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PRIMO SOCCORSO DURANTE IL PARTO E-mail
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Scritto da ANTS Artisti nonviolenti   
giovedì 21 giugno 2007

Prima o poi potrebbe capitare anche a voi di dover assistere una donna partoriente e per coloro che prestano primo soccorso questo intervento è il più gratificante; non dovete quindi sentirvi né spaventati né nervosi. La futura mamma ha bisogno, più di ogni altra cosa, di supporto e di rassicurazioni e se riuscite a rimanere calmi e sicuri di voi stessi, lei sentirà che potrà contare su di voi.


Non dimenticate che le donne assolvono questo compito da moltissimo tempo e che si tratta di un processo naturale. Non dovete far altro che offrire qualsiasi aiuto che potrebbe risultare necessario durante un processo che è controllato dalla madre. Il vostro intervento attivo è necessario solamente in situazioni estreme.


Durante il parto, le infezioni sono frequenti. Dovete assolutamente prendere le opportune precauzioni contro l’insorgere di infezioni causate da parte vostra sia che possano essere causate dall’ambiente circostante. Indossate sempre i guanti durante il parto e, se non disponibili, sciacquatevi le mani a lungo con sapone e acqua calda.


Cambiate i guanti o sciacquatevi bene le mani ogni volta che entrerete in contatto con materiale contaminato come, ad esempio, feci, sangue, ecc.


Nel parto si distinguono tre periodi: inizio del travaglio (I fase), nascita del bambino (II fase) ed espulsione della placenta (III fase).


PRIMA FASE: INIZIO DEL TRAVAGLIO


L’inizio del travaglio può durare dalle 2 alle 24 ore. Si manifestano dapprima dolori simili a crampi nel basso addome, una sensazione di “pesantezza” in basso vicino alla zona pubica e alcuni soggetti avvertono dolori anche alla schiena. I dolori compaiono a intervalli regolari ogni 5-20 minuti e durano circa 30 secondi.


In alcuni casi, esaminando la vagina, si rileva una “perdita ematica” costituita da muco con sangue, questo segnale annuncia che la nascita del bambino è ormai imminente. In tal caso, bisognerebbe chiamare urgentemente l’ambulanza o rivolgersi a personale medico.


In questa fase, potrebbe anche verificarsi la “rottura delle acque” che consiste in un flusso improvviso di liquido dovuto alla rottura della membrana che avvolge il bambino.


E’ ovvio che ormai è troppo tardi ormai per portare la donna in ospedale: l’unica cosa che potete fare è tenere la futura mamma pulita e confortarla.

Ora che il parto sta per iniziare, dovete preparare :


un grande lenzuolo di plastica in modo da coprire il letto o il pavimento

due o tre lenzuoli puliti

tre lacci di lino o corde lunghi circa 25 cm

forbici affilate fatte bollire in acqua calda e sterili il più possibile

garze sterili per la madre

un pannolino caldo o una coperta pesante per il bambino

asciugamani e acqua calda per pulire la madre

 

SECONDO PERIODO: NASCITA DEL BAMBINO


In questa fase, il bambino si è spostato lungo il canale del parto. La madre inizia ad avvertire dolori di pressione, di spinta. Queste contrazioni potrebbero generare nella madre uno stimolo a defecare. NON LASCIATELA ANDARE IN BAGNO DA SOLA! Verificate che nel tragitto ci sia personale medico.


Il bambino continuerà la sua discesa lungo il canale del parto ed alla fine si riuscirà ad intravedere la sommità della testa del bambino : questa fase si chiama “presentazione cefalica”. La maggior parte dei bambini nasce in questo modo, ossia mostrando dapprima la testa anche se può succedere talvolta che il bambino nasca mostrando i piedi. In questo caso, si parla di parto podalico e la madre potrebbe non riuscire a partorire senza l’assistenza di medici specializzati.


Al momento della “presentazione cefalica”, sciacquatevi ancora le mani o cambiate i guanti se avete tempo a disposizione. La futura mamma potrebbe inevitabilmente avere ancora lo stimolo a defecare e, se ciò accade, togliete completamente le feci con una garza e coprite la zona sporca.


La madre è ora dolorante e ha lo stimolo a “spingere”. INCORAGGIATELA A NON TRATTENERE IL FIATO. Aiutatela a stare calma consigliandole di “spingere” solo quando lo stimolo è molto forte.


Mentre il bambino viene gradualmente spinto attraverso l’apertura del canale del parto, sostenetegli delicatamente la testa senza TIRARE IL BAMBINO: grazie alle successive contrazioni il bambino verrà sospinto fuori tranquillamente.


