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IL BAMBINO | IL BAMBINO |
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| Scritto da ANTS Artisti nonviolenti | |
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La salute della popolazione è, con l’istruzione, il valore più importante della rivoluzione umanista, perché è direttamente collegato al superamento del dolore e della sofferenza, motore del processo storico e sociale dell’essere umano, dalla sua nascita ad oggi. La dichiarazione universale dei diritti dell’uomo (1948) afferma che “… ogni individuo ha diritto a un livello di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere suo e della sua famiglia… e alle cure mediche e ai servizi sociali necessari…” “In ogni autentico saggio ho visto un bambino che gioca nel mondo delle idee e delle cose, che crea generose e scintillanti bolle di sapone che poi fa lui stesso scoppiare. Negli occhi vividi di ogni autentico saggio ho visto danzare verso il futuro i piedi leggeri della gioia” Umanizzare la Terra – Silo Che cosa sono le vaccinazioni
Perché vaccinare
Quando vaccinare
Controindicazioni e reazioni alle vaccinazioni
In presenza di problemi di salute gravi e documentati si può concedere l’esenzione (temporanea o definitiva) dalle vaccinazioni. È preferibile rinviare la somministrazione delle vaccinazioni in caso di: fase acuta di una malattia o presenza di altri importanti disturbi generali; gravi reazioni dopo la prima somministrazione; squilibri immunitari che sconsigliano la somministrazione di vaccini preparati con microrganismi vivi; malattie congenite con produzione alterata di anticorpi; carenza di difese immunitarie (certi tipi di tumori maligni, infezioni da virus da AIDS); somministrazione di particolari farmaci, per esempio cortisone. Non vi sono, invece, controindicazioni in caso di: disturbi gastrointestinali e infezioni respiratorie di scarsa importanza; terapie in corso con antibiotici e corticosteroidi a basso dosaggio; malattie neurologiche non evolutive e sindrome di Down; prematurità e scarso peso; ittero neonatale precedente; antecedenti familiari di convulsioni. In ogni caso, sarà il pediatra curante a valutare lo stato di salute del bambino. Le reazioni che si manifestano dopo le vaccinazioni (in genere di modesta gravità e destinati a scomparire rapidamente) possono essere: locali, con arrossamenti, indurimenti e/o dolore, che si possono curare con applicazioni di ghiaccio o di compresse fredde; generali, con febbre, nausea, irritabilità, che si possono curare con un farmaco antinfluenzale pediatrico. Se la sintomatologia persiste, è preferibile rivolgersi al proprio pediatra. Eccetto che per la vaccinazione orale contro la poliomielite, prima e dopo la somministrazione dei vaccini non è necessaria alcuna precauzione particolare. Cura del neonato
Lo si cura utilizzando una garza sterile intrisa di alcol denaturato. La garza deve essere sostituita a ogni cambio di pannolino. La manovra non è dolorosa e il bambino piange a causa del freddo che avverte sulla pelle. Occorre cambiare ogni due giorni la reticella che trattiene la garza sul residuo ombelicale. Una volta staccatosi il residuo, per 2-3 la cicatrice ombelicale va pulita con una garza sterile e acqua ossigenata, aprendola delicatamente con il dito. Se la cicatrice sanguina, se la pelle circostante è arrossata o vi sono secrezioni intorno al residuo, chiedere consiglio a un pediatra (medico dei bambini). Non fumare nel locale dove si trova il bambino. I neonati tendono ad ammalarsi più facilmente in un luogo dove si fuma.
