Home arrow Pubblicazioni arrow Umanisti per la salute arrow IL BAMBINO
IL BAMBINO E-mail
Scritto da ANTS Artisti nonviolenti   

La salute della popolazione è, con l’istruzione, il valore più importante della rivoluzione umanista, perché è direttamente collegato al superamento del dolore e della sofferenza, motore del processo storico e sociale dell’essere umano, dalla sua nascita ad oggi.

La dichiarazione universale dei diritti dell’uomo (1948) afferma che “… ogni individuo ha diritto a un livello di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere suo e della sua famiglia… e alle cure mediche e ai servizi sociali necessari…”

“In ogni autentico saggio ho visto un bambino che gioca nel mondo delle idee e delle cose, che crea generose e scintillanti bolle di sapone che poi fa lui stesso scoppiare. Negli occhi vividi di ogni autentico saggio ho visto danzare verso il futuro i piedi leggeri della gioia” Umanizzare la Terra – Silo

Che cosa sono le vaccinazioni


Costituiscono un importante strumento di difesa dalle malattie infettive particolarmente gravi o mortali. Agiscono stimolando la produzione di anticorpi da parte dell’organismo, come accade in natura, quando il corpo umano viene a contatto con i microrganismi responsabili delle malattie. In tal modo si riesce a impedire sia la trasmissione sia la circolazione – con conseguente eliminazione – degli agenti infettivi.

Perché vaccinare


Il principale obiettivo è proteggere non soltanto la salute di ogni individuo, ma nel contempo la salute della collettività.

Quando vaccinare


L’inizio delle vaccinazioni è previsto nel corso del terzo mese ed è importante rispettare regolarmente il calendario perché in tal modo si riesce ad assicurare uno sviluppo più efficace delle difese immunitarie da parte dell’organismo.

Controindicazioni e reazioni alle vaccinazioni


Al momento della vaccinazione è importante informare il medico della storia sanitaria del bambino.

In presenza di problemi di salute gravi e documentati si può concedere l’esenzione (temporanea o definitiva) dalle vaccinazioni.

È preferibile rinviare la somministrazione delle vaccinazioni in caso di:

fase acuta di una malattia o presenza di altri importanti disturbi generali;

gravi reazioni dopo la prima somministrazione;

squilibri immunitari che sconsigliano la somministrazione di vaccini preparati con microrganismi vivi;

malattie congenite con produzione alterata di anticorpi;

carenza di difese immunitarie (certi tipi di tumori maligni, infezioni da virus da AIDS);

somministrazione di particolari farmaci, per esempio cortisone.

Non vi sono, invece, controindicazioni in caso di:

disturbi gastrointestinali e infezioni respiratorie di scarsa importanza;

terapie in corso con antibiotici e corticosteroidi a basso dosaggio;

malattie neurologiche non evolutive e sindrome di Down;

prematurità e scarso peso;

ittero neonatale precedente;

antecedenti familiari di convulsioni.

In ogni caso, sarà il pediatra curante a valutare lo stato di salute del bambino.

Le reazioni che si manifestano dopo le vaccinazioni (in genere di modesta gravità e destinati a scomparire rapidamente) possono essere:

locali, con arrossamenti, indurimenti e/o dolore, che si possono curare con applicazioni di ghiaccio o di compresse fredde;

generali, con febbre, nausea, irritabilità, che si possono curare con un farmaco antinfluenzale pediatrico.

Se la sintomatologia persiste, è preferibile rivolgersi al proprio pediatra. Eccetto che per la vaccinazione orale contro la poliomielite, prima e dopo la somministrazione dei vaccini non è necessaria alcuna precauzione particolare.

Cura del neonato


Il cordone ombelicale:

Lo si cura utilizzando una garza sterile intrisa di alcol denaturato. La garza deve essere sostituita a ogni cambio di pannolino.

La manovra non è dolorosa e il bambino piange a causa del freddo che avverte sulla pelle.

Occorre cambiare ogni due giorni la reticella che trattiene la garza sul residuo ombelicale. Una volta staccatosi il residuo, per 2-3 la cicatrice ombelicale va pulita con una garza sterile e acqua ossigenata, aprendola delicatamente con il dito. Se la cicatrice sanguina, se la pelle circostante è arrossata o vi sono secrezioni intorno al residuo, chiedere consiglio a un pediatra (medico dei bambini).

