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La religiosità nel mondo di oggi E-mail
Scritto da ANTS Artisti nonviolenti   

CASA SUIZA, BUENOS AIRES, ARGENTINA
6 GIUGNO 1986

Una cosa è la comprensione del fenomeno umano in generale ed un'altra, molto diversa, è l’esperienza [registro] personale dell'umanità dell’altro.

Prendiamo in esame la prima questione: la comprensione del fenomeno umano in generale.

Se si dice che ciò che caratterizza l'essere umano è la socialità o il linguaggio, oppure la trasmissione di esperienza, non si definisce in modo esaustivo l'essere umano, in quanto nel mondo animale (anche se sviluppate ad un livello elementare) troviamo tutte queste forme di espressione. Negli alveari, nei banchi di pesci, nei branchi, è possibile osservare meccanismi di riconoscimento di tipo chimico tra i singoli individui, da cui derivano forme di attrazione o di rifiuto. Tra gli animali esistono organizzazioni di tipo simbiotico con membri ospiti o parassiti, che poi ritroveremo in forme molto più sviluppate in certi raggruppamenti umani... E’ anche possibile riconoscere una sorta di "morale" animale e dei meccanismi sociali di punizione per coloro che la trasgrediscono anche se, dall’esterno, questi comportamenti possono essere interpretati come istinto di conservazione della specie oppure come il risultato della parziale sovrapposizione tra riflessi condizionati e non. Neanche un minimo di capacità tecnica è estraneo al mondo animale, come non lo sono i sentimenti di affetto, odio, pena e solidarietà tra membri di uno stesso gruppo o tra gruppi o tra specie.

 

LA RELIGIOSITA' NEL MONDO ATTUALE


Che utilità può avere affrontare il tema della religiosità nel mondo attuale? Dipende. Per chi si interessa dello sviluppo dei fenomeni sociali, ogni variazione nel campo delle credenze o della religiosità può risultare interessante. Per il politico il tema non è importante... se la religiosità è in declino, ma al contrario merita attenzione se la religiosità è in crescita. Noi, gente comune, possiamo essere attratti dall'argomento qualora esso abbia a che vedere con un qualche tipo di ricerca, o con un'aspirazione che vada oltre la nostra vita quotidiana. Non credo davvero che quanto dirò sia in grado soddisfare interessi tanto diversi.

Stando così le cose, non pretenderò di presentarvi un'esposizione scientifica secondo il modello usato dai sociologi, ma mi impegnerò a illustrare i miei punti di vista. Naturalmente non darò una definizione né della religiosità né della religione, ma lascerò i due termini nel vago, dando loro il significato più facilmente comprensibile dal cittadino medio. E' altrettanto evidente che non confonderemo una particolare religione - la sua chiesa, il suo culto, la sua teologia - con la religiosità o il sentimento religioso che è assai spesso alieno a qualunque chiesa, culto o teologia. Un tale stato di coscienza, un tale sentimento, sarà sicuramente diretto verso qualche oggetto, giacché in ogni stato di coscienza (e quindi in ogni sentimento) è sempre presente una struttura nella quale determinati atti di coscienza sono in relazione con determinati oggetti.

Spero che, date queste premesse, i più eruditi in questa materia sappiano accogliere le nostre ingenuità con un sorriso benevolo piuttosto che con un gesto di rimprovero. Apriamo dunque il pacchetto delle opinioni e vediamo se qualcuna può risultare di qualche utilità.

Io penso che:

1° - Negli ultimi decenni ha cominciato a svilupparsi un nuovo tipo di religiosità. 2° - Questa religiosità si lega ad un diffuso sentimento di ribellione 3° - E’ possibile che le religioni tradizionali vadano incontro a trasformazioni e riorganizzazioni sostanziali in conseguenza dell'impatto che subiranno da parte di questa nuova religiosità nonché, naturalmente, in conseguenza dei cambiamenti vertiginosi che si stanno dando all’interno di tutte le società. 4°- E' altamente probabile che tutti i popoli del pianeta subiscano grossi scossoni di ordine psico-sociale, nei quali interverrà, come fattore determinante, il nuovo tipo di religiosità cui abbiamo accennato.

D'altra parte, e per quanto la mia opinione possa essere contraria a quella della maggior parte dei ricercatori sociali, non credo che le religioni abbiano perso in dinamica; non credo che si stiano sempre di più allontanando dal potere di decisione politico, economico e sociale, né tantomeno credo che il sentimento religioso abbia cessato di commuovere la coscienza dei popoli.

Cerchiamo ora di sostenere queste opinioni con alcuni fatti.

