Home arrow Campagne
Campagne
Il volontario
Azione nonviolenta

CITTA' DEL MESSICO, MESSICO
11 OTTOBRE 1980
SCAMBIO DI OPINIONI DURANTE UNA PAUSA DI UN GRUPPO DI STUDIO

Sembra che molte persone che lavorano nel nostro Movimento abbiano dei precedenti, nel senso che hanno alle spalle esperienze di volontariato di vario genere (non di volontarismo, che è ben altra cosa).

In effetti, sembra esserci tra di noi una grande quantità di assistenti sociali, di infermiere, di maestri, cioè di persone che, pur svolgendo un'attività remunerata, non paiono sentirsi veramente ricompensate dal denaro che ricevono per il loro lavoro. Indubbiamente, se venissero pagate male, protesterebbero più di altri per essere pagate meglio, ma la spinta che sta alla base delle loro attività non si ferma in loro stesse, ma va oltre, va verso gli altri; solo in un secondo momento, per via dei problemi quotidiani che tutti conosciamo, apparirà il bisogno di essere pagate.

Questo, d’altra parte, è naturale, dato che non camperanno certo d'aria! Ma che cosa vogliono dirci queste persone, che per quanto mal pagate, continuano a dedicarsi all’insegnamento? E queste altre che lavorano come assistenti sociali, che se la passano organizzando attività da cui nessuno sa che cosa ricaveranno? Pare proprio che nel nostro Movimento ci siano tantissime persone che provengono da esperienze di questo genere...

C’è quello che ha organizzato un circolo di quartiere, quell’altro che da ragazzo ha messo in piedi non so che associazione... Sono proprio persone di questo tipo che, una volta entratevi, si dedicano in prima persona a far funzionare il nostro Movimento, ad organizzarne le attività. Per altri non è così: arrivano tra noi in altre condizioni, cercando altre cose; presto però comprendono il significato del nostro lavoro e finiscono anch’essi per attivarsi. Dunque, sono molti quelli che si mettono in cammino con noi ricavando un senso dal nostro lavoro e trovandovi una giustificazione interiore.

Certo, all’inizio si muovono secondo le tendenze che già avevano e facendo ricorso all'esperienza acquisita in precedenza in altri campi. Si tratta di un fatto ben osservabile, gli esempi non mancano. Non so come stiano le cose qui, in Messico, ma in tutte le altre parti del mondo sono tantissimi gli amici che rispondono a queste caratteristiche e nelle cui biografie troviamo precedenti di volontariato; e sono proprio essi, in genere, a dare impulso alle varie attività del nostro Movimento.

 
Intervento di silo ad una manifestazione a madrid
Nuovo Umanesimo

PALAZZO DELLO SPORT, MADRID, SPAGNA

27 SETTEMBRE 1981

Nota:

Invitato in vari paesi dalle locali sezioni della Comunità per lo Sviluppo Umano, Silo intraprese un tour mondiale di diffusione delle sue idee durante il quale partecipò a numerosi eventi pubblici. I suoi interventi furono accompagnati da quelli dei suoi amici Bittiandra Ayyappa, Saky Binudin, Petur Gudjonsson, Nicole Myers, Salvatore Puledda e Danny Zuckerbrot.

Le idee principali esposte da Silo a Madrid furono riproposte a Barcellona, Reykjavik, Francoforte, Copenhagen, Milano, Bombay, Colombo, Parigi e Città del Messico. In questo volume abbiamo inserito solo gli interventi alle manifestazioni di Madrid e di Bombay.

-------------------------------

Tempo fa mi dissero: perché non spieghi ciò che pensi? Così lo spiegai. In seguito altri mi dissero: non hai diritto di spiegare ciò che pensi. Così tacqui. Sono passati dodici anni da allora, e di nuovo mi dicono: perché non spieghi ciò che pensi? Così tornerò a farlo, sapendo in anticipo che si dirà di nuovo: non hai il diritto di spiegare ciò che pensi.

Niente di nuovo si disse allora, niente di nuovo si dirà oggi.

 
discussione con i Buddisti Sarvodaya
Nuovo Umanesimo

COMUNITA' AGRICOLA DI SRI LANKA, COLOMBO, SRI LANKA

20 OTTOBRE 1981

Saluto il Sangha: le sorelle, i fratelli, i membri anziani, e tutti i presenti.
Il dottor Ariyaratne ci ha dichiarato la sua stima, e gli siamo grati per le nobili parole che ha avuto per noi.