Non fumare nel locale dove si trova il bambino.

I neonati tendono ad ammalarsi più facilmente in un luogo dove si fuma.


Il bagno


Una volta staccatosi il cordone ombelicale, dopo 4-5 giorni fare al bambino un bagno completo in un luogo caldo, lontano dai pasti, in una bacinella di acqua tiepida (37°). La bacinella deve essere collocata su un tavolo solido e stabile.

Per evitare bruciature, prima di immergerlo nell’acqua controllare la temperatura.

Non lasciare mai solo il bambino nella bacinella, anche se contiene pochissima acqua.

Prima di utilizzare il sapone o lo shampoo, diluirli con acqua.

Asciugare bene il bambino, tamponandolo senza sfregare.

Asciugare bene le pieghe, la regione inguinale e le ascelle. Non usare talco in polvere.

Massaggio


Dopo il bagno sdraiare il bambino su una salvietta pulita e massaggiarlo con un olio appropriato.

Il massaggio serve a rilassarlo, stimolarlo e a migliorare il rapporto tra madre e figlio.

Abbigliamento


Vestire il bambino lo stretto necessario; se è troppo coperto, la temperatura del corpo sale. Cambiare spesso il pannolino per evitare arrossamenti alla pelle delle natiche.

Cambiare e lavare spesso gli indumenti e la biancheria.

Consigli utili


Non bisogna coprire eccessivamente il bambino. Coprirlo solo lo stretto necessario per evitare il freddo e prevenire i brividi. Se lo si copre troppo, la temperatura sale. Non forzare il bambino a mangiare se non ne ha voglia. Dargli da bere spesso (acqua, camomilla, tè senza teina, eventualmente zuccherati).

Come introdurre le supposte


1) Ammorbidire le supposte in un poco d’acqua le rende più scivolose e ne facilita l’introduzione tra le natiche.

2) Sdraiare il bambino sulla schiena e sollevare le gambe con una mano, introdurre delicatamente la supposta (esattamente come si fa per misurare la febbre), poi unire per qualche secondo le natiche del bambino per evitare che la supposta venga subito espulsa.

Come mettere le gocce nelle orecchie


Sdraiare il bambino e fargli girare lateralmente la testa. Prendere delicatamente l’orecchio tra le dita e tirare verso l’alto, lasciando cadere l’esatto numero di gocce prescritto dal medico.

Come somministrare lo sciroppo o le gocce


La dose di sciroppo prescritta deve essere misurata con precisione con l’aiuto di un contagocce o di un misurino graduato. Lo sciroppo o le gocce devono poi essere versati in un cucchiaino e dati al bambino badando che assuma tutto il contenuto. Se si pensa di aver sbagliato la dose, buttare via tutto e ricominciare; bisogna dare al bambino la giusta dose di medicina prescritta dal medico.

Come mettere il collirio – le gocce oculari


Sdraiare il bambino sulla schiena e fargli girare lateralmente la testa. Poi abbassargli la palpebra inferiore e mettere le gocce di collirio prescritte. Ripetere con l’altro occhio. Lavarsi le mani tra le due operazioni per non trasmettere l’infezione all’altro occhio.

Febbre


La febbre è un aumento della temperatura normale del corpo dovuta a cause diverse. La febbre è una reazione naturale alle infezioni. L’aumento della temperatura del corpo blocca il moltiplicarsi della maggior parte dei microbi. Inoltre la febbre scatena o favorisce altri potenti meccanismi che conducono alla guarigione. Come misurare la temperatura corporea


Procurarsi un termometro per bambini, sdraiare il bambino sulla schiena, sollevare le gambe e introdurre il termometro (la cui estremità deve essere unta) tra le natiche per un minuto. Mantenere immobili le gambe del bambino. La temperatura rettale è più elevata di 0,5° C rispetto a quella rilevata mettendo il termometro all’ascella; occorre ricordarsi, leggendo il termometro, di sottrarre cinque decimi di grado.

Consultare un pediatra


(un medico dei bambini) se:

Il bambino ha meno di 6 mesi e la febbre dura da due giorni.