Per evitare bruciature, prima di immergerlo nell’acqua controllare la temperatura. Non lasciare mai solo il bambino nella bacinella, anche se contiene pochissima acqua. Prima di utilizzare il sapone o lo shampoo, diluirli con acqua. Asciugare bene il bambino, tamponandolo senza sfregare. Asciugare bene le pieghe, la regione inguinale e le ascelle. Non usare talco in polvere. Massaggio
Il massaggio serve a rilassarlo, stimolarlo e a migliorare il rapporto tra madre e figlio. Abbigliamento
Cambiare e lavare spesso gli indumenti e la biancheria. Consigli utili
Come introdurre le supposte
2) Sdraiare il bambino sulla schiena e sollevare le gambe con una mano, introdurre delicatamente la supposta (esattamente come si fa per misurare la febbre), poi unire per qualche secondo le natiche del bambino per evitare che la supposta venga subito espulsa. Come mettere le gocce nelle orecchie
Come somministrare lo sciroppo o le gocce
Come mettere il collirio – le gocce oculari
Febbre
Consultare un pediatra
Il bambino ha meno di 6 mesi e la febbre dura da due giorni. Inoltre se la febbre è superiore a 40°. Se il bambino sembra sofferente (assopimento, difficoltà di risvegliarsi, stato confusionale). Infezioni delle vie urinarie
Quando deve fare pipì, il bambino piange perché ha una sensazione di bruciore; anche una forte febbre è un sintomo di queste infezioni. Occorre curare queste infezioni con gli antibiotici prescritti dal medico. Bisogna far bere molta acqua per espellere i germi con la pipì. Come proteggere il bambino dalle zanzare
Generalmente le zanzare pungono le parti del corpo esposte (come viso, braccia e gambe), ma talvolta di insinuano sotto gli indumenti. Per evitare punture, la miglior difesa è la prevenzione. Se il piccolo resta all’aria aperta, sarebbe meglio mettergli sempre scarpe e indumenti chiari, che attirano meno gli insetti, ed evitare indumenti aderenti perché l’insetto potrebbe rimanervi intrappolato. Si dovrebbe collocare una zanzariera sul letto del bambino. I disturbi del primo anno
Come si manifestano
Allergie da contatto: Il sintomo più comune è una reazione della pelle, come nel caso delle allergie alimentari. Allergie respiratorie: Il bambino respira con difficoltà e ha frequenti accessi di tosse, gli occhi si arrossano e lacrimano. Come comportarsi: La regola principale è evitare che il bambino venga a contatto con la sostanza che scatena la reazione allergica. In caso di necessità il medico può prescrivere farmaci antistaminici che alleviano i sintomi dell’allergia. Per prevenire le allergie è possibile fare delle vaccinazioni; non esistono vaccini contro tutti i tipi di allergie e, comunque, solitamente non si vaccina prima dell’età di due anni. Per le allergie da contatto: è bene utilizzare dalla nascita indumenti di tessuti naturali, come il cotone. Evitare che la polvere si accumuli là dove si trova il bambino e dove dorme; evitare che gli animali domestici dormano nella stessa stanza con il piccolo. Coliche
Coliche dovute ai gas: tipiche dei primi tre mesi, sono provocate dall’accumulo d’aria nell’intestino; l’aria è ingurgitata dal piccolo con il latte durante la poppata. Le si riconosce dai pianti irritati e inconsolabili del neonato, che tiene le gambe contratte e ripiegate sul pancino e stringe i pugni. Sono presenti solo il pomeriggio o la sera, mai di notte o al mattino. Coliche addominali: Le cause di questi dolori di pancia sono ancora incerte; possono presentarsi la notte anche con risvegli e pianti. Possono dipendere da un’intolleranza alimentare (come quella al lattosio). Questo genere di coliche sono solitamente accompagnate da diarrea. Come comportarsi
Diarrea
Come comportarsi
Crosta lattea
Come comportarsi
Perdite vaginali
Come comportarsi
Raffreddore
Come comportarsi
Rigurgito
Come comportarsi
Vomito
Come comportarsi
Mal di pancia
Tutti i bambini hanno avuto una volta o l’altra “mal di pancia”. Per lo più la causa è piuttosto banale, come nel caso dell’indigestione; ma in altre circostanze bisognerà consultare il pediatra e, eventualmente, fare degli esami. Esiste anche il mal di pancia “di circostanza”. Nei bambini un po’ più grandicelli, in una minoranza di casi, il mal di pancia può essere legato non a una vera e propria malattia ma a ragioni psicologiche (stress, agitazione, emozioni particolarmente forti) o persino regolarmente utilizzato da certi bambini per sottrarsi a qualcosa che non hanno voglia di fare (andare a scuola, praticare uno sport che viene loro imposto…). Sta al pediatra verificare di che cosa si tratta. Quanto ai genitori, il loro dovere è osservare accuratamente il comportamento e i disturbi del bambino in modo da aiutare il medico a formulare la diagnosi. Osservare e comprendere A 2 anni il bambino riesce generalmente a esprimersi in modo relativamente preciso, ma è sempre meglio verificare se ciò che dice corrisponde davvero alla realtà: per esempio, se alla domanda “dove ti fa male esattamente?”, il bambino designa sempre lo stesso punto e se, dopo averlo distratto con un pretesto qualsiasi, sobbalza quando gli si tocca quel punto, è probabile che il dolore sia ben localizzato.
