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Racconti
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"c'è chi le storie le inizia e non le finisce, e chi invece racconta solo i grandi finali.. una storia senza un'inizio e una fine nn porterà mai un messaggio.." |
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Riflessioni sull'arte
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Mai fatta alcuna scuola d'arte, o accademia, o corsi di pittura ecc..ho fatto il liceo scientifico e ora sto studiando ingegneria energetica a londra dove ormai vivo da due anni.. autodidatta mi definirei... |
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Riflessioni sull'arte
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Riflessione sul materialismo e l'arte di Salvatore |
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Azione nonviolenta
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Ieri 17 gennaio l'orologio dell'apocalisse è stato spostato a 5 minuti alla mezzanotte. Che vuol dire??? L'orologio del "Giudizio Universale" (Doomsday clock) simboleggia il grado di pericolosità di una catastrofe mondiale |
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Poesie
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Leggero il soffio vitale pulsa e va attraverso il mare di Ulisse ed Enea |
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Azione nonviolenta
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Tra le molte convinzioni che caratterizzano la ricerca di stabilità dell’uomo contemporaneo vi è quella che la non violenza caratterizzi per lo più comportamenti a basso raggio di azione. Si pensa cioè che le azioni non-violente siano per loro natura poco o per nulla efficaci. Non è così. |
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Sviluppo personale nonviolento
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" Io credo che il dialogo sia un’opportunità per le persone provenienti da diverse culture e tradizioni, di conoscersi meglio tra di loro, sia che vivano agli estremi opposti del mondo sia che vivano nella stessa strada. Gli artisti hanno un ruolo speciale da svolgere nella lotta per la pace. Gli artisti parlano non solo alla gente ma anche per la gente. L’arte è un’arma contro l’ignoranza e l’odio ed è anche il rappresentante della coscienza umana. L’arte apre nuove porte per imparare e capire, raggiungere la pace fra popolazioni e nazioni."
Kofi Annan. (of Ghana is the seventh Secretary-General of the United Nations.)
Stefano. |
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Nonviolenza
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CONFERENZA TENUTASI PRESSO L' Accademia delle Scienze, Mosca, russia 6 ottobre 1993 Signor Vicepresidente dell’Accademia delle Scienze di Russia, Vladimir Kudriatsev, illustri professori ed amici. Il riconoscimento che mi è stato conferito dall’Accademia delle Scienze di Russia nella sessione del Consiglio Scientifico dell’Istituto per l’America Latina, tenutasi il 21 settembre scorso, è stato di enorme importanza per me. Pochi giorni dopo aver ricevuto la notizia, mi trovo qui per ringraziarvi di questo riconoscimento e per fare alcune riflessioni intorno al dialogo da me svolto nel corso di vari anni con gli accademici di diversi istituti del vostro Paese. Si è trattato di un rapporto di reciproco arricchimento portato avanti attraverso il contatto personale, la corrispondenza ed i libri. Esso ha dimostrato come fosse effettivamente possibile individuare alcune idee di fondo che fossero condivise da entrambe le parti, cosa questa che si dà solo quando il dialogo è, come nel nostro caso, rigoroso e scevro da pregiudizi. Per contrasto, vorrei affrontare qui il problema degli ostacoli che intralciano la fluidità del dialogo in generale e che, molto frequentemente, lo portano in una strada senza uscita.
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Azione nonviolenta
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CONFERENZA TENUTASI ALL' ISTITUTO NAZIONALE DI BELLE ARTI, CITTA’ DEL MESSICO, MESSICO 7 LUGLIO 1991 Il tema di oggi, “Umanesimo e Nuovo Mondo”, deve essere collocato, anche se con brevi cenni, in un contesto adeguato. Quando si parla di “Umanesimo” generalmente ci si riferisce a quella corrente letteraria che ha nel Petrarca il suo iniziatore e che si sviluppa parallelamente alla grande trasformazione operata dal Rinascimento. Ma non è difficile comprovare come in altre civiltà - ed anche in quelle più vicine alla civiltà europea - una serie di temi venga affrontata a partire da un punto di vista analogo a quello degli Umanisti del Rinascimento. All’interno della cultura romana è Cicerone il rappresentante più conosciuto di questa tendenza.
Dall’epoca del Rinascimento europeo, gli umanisti non solo hanno attribuito all’essere umano lo statuto di soggetto e di generatore degli eventi storici ma lo hanno collocato al centro di tutte le attività fondamentali. L’essere umano è divenuto anche il gradino più alto di un’assiologia che potremmo riassumere efficacemente con la frase: “Niente al di sopra dell’uomo e nessun uomo al di sopra di un altro”.
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Nuovo Umanesimo
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CONFERENZA TENUTASI PRESSO L' Accademia delle Scienze, Mosca, russia 18 maggio 1992 Ringrazio l’Accademia delle Scienze di Mosca, il Club “Intenzioni Umaniste” ed i rappresentanti del mondo della cultura, qui presenti; ringrazio gli editori dei miei scritti, l’équipe dei traduttori ed i numerosi amici che mi hanno invitato a parlare qui oggi; ringrazio i mezzi d’informazione per la collaborazione offerta ed infine, naturalmente, ringrazio tutti voi per la vostra presenza. Sicuramente saprete perdonare alcune difficoltà dovute alla traduzione ed altrettanto bene saprete comprendere che, essendo obbligati, sempre per ragioni di traduzione, a stringere i tempi, dovremo sintetizzare più di un’idea.
Il nostro tema odierno, “La crisi della civiltà e l’Umanesimo”, esige di prendere in esame il concetto di “civiltà” come passo preliminare a tutto l’ulteriore sviluppo del discorso. Molto si è scritto e discusso attorno alla parola “civiltà”. Sin dagli inizi della Filosofia della Storia le diverse civiltà sono state intese come delle entità storiche dotate di un proprio processo, di una propria evoluzione e di un proprio destino. Questa entità, la civiltà, appare come un ambito, come una regione di comportamenti umani che permette di identificare vari popoli caratterizzati da un determinato modo di produzione, da determinate relazioni sociali, da una determinata concezione giuridica e da una determinata scala di valori. In generale l’idea di “popolo” o di “nazione” non coincide con quella di civiltà, nella quale si comprendono piuttosto, al di là delle loro rispettive frontiere, numerosi popoli e nazioni interni al suddetto ambito comune. Tradizionalmente ci si è riferiti alle civiltà come a degli “spazi culturali” radicati all’interno di certi limiti geografici, a cui è stata attribuita la capacità di influenzare altre civiltà più o meno contigue ed essere da esse influenzati. |
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