Inoltre se la febbre è superiore a 40°.

Se il bambino sembra sofferente (assopimento, difficoltà di risvegliarsi, stato confusionale).

Infezioni delle vie urinarie


Queste infezioni interessano l’apparato urinario del bambino a causa dell’eccessiva presenza di germi nocivi nell’urina. Le infezioni più frequenti sono causate da un’igiene corporea inadeguata, per esempio quando la biancheria rimane per troppo tempo a contatto con gli organi genitali oppure quando l’igiene di questi organi non è adeguata. Queste infezioni sono caratterizzate da un odore di pipì simile all’ammoniaca.

Quando deve fare pipì, il bambino piange perché ha una sensazione di bruciore; anche una forte febbre è un sintomo di queste infezioni.

Occorre curare queste infezioni con gli antibiotici prescritti dal medico. Bisogna far bere molta acqua per espellere i germi con la pipì.

Come proteggere il bambino dalle zanzare


La pelle dei bambini attira maggiormente questi fastidiosi insetti.

Generalmente le zanzare pungono le parti del corpo esposte (come viso, braccia e gambe), ma talvolta di insinuano sotto gli indumenti.

Per evitare punture, la miglior difesa è la prevenzione. Se il piccolo resta all’aria aperta, sarebbe meglio mettergli sempre scarpe e indumenti chiari, che attirano meno gli insetti, ed evitare indumenti aderenti perché l’insetto potrebbe rimanervi intrappolato.

Si dovrebbe collocare una zanzariera sul letto del bambino.

I disturbi del primo anno


Allergie


Si tratta di reazioni anormali dell’organismo dovute al contatto con sostanze normalmente inoffensive. A seconda della sostanza con la quale si viene a contatto, si manifestano con orticaria (irritazione della pelle), asma, raffreddore e lacrimazione degli occhi. Possono scatenarsi in presenza di certi alimenti come uova, latte di vacca, agrumi (arance, limoni, ecc.) e pomodori. I bambini particolarmente a rischio sono quelli che hanno genitori allergici.

Come si manifestano


Allergie alimentari: la pelle appare leggermente “sollevata” e cosparsa di macchie, bolle o foruncoli che prudono. Questi sintomi possono essere accompagnati da vomito e diarrea.

Allergie da contatto:

Il sintomo più comune è una reazione della pelle, come nel caso delle allergie alimentari.

Allergie respiratorie:

Il bambino respira con difficoltà e ha frequenti accessi di tosse, gli occhi si arrossano e lacrimano.

Come comportarsi:

La regola principale è evitare che il bambino venga a contatto con la sostanza che scatena la reazione allergica. In caso di necessità il medico può prescrivere farmaci antistaminici che alleviano i sintomi dell’allergia.

Per prevenire le allergie è possibile fare delle vaccinazioni; non esistono vaccini contro tutti i tipi di allergie e, comunque, solitamente non si vaccina prima dell’età di due anni.

Per le allergie da contatto: è bene utilizzare dalla nascita indumenti di tessuti naturali, come il cotone.

Evitare che la polvere si accumuli là dove si trova il bambino e dove dorme; evitare che gli animali domestici dormano nella stessa stanza con il piccolo. Coliche


Sono un disturbo frequente nei bambini; ne esistono di 2 tipi.

Coliche dovute ai gas:

tipiche dei primi tre mesi, sono provocate dall’accumulo d’aria nell’intestino; l’aria è ingurgitata dal piccolo con il latte durante la poppata. Le si riconosce dai pianti irritati e inconsolabili del neonato, che tiene le gambe contratte e ripiegate sul pancino e stringe i pugni. Sono presenti solo il pomeriggio o la sera, mai di notte o al mattino.

Coliche addominali:

Le cause di questi dolori di pancia sono ancora incerte; possono presentarsi la notte anche con risvegli e pianti. Possono dipendere da un’intolleranza alimentare (come quella al lattosio). Questo genere di coliche sono solitamente accompagnate da diarrea.

Come comportarsi


Massaggiare il ventre del bambino per alleviare il dolore. In caso di coliche con diarrea è auspicabile consultare il medico.