Quando siamo arrivati in questo Centro siamo rimasti realmente colpiti dalla sobrietà e dal valore del lavoro che vi si svolge. Abbiamo parlato spesso di umanizzare la Terra, ma umanizzare la Terra è una cosa che va vista nella pratica. Umanizzare la Terra può essere semplicemente un'idea, ma qui abbiamo visto come umanizzare la Terra diventi una pratica. Abbiamo visto, sopra ogni altra cosa, una forza morale in cammino. Di contro abbiamo visto come, alle più diverse latitudini, si stia disumanizzando la Terra e si stia disumanizzando il mondo.

Io vengo da un luogo basato sull'agricoltura, e con i miei stessi occhi ho potuto assistere in pochi anni all’abbandono delle campagne e alla concentrazione della popolazione nelle città. Ho assistito al processo di distruzione del nucleo familiare tradizionale e ho visto gli anziani diventare invalidi. I campi si stanno spopolando e le grandi città crescono, creando periferie affollate di gente immersa nella povertà. Se il dato che ci fornisce l'ONU è vero, nel 1950 metà della popolazione del mondo viveva in campagna, e l'altra metà in città, in paese, nei villaggi. Seguendo la tendenza statistica, sembra che verso il 2000 più del 90 % di chi lavora la terra vivrà nelle città. Tutto ciò avrà delle conseguenze, sotto tutti i punti di vista, esplosive.

Il lavoro che abbiamo visto a Sarvodaya e nei suoi vari organismi sociali rappresenta un'idea che, rispetto alla decentralizzazione e alla creazione di saldi centri contadini, prefigura una nuova possibilità nel mondo. La domanda è: possiamo far sì che le nuove generazioni vivano in centri, come quello che ci viene proposto qui, nei quali l'attenzione alla salute, l'istruzione, la possibilità di lavoro per tutti siano a portata di mano? E dove, in un'area rurale, si possano trovare cultura e strutture di livello universitario?

 
Intervento alla manifestazione di Bombay
Azione nonviolenta

SPIAGGE DI CHOWPATTY, BOMBAY, INDIA

1 NOVEMBRE 1981

Da un piccolo villaggio contadino, ai piedi delle montagne più alte d'Occidente, nel lontano Sudamerica, abbiamo lanciato il nostro primo messaggio.

Che cosa dicemmo allora?

Dicemmo: senza fede interna, senza fede in sé stessi, c'è paura; la paura genera sofferenza; la sofferenza genera violenza; la violenza genera distruzione. Perciò, la fede in sé stessi vince la distruzione.

E dicemmo anche: ci sono molte forme di violenza e di distruzione. C'è una violenza fisica, una violenza economica, una violenza razziale, una violenza religiosa, una violenza psicologica e una violenza morale. Denunciammo le varie forme di violenza ed allora ci dissero di tacere. E tacemmo, ma non prima di aver spiegato: "Se quel che abbiamo detto è falso, presto svanirà. Se è vero, non ci sarà potere al mondo in grado di fermarlo".

Trascorsero dodici anni di silenzio; oggi parleremo di nuovo e ci sono migliaia e migliaia di persone che ci ascoltano a nei diversi continenti della Terra.

 
A proposito dell' Umano
Sviluppo personale nonviolento

TORTUGUITAS, BUENOS AIRES, ARGENTINA
1 MAGGIO 1983
INTERVENTO AD UN GRUPPO DI STUDIO

Una cosa è la comprensione del fenomeno umano in generale ed un'altra, molto diversa, è l’esperienza [registro] personale dell'umanità dell’altro.

Prendiamo in esame la prima questione: la comprensione del fenomeno umano in generale.

Se si dice che ciò che caratterizza l'essere umano è la socialità o il linguaggio, oppure la trasmissione di esperienza, non si definisce in modo esaustivo l'essere umano, in quanto nel mondo animale (anche se sviluppate ad un livello elementare) troviamo tutte queste forme di espressione.

Negli alveari, nei banchi di pesci, nei branchi, è possibile osservare meccanismi di riconoscimento di tipo chimico tra i singoli individui, da cui derivano forme di attrazione o di rifiuto. Tra gli animali esistono organizzazioni di tipo simbiotico con membri ospiti o parassiti, che poi ritroveremo in forme molto più sviluppate in certi raggruppamenti umani... E’ anche possibile riconoscere una sorta di "morale" animale e dei meccanismi sociali di punizione per coloro che la trasgrediscono anche se, dall’esterno, questi comportamenti possono essere interpretati come istinto di conservazione della specie oppure come il risultato della parziale sovrapposizione tra riflessi condizionati e non. Neanche un minimo di capacità tecnica è estraneo al mondo animale, come non lo sono i sentimenti di affetto, odio, pena e solidarietà tra membri di uno stesso gruppo o tra gruppi o tra specie.

