presenti dagli uomini, fece uscire gli uomini, quindi sparò sulle donne, uccidendone sei. Poi uscì dall'aula, senza che nessuno osasse fermarlo, e proseguì, sparando e ferendo alcuni studenti e alcune studentesse.  Poi entrò nella mensa e sparò ad alcune donne presenti, uccidendone tre. Salì al piano superiore e sparò ad un'altra donna e a due uomini. Entrò in un'altra aula e sparò due caricatori sulle studentesse presenti. Studenti e studentesse cercarono riparo sotto i banchi: lui perlustrò l'aula sparando alle donne rannicchiate, uccidendone quattro. La prima studentessa a cui aveva sparato agonizzava sul pavimento: lui la uccise con un coltello. Poi si sedette e si suicidò. In totale aveva ucciso 14 donne e aveva ferito 13 studenti di entrambi i sessi. Le donne uccise erano: Geneviève Bergeron, 21 anni; Hélène Colgan, 23 anni; Nathalie Croteau, 23 anni; Barbara Daigneault, 22 anni; Anne-Marie Edward, 21 anni; Maud Haviernick, 29 anni; Barbara Maria Klucznik, 31 anni; Maryse Laganière, 25 anni; Maryse Leclair, 23 anni; Anne-Marie Lemay, 22 anni; Sonia Pelletier, 28 anni; Michèle Richard, 21 anni; Annie St-Arneault, 23 anni; Annie Turcotte, 21 anni. Nella tasca di Marc Lépin venne trovata una lettera in cui spiegava i motivi "politici" del suo gesto. La lettera riportava anche una lista con 19 nomi di "femministe radicali", che non aveva avuto il tempo di "giustiziare" . Si trattava di donne che lavoravano in ruoli non tradizionali: una donna pompiere, la donna a capo della polizia, donne impegnate in politica... Dopo questo fatto il governo del Canada ha dichiarato il 6 dicembre Giornata Nazionale del Ricordo e dell'Azione sulla Violenza contro le Donne. Sono nati anche diversi gruppi di uomini che si sono assunti la responsabilità di fermare la violenza degli uomini sulle donne.La Campagna del Fiocco Bianco (fiocco che si appuntano gli uomini che dichiarano di assumersi questa responsabilità ) è una delle iniziative nate in seguito a questo episodio. Nei dieci anni successivi a questo massacro, le studentesse di ingegneria in Canada sono passate passate dal 13 al 19 per cento sul totale degli iscritti. http://www.chebucto.ns.ca/CommunitySupport/Men4Change/memoriam.html |
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Poesie
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IO SONO L’EUROPA...? di Andrea Cantucci Nell’antichità mi chiamavano dea, come se fossi soltanto un’idea. Non esisteva nessuna frontiera che mi dicesse chi era il mio re. Spesso vedevo dei corni di lune alti nel cielo su dorsi di dune, tori che aravano, umana fatica, ed ogni vita finiva così. Tutto era fermo, costante ed uguale, poi l’Uomo disse che il bene era male, senza voltarsi mi tolse con forza a ogni certezza e una corsa iniziò. Venni rapita e divenni una donna di cui un dio maschio da uomo disponga; l’aria mutò in un rapace di vento e la violenza fu dentro di me. Venni aggredita da eserciti in lotta, più volte invasa da più di una flotta; anche al mio interno, tra spiriti affini, c’erano istinti assassini con me. E la violenza mi rese una madre, ed i miei figli non ebbero padre; erano stati i più ostili selvaggi, erano ora i più saggi dei re. Ed ogni uomo si alzava dall’ombra, e ci fu luce anche nell’Oltretomba; per un momento ci furono regni nei quali un popolo regni da sé. Resa più bella per mezzo di arti, sentii la vita che dà nuove parti a vecchi attori e il progresso a parole ben più vicino del sole che c’è. Mentre ascoltavo, il pensiero dei dotti fu sovrastato dai suoni prodotti da un grande esercito in moto che marcia, finché un impero si sfascia da sé. Nel dissanguare lontane nazioni, dentro il mio ventre impastai religioni, fino a inventarmi che un unico uomo avesse un dio, come un fuoco, con sé. Preda di preti incapaci d’amore, mi ritrovai