Diarrea


Il bambino ha la diarrea quando le feci sono molto più liquide del solito e il numero di evacuazioni è superiore a quello dei pasti. La diarrea segnala solitamente un’infezione dello stomaco e dell’intestino o un’intolleranza alimentare.

Come comportarsi


Se il bambino è allattato al seno, non bisogna sospendere l’allattamento: il latte materno è ricco di anticorpi che aiutano il bambino a difendersi anche in caso di infezioni. Se è alimentato con latte artificiale, il medico può consigliare un altro latte.

Crosta lattea


Si tratta di un disturbo dovuto a un accumulo di grasso sulla testa del bambino. La testa si ricopre di piccole scaglie di color giallo, untuose e piuttosto brillanti. Può provocare prurito ed è importantissimo che i genitori impediscano al bambino di grattarsi la testa: potrebbe provocare ferite che possono infettarsi.

Come comportarsi


È bene cambiare tutti i giorni la biancheria del bambino e della culla, soprattutto la federa del guanciale, e lavare le zone colpite dalla crosta lattea con saponi specifici. Bisogna mantenere morbide le croste utilizzando prodotti come l’olio di mandorle ecc. Bisogna invece evitare di lavare continuamente la parte infiammata.

Perdite vaginali


Nelle neonate possono verificarsi perdite di colore biancastro o roseo, che si presentano nelle prime settimane di vita, possono avere una durata da 2 ore a 4 settimane e sono talvolta accompagnate da gonfiore dei genitali. Si tratta di un fenomeno normale.

Come comportarsi


In caso di perdite di colore biancastro o rosa non bisogna fare niente; il disturbo si risolve da sé nel giro di un mese. Consultare il medico se le perdite sono giallo-verdastre: potrebbero segnalare un’infezione provocata da batteri, parassiti o sabbia. Si curano con pomate antibiotiche.

Raffreddore


È uno dei disturbi più frequenti nei bambini, causato da un’infezione del tessuto che ricopre l’interno delle narici. Il raffreddore dura circa una settimana e si cura da sé senza bisogno di farmaci.

Come comportarsi


Non ci sono farmaci specifici. Per alleviare il fastidio provocato al bambino dal naso chiuso, lo li può aiutare liberando le narici dal muco; si utilizza una garza pulita; si possono anche introdurre 2 o 3 gocce di acqua salata per evitare che il muco si accumuli nel naso. È consigliabile rivolgersi al medico se il raffreddore è accompagnato da tosse o da febbre superiore a 38,5° C. Se il bambino è più grande, è bene nutrirlo con frutta e verdura fresca ricca di vitamina C, come agrumi (ma solo dopo un anno di età, a causa del rischio di allergia) o cavolfiori che rafforzano le sue difese.

Rigurgito


Si verifica quando il bambino vomita una piccola quantità di latte ingerito durante la poppata; è un fenomeno normale.

Come comportarsi


È un fenomeno normale, che non richiede alcun intervento. Tuttavia è possibile adottare alcune precauzioni per ridurre il rigurgito: durante la poppata bisogna fargli ingerire meno aria possibile evitando, per esempio, di allattarlo se sta piangendo. Normalmente il disturbo scompare da solo entro il primo anno.

Vomito


Se il vomito è associato a febbre o a diarrea, il disturbo può essere di tipo respiratorio (il vomito può essere indotto dalla tosse) oppure trattarsi di un’infezione allo stomaco o all’intestino.

Come comportarsi


È bene far bere molto il bambino per reintegrare i liquidi perduti. Se il vomito è la conseguenza di una malattia, il medico indicherà la cura più appropriata.

Mal di pancia


Quando e come si manifestano i sintomi?

Tutti i bambini hanno avuto una volta o l’altra “mal di pancia”. Per lo più la causa è piuttosto banale, come nel caso dell’indigestione; ma in altre circostanze bisognerà consultare il pediatra e, eventualmente, fare degli esami.

Esiste anche il mal di pancia “di circostanza”.

Nei bambini un po’ più grandicelli, in una minoranza di casi, il mal di pancia può essere legato non a una vera e propria malattia ma a ragioni psicologiche (stress, agitazione, emozioni particolarmente forti) o persino regolarmente utilizzato da certi bambini per sottrarsi a qualcosa che non hanno voglia di fare (andare a scuola, praticare uno sport che viene loro imposto…).