Molti manuali affermano che se prendiamo in considerazione la fascia compresa tra il 20° e il 40° parallelo, latitudine Nord, e il 30° e il 90° meridiano, longitudine Est, troveremo la parte del globo in cui sono sorte le grandi religioni che hanno finito per espandersi in tutto il mondo. Per essere più precisi potremmo individuare tre punti, conosciuti oggi come Israele, Iran e India, che per millenni hanno funzionato, per così dire, come centri di pressione barometrica dello spirito umano, generando quelle specie di cicloni che hanno spazzato via sistemi politici, forme di organizzazione sociale e costumi precedenti al loro apparire; e nel contempo hanno portato una fede ed una speranza per quanti si sentivano senza alcun futuro in un sistema di potere e in un mondo agonizzanti.

L'Ebraismo ha prodotto una religione nazionale, nonché una religione missionaria di carattere universale: il Cristianesimo. A sua volta, il genio del popolo arabo ha tratto dalle diverse credenze delle sue varie tribù una religione anch'essa missionaria e universale, l'Islam, la quale fin dalle origini ha tratto dall'Ebraismo e dal Cristianesimo aspetti importanti della propria dottrina. Sia l'Ebraismo, in quanto religione nazionale, sia il Cristianesimo e l'Islam, in quanto religioni universali, oggi vivono e si trasformano.

Più ad oriente, in Iran, dall'antica religione nazionale se ne sono sviluppate altre, anch'esse missionarie e universali. Della religione madre oggi restano solo centomila fedeli in India, soprattutto a Bombay. Nel suo paese d'origine l'antica religione non ha ormai nessuna rilevanza, essendo l'Iran caduto in mano all'Islam. C'è però da dire che, quanto alle religioni missionarie, esse dall'Iran avanzarono sia verso Oriente che verso Occidente fino al IV secolo della nostra era, contrastando il passo al Cristianesimo al punto che, per un certo periodo, sembrarono imporsi: ma alla fine il Cristianesimo ebbe il sopravvento ed esse furono messe al bando, al pari del paganesimo antico. Così, le religioni nate in quei luoghi apparentemente scomparvero per sempre; ciò nonostante molti dei loro temi influenzarono l'Ebraismo, il Cristianesimo e l'Islam, generando eresie interne all'ortodossia di queste stesse religioni. La setta sciita dell'Islam, che è la religione ufficiale dell'Iran odierno, ha subito forti sommovimenti, ed è proprio in Iran che, nel secolo scorso, è sorta una nuova forza religiosa, il Bâ, da cui è derivata la fede Ba'hai.

In India, poi, dalla religione nazionale ne sono nate molte altre, tra le quali spicca il Buddhismo per il suo carattere missionario e universale. Sia la religione madre che altre (nate in epoca precedente) mantengono un grande vigore. E in questo secolo, per la prima volta, l'Induismo da religione nazionale ha iniziato a muoversi verso Occidente, inviando missioni tra le quali la più conosciuta è la fede Hare Krishna. Forse questa espansione costituisce una delle risposte all'arrivo in India del Cristianesimo, storicamente favorito dal colonialismo inglese.

Non lasciamo da parte altre importanti religioni come alcune tra quelle peculiari della Cina, del Giappone e dell'Africa Nera; o quelle, oramai scomparse, del continente americano. Il punto è che esse non furono capaci di creare delle grandi correnti religiose sovranazionali, come fecero invece il Cristianesimo, l'Islam o il Buddhismo. Fu grazie a questa capacità che il Cristianesimo arrivò in America e vi si diffuse stabilmente; mentre l'Islam, bandito dall'Europa, superò i confini del mondo arabo e si diffuse in tutta l'Africa, nonché in Turchia e in Asia, arrivando in Russia, India, Cina e Indocina. Il Buddhismo, da parte sua, si aprì la strada verso il Tibet, la Cina, la Mongolia, la Russia, il Giappone e tutto il Sud-est Asiatico.

Ma le grandi religioni universali furono travagliate dagli scismi praticamente fin dal loro sorgere e si divisero in sette. L'Islam in sunniti e sciiti, il Cristianesimo in nestoriani, monofisiti, e così via. Già al tempo delle riforme di Lutero, Calvino, Zwingli e degli Anglicani, il Cristianesimo risulta diviso in due grandi sette, genericamente chiamate Protestante e Cattolica, alle quali si deve aggiungere l'Ortodossa. Di modo che, con la frammentazione delle grandi religioni, appaiono le grandi sette. Se la lotta per il potere temporale tra le grandi religioni fu lunga e cruenta (basti pensare alle Crociate), la guerra tra le grandi sette di una stessa religione raggiunse livelli inauditi. Riforme e Controriforme di ogni genere devastarono il mondo nell'uno o nell'altro periodo. Fu così fino all'epoca delle rivoluzioni, il cui avvento segna l'inizio di quella che scolasticamente viene chiamata "Età Moderna".