 
La religiositą nel mondo di oggi
Sviluppo personale nonviolento

CASA SUIZA, BUENOS AIRES, ARGENTINA
6 GIUGNO 1986

Una cosa è la comprensione del fenomeno umano in generale ed un'altra, molto diversa, è l’esperienza [registro] personale dell'umanità dell’altro.

Prendiamo in esame la prima questione: la comprensione del fenomeno umano in generale.

Se si dice che ciò che caratterizza l'essere umano è la socialità o il linguaggio, oppure la trasmissione di esperienza, non si definisce in modo esaustivo l'essere umano, in quanto nel mondo animale (anche se sviluppate ad un livello elementare) troviamo tutte queste forme di espressione. Negli alveari, nei banchi di pesci, nei branchi, è possibile osservare meccanismi di riconoscimento di tipo chimico tra i singoli individui, da cui derivano forme di attrazione o di rifiuto. Tra gli animali esistono organizzazioni di tipo simbiotico con membri ospiti o parassiti, che poi ritroveremo in forme molto più sviluppate in certi raggruppamenti umani... E’ anche possibile riconoscere una sorta di "morale" animale e dei meccanismi sociali di punizione per coloro che la trasgrediscono anche se, dall’esterno, questi comportamenti possono essere interpretati come istinto di conservazione della specie oppure come il risultato della parziale sovrapposizione tra riflessi condizionati e non. Neanche un minimo di capacità tecnica è estraneo al mondo animale, come non lo sono i sentimenti di affetto, odio, pena e solidarietà tra membri di uno stesso gruppo o tra gruppi o tra specie.

 
Video del CHEA per il CENTRO DE LAS CULTURAS.
Arte e Nuovo umanesimo

Il CHEA (Centro Humanista de Expression Artistica) è la scuola d'arte che abbiamo fondato in Perù.

E' il fratello peruviano del CUEA - Centro Umanista di Espressione Artistica, da cui nasce e si ispira.

Partimmo nel settembre del 2001, con alcuni corsi di musica e di teatro "ospiti" nella casa di una amica. Oggi abbiamo un locale grande, strumenti musicali e progetti di alfabetizzazione artistica per le zone povere della città.


In questo video si vedono alcuni amici del gruppo SIRINX

http://www.youtube.com/watch?v=56-9y79bs7k
 
Inaugurazione del Monolito del Parco di Attigliano
Nuovo Umanesimo

Sabato 13 Gennaio 2007 alle ore 12
Inaugurazione del Monolito del Parco di Attigliano Sarà l’atto di fondazione dello spazio che nel 2007 vedrà sorgere il Parco di Attigliano, sede della Sala europea del Messaggio di Silo.

Siamo alle soglie di un nuovo grande progetto mondiale che si propone di far sorgere sette grandi luoghi di incontro nei cinque continenti. Sette fari dell'umanità e dell'umanizzazione della Terra.

 
Appello per un' Italia libera dalle armi nucleari
Azione nonviolenta

la situazione non è delle migliori molte testate nucleari sono ospitate nel nostro paese!

Leggi e firma la petizione online:

 



In Italia sono schierate 90 bombe atomiche statunitensi, 50 nella base militare USA di Aviano (Pordenone), e 40 nella base militare italiana di Ghedi Torre (Brescia), per non parlare delle testate trasportate da sommergibili a capacità nucleare che possono attraccare liberamente in ben 11 porti del nostro paese e delle altre armi atomiche probabilmente custodite nelle innumerevoli basi militari statunitensi sparse per l’Italia. E’ difficile fornire un dato esatto, perché la presenza di armi nucleari nel nostro territorio è regolata dallo ''Stone Ax'' (Ascia di Pietra), un accordo segreto mai sottoposto al Parlamento che il governo italiano ha sottoscritto con gli USA tra il 1952 e il 1968.

Sappiamo però per certo che l’Italia ha firmato il Trattato di non proliferazione nucleare, il cui articolo 2 stabilisce che: ''Ciascuno degli stati militarmente non-nucleari si impegna a non ricevere da chicchessia armi nucleari o altri congegni nucleari esplosivi, ne' il controllo su tali armi e congegni esplosivi, direttamente o indirettamente”.

 

 
tifo e calcio
Azione nonviolenta

"Questo so bene: nè per ripulse, nè per favori, nè per lodi,nè per biasimi io rimuoverò mai dal mio proposito" (Da una lettera di Ugo Foscolo).

 

Ed io questo so bene, che la palla è rotonda e gira; che a volte si vince e si perde e che dopo una discesa la risalita é più dura ma più saporita, soave, e dolce.




 
<< Inizio < Prec. 31 32 33 34 35 36 37 38 Pross. > Fine >>

Risultati 449 - 462 di 526