Sta al pediatra verificare di che cosa si tratta. Quanto ai genitori, il loro dovere è osservare accuratamente il comportamento e i disturbi del bambino in modo da aiutare il medico a formulare la diagnosi. Osservare e comprendere

A 2 anni il bambino riesce generalmente a esprimersi in modo relativamente preciso, ma è sempre meglio verificare se ciò che dice corrisponde davvero alla realtà: per esempio, se alla domanda “dove ti fa male esattamente?”, il bambino designa sempre lo stesso punto e se, dopo averlo distratto con un pretesto qualsiasi, sobbalza quando gli si tocca quel punto, è probabile che il dolore sia ben localizzato.


Altrettanto fondamentale è valutare l’intensità del dolore: un bambino che tende a tenersi le braccia sul ventre, a raggomitolarsi o che preferisce restare sdraiato, ha sicuramente molto dolore. Non bisogna dimenticare di segnalare al pediatra altri sintomi, come vomito, diarrea, febbre o un grosso raffreddore, e precisare se il bambino ha assunto farmaci o ha mangiato qualcosa che avrebbe potuto fargli male nel corso delle ultime 24 ore.

Che cosa si può fare nell’immediato

Se il giorno precedente il bambino ha avuto tendenza a “esagerare” a tavola, si può ragionevolmente pensare che questa sia la causa del mal di pancia. In tal caso il vomito gli sarà di sollievo e bisognerà fargli seguire una piccola dieta.

 

Una volta escluse le cause alimentari, se il bambino vomita o ha diarrea, è probabile che soffra di un’infezione. Il pediatra deciderà se sottoporlo o meno a un esame appropriato per confermare i suoi sospetti.

Se il bambino ha meno di 2 anni, rischia di perdere liquidi e sali minerali in quantità eccessiva, e quindi di disidratarsi. In presenza di segni di disidratazione (secchezza della pelle e delle mucose. occhi, labbra, bocca), fargli bere acqua zuccherata a piccoli sorsi oppure un preparato reidratante disponibile in farmacia. Questo è particolarmente importante se il bambino ha sete, ha l’alito cattivo o ha febbre.

In caso di diarrea, la somministrazione di fermenti lattici contribuisce a normalizzare la flora batterica e favorisce l’eliminazione dell’eventuale agente infettivo.

Se la diarrea è legata al fatto che il bambino ha mangiato un alimento che tollera poco o al quale è allergico (lattosio, proteine del latte, uovo, pomodori, ecc.), bisognerà eliminarlo dalla sua alimentazione e il pediatra deciderà se prescrivere o meno degli esami per confermare la diagnosi.

Nel bambino il dolore dell’appendicite si colloca al centro del ventre, che è teso e dolorante. Gli altri sintomi sono febbre, nausea e vomito. Occorre consultare il pediatra o recarsi al pronto soccorso. Nei maschietti, controllare i testicoli. Se sono gonfi, tesi e doloranti, bisogna portare immediatamente il bambino dal pediatra o al pronto soccorso. Lo stesso, nei bambini di entrambi i sessi, se si constata un gonfiore dolorante a livello della regione inguinale. La stitichezza: Più frequente nei bambini che si alimentano male, è caratterizzata da feci poco frequenti e molto dure. Talvolta può provocare dolori addominali molto violenti, che si manifestano improvvisamente, al punto che il bambino si ripiega su se stesso. Talvolta basta un buon clistere perché tutto rientri nell’ordine. L’influenza “intestinale”: Si manifesta con vomito e/o diarrea. Bisogna far bere al bambino soluzioni reidratanti a piccole cucchiaiate, non forzarlo a mangiare ed evitare le pietanze con sughi e gli alimenti ricchi di grassi (esempio: cioccolato, formaggio). Le adolescenti

Le adolescenti possono avere un (lieve) mal di pancia qualche giorno prima dell’arrivo delle mestruazioni o durante le mestruazioni.

Tuttavia il mal di pancia dell’adolescente non è sempre benigno e non bisogna minimizzare la cosa perché “è già stata operata di appendicite”: il dolore può essere provocato dalle ovaie.