Che cosa si può fare nell’immediato Se il giorno precedente il bambino ha avuto tendenza a “esagerare” a tavola, si può ragionevolmente pensare che questa sia la causa del mal di pancia. In tal caso il vomito gli sarà di sollievo e bisognerà fargli seguire una piccola dieta.
Una volta escluse le cause alimentari, se il bambino vomita o ha diarrea, è probabile che soffra di un’infezione. Il pediatra deciderà se sottoporlo o meno a un esame appropriato per confermare i suoi sospetti. Se il bambino ha meno di 2 anni, rischia di perdere liquidi e sali minerali in quantità eccessiva, e quindi di disidratarsi. In presenza di segni di disidratazione (secchezza della pelle e delle mucose. occhi, labbra, bocca), fargli bere acqua zuccherata a piccoli sorsi oppure un preparato reidratante disponibile in farmacia. Questo è particolarmente importante se il bambino ha sete, ha l’alito cattivo o ha febbre. In caso di diarrea, la somministrazione di fermenti lattici contribuisce a normalizzare la flora batterica e favorisce l’eliminazione dell’eventuale agente infettivo. Se la diarrea è legata al fatto che il bambino ha mangiato un alimento che tollera poco o al quale è allergico (lattosio, proteine del latte, uovo, pomodori, ecc.), bisognerà eliminarlo dalla sua alimentazione e il pediatra deciderà se prescrivere o meno degli esami per confermare la diagnosi. Nel bambino il dolore dell’appendicite si colloca al centro del ventre, che è teso e dolorante. Gli altri sintomi sono febbre, nausea e vomito. Occorre consultare il pediatra o recarsi al pronto soccorso. Nei maschietti, controllare i testicoli. Se sono gonfi, tesi e doloranti, bisogna portare immediatamente il bambino dal pediatra o al pronto soccorso. Lo stesso, nei bambini di entrambi i sessi, se si constata un gonfiore dolorante a livello della regione inguinale. La stitichezza: Più frequente nei bambini che si alimentano male, è caratterizzata da feci poco frequenti e molto dure. Talvolta può provocare dolori addominali molto violenti, che si manifestano improvvisamente, al punto che il bambino si ripiega su se stesso. Talvolta basta un buon clistere perché tutto rientri nell’ordine. L’influenza “intestinale”: Si manifesta con vomito e/o diarrea. Bisogna far bere al bambino soluzioni reidratanti a piccole cucchiaiate, non forzarlo a mangiare ed evitare le pietanze con sughi e gli alimenti ricchi di grassi (esempio: cioccolato, formaggio). Le adolescenti Le adolescenti possono avere un (lieve) mal di pancia qualche giorno prima dell’arrivo delle mestruazioni o durante le mestruazioni. Tuttavia il mal di pancia dell’adolescente non è sempre benigno e non bisogna minimizzare la cosa perché “è già stata operata di appendicite”: il dolore può essere provocato dalle ovaie. In questo caso sta al medico prescrivere, dopo una visita di controllo, gli esami necessari. Che cosa si deve fare e non fare Non bisogna somministrare qualunque farmaco: può essere pericoloso; solo il medico o il pediatra hanno le competenze per farlo. In queste circostanze sono sconsigliati il cioccolato e altri alimenti ricchi di grassi o molto speziati. In caso di infezione intestinale, per evitare di contagiare gli altri bambini, le donne incinte o le persone anziane, evitare di metterli a contatto con il bambino. Quando ci si deve preoccupare Consultare immediatamente il pediatra o recarsi al pronto soccorso se: il bambino è piccolo e se la diarrea o il vomito sono molto violenti, o anche se piange disperatamente; se ci sono tracce di sangue nel vomito o nelle feci; se la febbre è molto alata e se le condizioni del bambino continuano ad aggravarsi; se il mal di pancia è molto forte, se il bambino è prostrato e piange disperatamente quando gli si tocca l’addome; se la differenza tra la temperatura rettale e sotto l’ascella è superiore a cinque decimi. La biancheria del bambino
Sarebbe meglio far bollire in acqua per almeno mezz’ora gli indumenti bianchi e di cotone o metterli in ammollo nella candeggina. Per tutti gli altri indumenti bisognerebbe utilizzare additivi a base di ossigeno o prodotti sterilizzanti. Alimentazione