ad adorare il dolore e, chiusa in chiese, privata di ali, vidi svanire ogni mia libertà. Sentii di nuovo l’antica sapienza tra gli orientali di cui l’invadenza venne fermata con forza ai miei lati, per quanto ben più avanzati di me. Vidi di nuovo arti e scienze volare sempre più in alto e riuscire a strappare molti segreti alla terra ed al cielo, fino a squarciare ogni velo che c’è. Vidi più volte sui roghi bruciare anime grandi e i potenti restare abbarbicati ad ottuse idee fisse che il loro dio un tempo “disse tra sé”. Sentii diffondersi nella mia testa nuove eresie ed un’estesa Protesta, che poi sostenne che un ricco destino reca il favore divino con sé. Ed i miei piedi percorsero i mari, sempre più a caccia di terre ed affari; l’ego represso riprese la corsa verso la gloria e la borsa riempì. E la mia mano si stese sul mondo per depredarlo ogni giorno più a fondo, senza fermarsi di fronte a massacri, pianti di madri, o più sacri tabù. Mi feci ricca, potente ed altera; fui sanguinaria e ne fui così fiera da avere ai piedi l’intero pianeta, sempre divisa ed inquieta tra me. Volli scacciare sovrani ed imperi per dei progressi futuri più veri e le mie vittime presero forza, fino a spezzar la mia morsa da sé; ma grazie a ciò che ho rubato e che afferro, mi rivestii di ingranaggi di ferro di cui anche l’Uomo ridussi ad un pezzo, senza badare né a sesso né a età. Sentii la cieca obbedienza avanzare nella mia testa ed al buio marciare, sottomettendosi a capi grotteschi fino a strisciare tra i teschi e più giù. E mi percorsero le cicatrici dei fossi irti di mitragliatrici, e mi percossero i fianchi le bombe di un altro cielo che incombe di già. Ogni mia parte fu presto divisa con una fragile tregua decisa tra i capitali di antiche colonie e le più gran cerimonie dell’Est. Entrambi spesso accecavano i figli con dei segreti e stendevano artigli sopra il mio corpo diviso da un muro, che da sé stesso al sicuro non fu. Sentii nel vento parole di pace, ma troppo fuoco era sotto la brace; sentivo un muro crollare e paesi ora feroci e indifesi di più. Da tutto il mondo le genti che invasi adesso invadono in massa le basi da cui partivano assalti e crociate, ma sono sempre sfruttate da me. Le banche intanto riuscirono a unirmi in un comune mercato e impedirmi di riconoscere il figlio che in mano non ha abbastanza denaro con sé. Quindi i governi, obbedienti e sinceri, ratificarono dai ministeri che solo chi un certo ceto ricopra può dirsi “in fondo, l’Europa è anche me”. |
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Il racconto di “Pipino il Breve e Berta la Piedona” fa un passo indietro e narra delle contrastate nozze dei sovrani da cui sarebbe nato Carlo Magno: una meravigliosa avventura che Cucchiara declina a sua volta sotto forma di commedia musicale, affidata alla regia dell’indimenticato Giuseppe Di Martino. Nei ruoli ritornano a distanza di decenni tre autentici beniamini del pubblico, Tuccio Musumeci e Pippo Pattavina, la coppia di comici che il panorama teatrale ci invidia, insieme ad Anna Malvica ed Enza Lauricella vera interprete e rappresentante delle radici del canto arcaico dell’isola. Di spicco le nuove presenze di Ilaria Spada e Michel Altieri. |
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Poesie
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Su campiture d'asfalto
sfilano in lenta armonia avvolti dal serico tramonto come lunghe carovane
Silenzio, intorno: un rapido volo di rondini solca i colori alpestri  e poderi, e proprietà e orti e siepi si perdono in balaustre di sogni
Il loro sogno è fiamma un incenso di preghiera la luce nuziale delle povere case,
il sorriso ricreato di pittoreschi mercati e grida, e suoni, e fantasie verdeggianti, e mantra di bellezza, fanciulle stordite e serene come corse nel fieno...