In questo caso sta al medico prescrivere, dopo una visita di controllo, gli esami necessari.

Che cosa si deve fare e non fare

Non bisogna somministrare qualunque farmaco: può essere pericoloso; solo il medico o il pediatra hanno le competenze per farlo.

In queste circostanze sono sconsigliati il cioccolato e altri alimenti ricchi di grassi o molto speziati.

In caso di infezione intestinale, per evitare di contagiare gli altri bambini, le donne incinte o le persone anziane, evitare di metterli a contatto con il bambino.

Quando ci si deve preoccupare

Consultare immediatamente il pediatra o recarsi al pronto soccorso se:

il bambino è piccolo e se la diarrea o il vomito sono molto violenti, o anche se piange disperatamente;

se ci sono tracce di sangue nel vomito o nelle feci;

se la febbre è molto alata e se le condizioni del bambino continuano ad aggravarsi;

se il mal di pancia è molto forte, se il bambino è prostrato e piange disperatamente quando gli si tocca l’addome;

se la differenza tra la temperatura rettale e sotto l’ascella è superiore a cinque decimi.

La biancheria del bambino


Sarebbe opportuno separare la biancheria sporca del bambino da quella del resto della famiglia; bisognerebbe anche lavarla separatamente, perché i germi presenti nella biancheria degli adulti non contaminino quella del bambino.

Sarebbe meglio far bollire in acqua per almeno mezz’ora gli indumenti bianchi e di cotone o metterli in ammollo nella candeggina. Per tutti gli altri indumenti bisognerebbe utilizzare additivi a base di ossigeno o prodotti sterilizzanti.

Alimentazione


Allattamento al seno

Il latte materno è molto importante per l’alimentazione del bambino perché ha un contenuto nutritivo che corrisponde alle esigenze di crescita del bambino. È pratico ed economicamente più conveniente. Allattare al seno è di gran lunga il modo migliore di far crescere in modo sano il tuo bambino. Si raccomanda di proseguire l’allattamento materno, se possibile, sino al sesto mese e oltre (continuando anche con l’introduzione delle pappe). Si consiglia alla mamma di fare sempre uno spuntino dopo ogni poppata e di non assumere bevande alcoliche né fumare o frequentare luoghi dove si fuma. Bere molta acqua, brodo, succo di frutta, ecc. Il colore del latte non è determinante perché cambia nel corso dell’allattamento. Il latte non può “diventare acqua” perché la sua composizione è adeguata per tutto il periodo di vita del lattante.

Come aumentare la produzione di latte


Aumentare la frequenza delle poppate, dando il seno al bambino ogni volta che lo desidera.

Non dargli altri alimenti diversi dal latte materno. Evitare i succhiotti e offrigli le due mammelle a ogni poppata.

Il latte “artificiale” (di vacca o di capra) non va dato prima del decimo o dodicesimo mese.

Svezzamento


Lo svezzamento costituisce il momento della graduale introduzione nell’alimentazione del bambino di alimenti solidi diversi dal latte sino al tuorlo d’uovo intero.

Preparazione della pappa

1. Prendere un litro d’acqua e far bollire per circa un’ora, senza sale, una patata, una carota, una zucchina, una foglia di insalata. Filtrare il brodo.

2. Sciogliere in 180-200 g di brodo 3-4 cucchiai da minestra di crema di riso o di mais.

Il brodo di verdura e le verdure possono essere conservati separatamente nel frigorifero in due recipienti di vetro per 24 ore al massimo. Per i primi 7-10 giorni usare solo il brodo. Poi aggiungere 2-3 cucchiaini di verdure bollite e passate finemente, aumentando a poco a poco sino a due cucchiai da minestra. Durante la seconda settimana aggiungere altre verdure fresche di stagione. Solo se si è certi che il bambino apprezza il nuovo sapore se ne può introdurre un altro. Dopo tre settimane aggiungere alla pappa la carne, cominciando con l’agnello, poi coniglio, manzo, tacchino, vitello e da ultimo pollo.

La prima pappa


La prima pappa sostituisce un pasto di latte, di preferenza quello di mezzogiorno, e deve essere sempre somministrata con il cucchiaino e con molta pazienza.