In Occidente le rivoluzioni francese, inglese e americana moderarono gli eccessi religiosi, e nuove idee di libertà, uguaglianza e fraternità cominciarono a diffondersi nel tessuto sociale. E' l'epoca delle rivoluzioni borghesi: si assiste alla nascita di curiose tendenze, come quella del culto della dea Ragione, una forma di religiosità razionalista. Altre correnti, più o meno scientifiche, proclamano ideali ugualitari, arrivando a prospettare la necessità di una pianificazione della società: pianificazione che molto spesso assume risvolti da Vangelo Sociale... L'industrialismo ha ormai cominciato ad assumere un carattere specifico, e le scienze si vanno organizzando in base a nuovi schemi. In quest'epoca la religione ufficiale ha ormai perso terreno.

Nel Manifesto Comunista (5), Marx e Engels descrivono la condizione degli inventori di vangeli sociali. Cito il terzo articolo del capitolo III: "I sistemi socialisti e comunisti propriamente detti, i sistemi di Saint-Simon, di Fourier, di Owen, ecc., appaiono nel primo e poco sviluppato periodo della lotta fra proletariato e borghesia (...)". E più avanti: "Siccome gli antagonismi di classe si sviluppano di pari passo con lo sviluppo dell'industria, gli autori di questi sistemi non trovano neppure le condizioni materiali per l'emancipazione del proletariato e vanno in cerca, per crearle, di una scienza sociale e di leggi sociali. Al posto dell'azione sociale deve subentrare la loro azione inventiva personale; al posto delle condizioni storiche dell'emancipazione, condizioni fantastiche; al posto del graduale organizzarsi del proletariato come classe, un'organizzazione della società escogitata di sana pianta".

All'interno di queste correnti del Vangelo Sociale appare uno scrittore chiamato Auguste Comte, che lavora nel giornale di Saint-­Simon e collabora inoltre con questi alla redazione de Il Catechismo degli Industriali. Comte è noto per aver dato inizio ad una corrente di pensiero, il Positivismo, e per aver elaborato i concetti e lo stesso nome delle scienze sociali: la Sociologia. Comte arriva a scrivere Il Catechismo positivista e a fondare la "Religione dell'Umanità". Questo culto oggi come oggi sopravvive a stento in Inghilterra, mentre in Francia, suo luogo d'origine, è ormai del tutto scomparso: ma esso aveva raggiunto anche l’America, mettendo solide radici in Brasile con ricadute notevoli sulla formazione, non tanto religiosa quanto filosofica, di varie generazioni positiviste.

Intanto le nuove correnti sono approdate ad un ateismo militante, come nel caso di Bakunin e degli anarchici, nemici di Dio e dello Stato. In questi casi non si tratta semplicemente di irreligiosità, ma di furibondi attacchi contro tutto ciò che suona come religione e in particolare come Cristianesimo. Anche la frase di Nietzsche "Dio è morto" si è già fatta sentire.

Ma altri fattori di mutamento sono all'opera. In Svizzera, Leon Rivail lavora per mettere in pratica le idee di Pestalozzi, uno dei creatori della Pedagogia moderna: prende il nome di Allan Kardek e fonda uno dei movimenti religiosi più importanti degli ultimi anni, il cosiddetto "Spiritismo". Il libro degli Spiriti, di Kardek, viene pubblicato nel 1857 e il movimento a cui dà luogo si espande in Europa e in America e arriva fino in Asia.

Verranno poi la Teosofia, l'Antroposofia e altre forme d'espressione, che possiamo raggruppare più all'interno dell'occultismo che delle religioni. Né lo spiritismo né i gruppi occultisti hanno il carattere di sette interne ad una religione: si tratta di formazioni di altro tipo, comunque non aliene al sentimento religioso. Tali associazioni, tra le quali possiamo annoverare anche i Rosa-Croce e la Massoneria, ottengono i loro risultati maggiori nel secolo scorso, con l'eccezione dello Spiritismo che continua a conoscere un vigoroso sviluppo anche nel momento attuale.