Ritornano, ligi, dalle loro fatiche. Ritornano, miti, all'ovile straniero, alla fugace quiete d'una casa di vento
Beduini del Nordest, ciottoli obliati, nessuno pensa a voi nel deserto di luna
Nessuno conosce il vostro muto paradiso, e affogate tardi nelle plaghe irrorate dalle vostre lacrime di malinconica speranza |
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Eventi - recensioni - comunicati
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Dopo la pubblicazione del mio post sulla giornata contro la violenza sulle donne (che oggi ricorre) ho ricevuto la seguente lettera:
Le osservazioni dell'assessore Cadeo e di padre d'Asta denotano che il tema del loro scandalo non è lo stupro, ma il fatto che al corpo di Gesù sia associato un corpo di donna.
Personalmente, come donna, se quel corpo mi manda un messaggio di stupro non riesco a vedere (come Cadeo e d'Asta), l'edonismo, la morbida sensualità delle carni e delle morbide lenzuola o l'insistenza di una scritta sul pube.
Per me che sono donna, da quelle carni parte un grido di dolore, di umiliazione, di sofferenza senza conforto: temo di non riuscire a notare tutta quella sensualità che scandalizza i suddetti uomini e la mia è certo una visione di parte. La parte di chi è vittima per il semplice fatto di nascere donna.
Sabato compio 38 anni, ma ricordo come se fosse ieri il catechismo della prima comunione in cui la suora spiegava a noi bambine che se fossimo state vittime di stupro avremmo dovuto resistere fino alla morte. Se non fossimo state uccise durante lo stupro, voleva dire che non ci eravamo difese abbastanza e che la colpa era anche nostra. Avevo 8 anni.
All'età di 11 anni sono stata adescata da un pedofilo, da cui per fortuna (forse erano più ingenui di adesso) sono riuscita a scappare correndo fino a quasi svenire da quanto il cuore mi scoppiava. Non ho avuto il coraggio di parlarne con i miei genitori e sono andata a parlarne col parroco... che mi ha detto di recitare 10 avemarie: evidentemente avevo qualcosa da scontare. Il giorno dell'adescamento avevo una gonna: sono passati 7 anni prima che trovassi la forza di rimetterne un'altra: per tutto il resto del tempo ho nascosto la sensualità delle mie carni sotto pantaloni e tute e quel pedofilo non mi aveva nemmeno toccata!
Per questo non riesco neppure ad immaginare come faccia a vivere una donna che conosco che 17 anni fa è stata stuprata dall'allora fidanzato e che mi ha detto che nonostante anni di terapia ancora, ogni giorno che Dio manda in terra, lei ripensa a quello stupro.
Be', sapete signori Cadeo e d'Asta? Se Gesù si è incarnato in un corpo di maschio ma a rappresentare tutta l'umanità, il corpo di Gesù è anche il mio. Anche se manco di pene e ho probabilmente delle mammelle più grandi delle sue e dei baffi meno folti.
Sono contenta di vedere che per voi ciò che scandalizza del manifesto non è il tema, ma l'uso di una donna bella e di un letto morbido: vuol dire che ha colpito nel segno. Che una donna che seduce è complice, che se la va a cercare. Ma, soprattutto, che per voi "stupro" è una parola con lo stesso significato emotivo di "lavatrice", che non avete neppure un'idea vaghissima di che cosa sia lo stupro e che cosa sia aspettarselo ogni giorno, inconsciamente, per il solo fatto di essere nate del sesso sottomesso e non di quello dominante.