La seconda pappa


Un mese dopo la prima pappa, e se è ben accettata, sostituire la poppata serale (ore 19-20) con la seconda pappa, preparata con la stessa ricetta della prima, sostituendo la carne con formaggi bianchi privi di conservanti: quantità 30-40 g.

Conservazione degli alimenti


Gli ingredienti utilizzati per la preparazione delle pappe si conservano al freddo e quindi nel frigorifero. Si consiglia di usare ingredienti (verdura e altro) freschi per evitare i problemi di decomposizione che possono causare diarrea e vomito. Conservare sempre in frigorifero: latte, burro, yogurt, uova fresche, carne, pesce, brodo di carne e di verdura, omogeneizzati già aperti ma anche la verdura. Se no siete certe che gli alimenti siano stati conservati in frigorifero, non utilizzateli. Non introdurre altri tipi di alimenti nuovi quando il bambino è sofferente o in corrispondenza di una vaccinazione.

Tappe di introduzione dei vari alimenti

A 6 mesi compiuti si può:

Alternare la crema di riso con altri cereali che contengano glutine, come la semola, l’avena, i multicereali e le minestre con pastina; dare della banana, sempre lontano dai pasti, schiacciandola con la forchetta.

A 7 mesi compiuti si può:

Alternare la poppata del pomeriggio con yogurt intero fresco (senza aggiunta di miele o zucchero) oppure con passato di frutta. Introdurre nel brodo di verdura lenticchie sbucciate (quelle rosse) cominciando con un cucchiaino per arrivare a 2 o 3 cucchiaini.

A 8 mesi compiuti si può:

Introdurre la carne fresca (25-30 g), cotta a vapore e tritata; in seguito potete fare delle polpettine cotte al sugo con le verdure. Incominciare a dargli il pesce (30-40 g), cotto a vapore e passato, due volte la settimana in alternativa alla carne.

A 9 mesi compiuti si può:

Introdurre gli agrumi

Le altre verdure

L’uovo, solo la parte rossa (giallo d’uovo), bollito per circa 2 minuti, cominciando con un cucchiaino; aumentare gradualmente sino a dare il giallo d’uovo intero.

A 10 mesi compiuti si può:

Incominciare a dargli il brodo di carne sgrassato, allungato per diluire il sapore e il sale, una o due volte la settimana.

A 12 mesi compiuti si può:

Dare il bianco d’uovo, cominciando sempre con un cucchiaino e aumentare gradualmente. Dopo questi primi momenti di introduzione graduale degli alimenti il bambino può mangiare ciò che preparate per tutta la famiglia, tagliato a pezzettini. Guida per l’educazione dei bambini


Ø Fare loro il “vuoto” quando non collaborano.

Ø Insegnare loro a essere persuasivi, a non forzare.

Ø Meglio una sculacciata che trasmettere uno stato d’animo negativo.

Ø Quando i bambini discutono o litigano, non intervenire a meno che non si stiano facendo male.

Ø Aiutarli a essere autosufficienti, non iperproteggerli. Non vogliamo bambini mostri.

Ø Offrire loro delle resistenze in modo che imparino a superarle, resistenze per conquistarsi la propria indipendenza. Attribuire loro delle funzioni perché le svolgano.

Ø Stimolarli a spiegare le cose e dimostrarle. Sviluppare anche attività motorie.

Ø Spiegare loro perché non possono avere certe cose. Possono averne alcune, altre no.

Ø Portarli spesso all’aria aperta.

Ø Avere in casa un clima allegro e caloroso.

Ø Sviluppare dei “centri”: aiutarli ad avere il corpo di un atleta, l’orecchio di un poeta e il cervello di un computer.

Ø Che sviluppino le proprie emozioni: storia, teatro, musica.

Ø I bambini devono competere con se stessi, non con gli altri. Devono tentare di superare i loro traguardi.

Commenti (0)Add Comment

Scrivi commento
Si deve essere connessi al sito per poter inserire un commento. Registratevi se non avete ancora un account.

busy




Digg!Reddit!Del.icio.us!Facebook!Netscape!Furl!Yahoo!Ma.gnolia!Free social bookmarking plugins and extensions for Joomla! websites!
 
< Prec.   Pros. >