Il latte materno è molto importante per l’alimentazione del bambino perché ha un contenuto nutritivo che corrisponde alle esigenze di crescita del bambino. È pratico ed economicamente più conveniente. Allattare al seno è di gran lunga il modo migliore di far crescere in modo sano il tuo bambino. Si raccomanda di proseguire l’allattamento materno, se possibile, sino al sesto mese e oltre (continuando anche con l’introduzione delle pappe). Si consiglia alla mamma di fare sempre uno spuntino dopo ogni poppata e di non assumere bevande alcoliche né fumare o frequentare luoghi dove si fuma. Bere molta acqua, brodo, succo di frutta, ecc. Il colore del latte non è determinante perché cambia nel corso dell’allattamento. Il latte non può “diventare acqua” perché la sua composizione è adeguata per tutto il periodo di vita del lattante. Come aumentare la produzione di latte
Non dargli altri alimenti diversi dal latte materno. Evitare i succhiotti e offrigli le due mammelle a ogni poppata. Il latte “artificiale” (di vacca o di capra) non va dato prima del decimo o dodicesimo mese. Svezzamento
Preparazione della pappa 1. Prendere un litro d’acqua e far bollire per circa un’ora, senza sale, una patata, una carota, una zucchina, una foglia di insalata. Filtrare il brodo. 2. Sciogliere in 180-200 g di brodo 3-4 cucchiai da minestra di crema di riso o di mais. Il brodo di verdura e le verdure possono essere conservati separatamente nel frigorifero in due recipienti di vetro per 24 ore al massimo. Per i primi 7-10 giorni usare solo il brodo. Poi aggiungere 2-3 cucchiaini di verdure bollite e passate finemente, aumentando a poco a poco sino a due cucchiai da minestra. Durante la seconda settimana aggiungere altre verdure fresche di stagione. Solo se si è certi che il bambino apprezza il nuovo sapore se ne può introdurre un altro. Dopo tre settimane aggiungere alla pappa la carne, cominciando con l’agnello, poi coniglio, manzo, tacchino, vitello e da ultimo pollo. La prima pappa
La seconda pappa
Conservazione degli alimenti
Tappe di introduzione dei vari alimenti A 6 mesi compiuti si può: Alternare la crema di riso con altri cereali che contengano glutine, come la semola, l’avena, i multicereali e le minestre con pastina; dare della banana, sempre lontano dai pasti, schiacciandola con la forchetta. A 7 mesi compiuti si può: Alternare la poppata del pomeriggio con yogurt intero fresco (senza aggiunta di miele o zucchero) oppure con passato di frutta. Introdurre nel brodo di verdura lenticchie sbucciate (quelle rosse) cominciando con un cucchiaino per arrivare a 2 o 3 cucchiaini. A 8 mesi compiuti si può: Introdurre la carne fresca (25-30 g), cotta a vapore e tritata; in seguito potete fare delle polpettine cotte al sugo con le verdure. Incominciare a dargli il pesce (30-40 g), cotto a vapore e passato, due volte la settimana in alternativa alla carne. A 9 mesi compiuti si può: Introdurre gli agrumi Le altre verdure L’uovo, solo la parte rossa (giallo d’uovo), bollito per circa 2 minuti, cominciando con un cucchiaino; aumentare gradualmente sino a dare il giallo d’uovo intero. A 10 mesi compiuti si può: Incominciare a dargli il brodo di carne sgrassato, allungato per diluire il sapore e il sale, una o due volte la settimana. A 12 mesi compiuti si può: Dare il bianco d’uovo, cominciando sempre con un cucchiaino e aumentare gradualmente. Dopo questi primi momenti di introduzione graduale degli alimenti il bambino può mangiare ciò che preparate per tutta la famiglia, tagliato a pezzettini. Guida per l’educazione dei bambini
Ø Insegnare loro a essere persuasivi, a non forzare. Ø Meglio una sculacciata che trasmettere uno stato d’animo negativo. Ø Quando i bambini discutono o litigano, non intervenire a meno che non si stiano facendo male. Ø Aiutarli a essere autosufficienti, non iperproteggerli. Non vogliamo bambini mostri. Ø Offrire loro delle resistenze in modo che imparino a superarle, resistenze per conquistarsi la propria indipendenza. Attribuire loro delle funzioni perché le svolgano. Ø Stimolarli a spiegare le cose e dimostrarle. Sviluppare anche attività motorie. Ø Spiegare loro perché non possono avere certe cose. Possono averne alcune, altre no. Ø Portarli spesso all’aria aperta. Ø Avere in casa un clima allegro e caloroso. Ø Sviluppare dei “centri”: aiutarli ad avere il corpo di un atleta, l’orecchio di un poeta e il cervello di un computer. Ø Che sviluppino le proprie emozioni: storia, teatro, musica. Ø I bambini devono competere con se stessi, non con gli altri. Devono tentare di superare i loro traguardi.
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