Se il cordone ombelicale dovesse avvolgersi intorno al collo del bambino, fate scivolare due dita al di sotto dello stesso e sollevatelo delicatamente sopra la testa del bambino. C’è abbastanza gioco nel cordone per poter fare questo movimento facilmente. Nel momento in cui appare, la testa del bambino è rivolta inizialmente verso l’ano ma, subito dopo, ruoterà spontaneamente di lato.

Così avviene normalmente ma può succedere, anche se molto raramente, che la testa esca mentre il corpo rimane bloccato (in genere a livello delle spalle); in questo caso, bisognerà chiedere alla donna di cambiare posizione (a quattro zampe o posizione accovacciata).


Sostenete la testa del bambino fino alla prossima contrazione quando si inizieranno a intravedere le spalle del bambino. A questo punto, spostate la presa ad altezza circa delle ascelle del bambino sollevandole delicatamente verso l’addome della madre mentre il bambino esce completamente dal canale del parto. ANNOTATE L’ORA.


In caso di parto podalico, è il corpo del bambino che si scorgerà per primo: il parto non avverrà probabilmente nel modo consueto, pertanto dovete evitare che il cordone resti “intrappolato” nel canale del parto. Per diminuire la pressione, tendete verso il basso una sorta di cappio del cordone e

RICHIEDETE URGENTEMENTE L’ASSISTENZA DI UN MEDICO!


ASSISTENZA AL NEONATO


Il bambino sarà bagnato e tenderà a scivolare dalla presa nonché a rilasciare calore rapidamente. E’ importante trattenere il calore del corpo del bambino avvolgendolo in una coperta calda. Datelo alla madre facendo attenzione al cordone.


Dopo un minuto, se il bambino sembra che non respiri, liberate le vie respiratorie e cominciate immediatamente la rianimazione!


Dopo 2-3 minuti il cordone cesserà di pulsare. A partire da questo momento il bambino non dipende più dal sistema circolatorio della madre e quindi diventa autonomo. Con i gli appositi lacci di lino o corde, annodate fermamente il cordone in tre punti:

a 10 cm, 15 cm e 20 cm dall’ombelico del bambino. Stringete i lacci in modo sufficientemente forte al fine di prevenire qualsiasi perdita di sangue.


Non è necessario tagliare il cordone ombelicale se siete in attesa del soccorso medico ma se la situazione lo richiede, tagliate il cordone lasciando DUE nodi dalla parte del bambino. E’ sempre un gesto carino chiedere al papà (se presente) di tagliare il cordone “dando così il benvenuto al suo bambino”.


Subito dopo il parto, osservate immediatamente il bambino, annotando l’ora in cui è nato, il colore al momento della nascita (blu? scuro? pallido?), qualsiasi deformità o cambio di colore della pelle, l’intensità del pianto (forte, energico o debole) verificando se il bambino tende a muoversi spontaneamente oppure se rimane immobile. Queste informazioni sono importanti per la successiva visita medica. Ripetete l’osservazione dopo 5-10 minuti annotando qualsiasi cambiamento e tenete il bambino sotto costante osservazione.


TERZO PERIODO: ESPULSIONE DELLA PLACENTA


La placenta rappresentava la fonte da cui il feto prendeva il sangue dall’utero. Non avendo più alcuna funzione, verrà espulsa attraverso il canale del parto mediante contrazioni simili al parto. Tale espulsione avviene generalmente 15-60 minuti dopo la nascita del bambino. Durante questo lasso di tempo, NON si deve assolutamente FARE PRESSIONE O SFORZO SUL CORDONE NE’ TOCCARE L’ADDOME DELLA MADRE.


Per facilitare l’espulsione della placenta, chiedete alla madre di sollevare le gambe divaricandole leggermente. Appoggiate il neonato sul seno della madre stimolando così l’utero a contrarsi prevenendo eventuali emorragie. Con le successive contrazioni la placenta verrà espulsa.


Una volta espulsa, è importante far esaminare la placenta da personale medico specializzato. E’ possibile prevenire eventuali emorragie successive massaggiando l’utero della madre e questo è un altro bel compito che potrebbe fare il papà.


ASSISTENZA ALLA MADRE


Aiutate la madre a lavarsi e mettete a disposizione compresse igieniche di garza. Misuratele il polso, osservate il colorito della pelle e esaminate attentamente l’insorgere di altre eventuali emorragie o eccessive perdite di sangue. Accertatevi che non sia sofferente o assonnata ma che sia cosciente; offritele bevande calde e zuccherate e insistete affinché riposi. Tenetela costantemente sotto controllo.


Conservate tutti gli asciugami e le garze macchiati di sangue affinché vengano esaminati da personale medico.


Se espressamente richiesto dalla madre, aiutatela a lavarsi e a cambiarsi i vestiti.


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