Sara Manzoni
La scorsa settimana, un mio studente mi ha consegnato i riassunti di libri letti durante le vacanze estive. Uno di questi era Mille splendidi soli di Khaled Husseini, nel quale - fra l'altro - si narra d'uno stupro. Nel suo commento il ragazzo riconosceva che il romanzo era ben realizzato, ma che, raccontando una vicenda di "ragazze", non lo aveva coinvolto più di tanto. Roba di donne, anzi di femmine, che, quindi, ai maschi non interessa. Parole molto elogiative, invece, per un altro testo di Husseini, Il cacciatore di aquiloni.
Anche in quest'ultimo volume viene descritta una violenza sessuale. Solo che la vittima era un adolescente. Ed ecco che l'atto assumeva, agli occhi del mio studente, tutt'altro significato. Allora, e solo allora, gli pareva davvero grave.
Oh, lo so: avrei potuto soffermarmi su resoconti diversi - soprattutto femminili - di ben altro spessore; ma non è questione di bravura. Ho scelto questo elaborato perché estremamente significativo. Redatto da un cosiddetto "bravo ragazzo", diligente, educato, tranquillo, anche abbastanza valente a scuola. Non un marginale, non un teppistello, né tantomeno un violento; come "non-violenti", beneducati, paciosi sono, senza dubbio, Cadeo e D'Asta.
Eppure sono personaggi come loro che, malgrado le insistenze dell'insegnante, hanno infuso nella mente del mio allievo la perniciosa idea che lo stupro (femminile) è questione limitata, secondaria, di cui l'uomo non può né deve interessarsi. Sono le pudibonderie di assessori improvvidi ed educatori sbalestrati che impediscono, ancor oggi, di concepire uno dei più terribili crimini contro l'umanità come un problema universale. Proprio perché, per loro, la donna resta un essere inferiore, capace, al massimo, di rappresentare sé stessa. Non diciamo Dio: ma nemmeno l'uomo, inteso come entità globale.
La lettera di Sara, di cui ho evidenziato alcuni passaggi, non abbisogna di ulteriori ch  iose o riflessioni. La forza della testimonianza è più tremenda di qualunque apologia. Ma simili brani, permettono pure di capire le reali origini della violenza. La quale è senza sesso, ma si annida nella superbia delle gerarchie di genere. Si nutre delle nostre distrazioni, del punto d'onore, cresce in tiepide case, ammicca dai nostri teleschermi, ci sfiora nella prassi quotidiana, in quelle discriminazioni così leggere, cui non facciamo quasi più caso. Qui a fianco ripropongo il manifesto "incriminato": per la cronaca, l'assessore Cadeo ha vinto la sua crociata, e l'immagine è stata censurata. La "tradizione religiosa" dei Milanesi (maschi) non verrà quindi più vituperata.
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Poesie
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Rifiorite nell'attesa, nel rintocco d'una pendola, nello scandire delle ansie, nel meriggio assente.
Vi si contempla in segreto, e al rientro, nel buio, il cuore si conforta.
E l'urna degli occhi nasconde sogni fragranti, arcobaleni imprevisti, stupori primordiali.
Siete, e fuggite: imprendibili meduse, musicali aquiloni,
al filo tenue della vita è legato il nostro splendido domani.
(20 novembre, Giornata mondiale dell'infanzia e dell'adolescenza) |
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Critiche e denunce dal mondo
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In questo video è documentata l'esperienza in un campo residenziale maschile, accompagnati da un prete esorcista che aiuta a "guarire dall'omosessualità ", e l'abbiamo titolata "Guarire si deve: chiesa e omosessualità ".
www.unaltracittaunaltromondo.it
www.saveriotommasi.it
Un abbraccio di pace,
Saverio Tommasi e Ornella De Zordo |
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