Quando entriamo nel XX secolo il panorama è ormai caotico. Sono apparse sette cristiane come i Mormoni e i Testimoni di Geova e molte altre che sono sette di sette, in una colossale proliferazione. Altrettanto è successo in Asia, dove, come in Occidente, spesso i Vangeli Sociali hanno assunto un'inclinazione mistica. La cosa era successa già nell'ottocento in Cina, con i Tai-Ping, che negli anni Cinquanta si erano impadroniti di una parte importante del paese: era loro mancata solo la presa di Pechino per proclamare una repubblica socialista, collettivizzare i mezzi di produzione e stabilire l'uguaglianza nelle condizioni di vita del popolo. Le idee politiche proclamate dal "Re Celeste", capo del movimento, erano impregnate di Taoismo e di Cristianesimo. La lotta contro l'Impero era costata milioni di vite...

Nel 1910, in Russia, muore Tolstoi. Si era troppo allontanato dalla Chiesa Ortodossa e il Santo Sinodo aveva deciso di scomunicarlo. Era stato un cristiano convinto, ma a modo suo. Aveva proclamato il suo vangelo: "Non partecipare alla guerra; non giurare; non giudicare; non resistere al male con la forza".

Tolstoi abbandonò tutto: libri, casa, famiglia. Non era più, ormai, il brillante scrittore universalmente riconosciuto, l'autore di Anna Karenina e di Guerra e Pace. Era divenuto il mistico cristiano-anarco-pacifista, l'autentica fonte di una nuova proposta e di una nuova metodologia di lotta: la nonviolenza. L'anarco-pacifismo di Tolstoi, insieme alle idee di Ruskin e al Vangelo Sociale di Fourier (uno dei filosofi citati da Marx ed Engels nel brano del Manifesto citato in precedenza), trova nuova forma in un giovane avvocato indiano che lotta per la non-discriminazione razziale in Sudafrica: Mohandas Gandhi (6). Questi, seguendo il modello di Fourier, fonda un falansterio, ma soprattutto si dedica a sperimentare una nuova forma di lotta politica. Ritorna in India e, negli anni seguenti, intorno alla sua persona si aggrega il movimento di indipendenza indiano. Con lui iniziano le marce pacifiche, gli scioperi a braccia incrociate, i sit-in stradali, gli scioperi della fame, le occupazioni pacifiche... In una parola, tutto ciò che Gandhi chiama "resistenza civile".

Non si tratta più di occupare i centri nevralgici, secondo la tattica rivoluzionaria di Trotsky. Si tratta del contrario: fare il vuoto. Ecco allora sorgere una strana opposizione: la forza morale opposta alla prepotenza economica, politica e militare. Con Gandhi, sicuramente, non siamo più in presenza di un pacifismo piagnucoloso ma di una resistenza attiva. Probabilmente è questo il tipo di lotta più coraggioso, in cui alle pallottole degli invasori e dei colonizzatori occidentali si oppongono il corpo e le mani nude. Gandhi, questo "fachiro nudo", come lo chiama il Primo Ministro inglese, vince la guerra d'indipendenza, e subito dopo viene assassinato.

Intanto il mondo ha compiuto una svolta straordinaria. E' scoppiata la Prima Guerra Mondiale e la Rivoluzione Socialista ha trionfato in Russia. Questa rivoluzione dimostra nei fatti che le idee considerate utopistiche dai benpensanti dell'epoca non solo vengono applicate ma modificano la realtà sociale. Le nuove strutture organizzative e il sistema di pianificazione del futuro della Russia cambiano la carta politica dell'Europa. La filosofia che organizza le idee della rivoluzione comincia a diffondersi impetuosamente nel mondo. Il marxismo passa rapidamente non più da un paese all'altro ma da un continente all'altro.

E' bene ricordare alcuni avvenimenti di quest'epoca di guerra (1914-18). Qualsiasi manuale di storia riporta più o meno questi fatti: Richardson formula la teoria elettronica della materia; Einstein presenta la Teoria Generale della Relatività; Windhaus studia gli aspetti fondamentali della Chimica Biologica; Morgan i meccanismi dell'ereditarietà mendeliana; Mayerhof la fisiologia muscolare; Juan Gris rivoluziona la pittura; Bartok scrive le Danze Ungheresi, e Sibelius la Sinfonia N. 5; Siegbahn studia lo spettro dei Raggi X; Pareto scrive il suo Trattato di Sociologia Generale; Kafka, la Metamorfosi; Spengler Il Tramonto dell'Occidente; Majakovsky il Mistero Cosmico; Freud pubblica Totem e Tabù e Husserl Idee per una Fenomenologia.

Comincia la guerra aerea e sottomarina; si usano i gas asfissianti. In Germania nasce il gruppo "Spartacus"; in Palestina si spezza il fronte turco; Wilson proclama i suoi "14 Punti"; i Giapponesi penetrano in Siberia; scoppiano rivoluzioni in Austria e in Germania; viene proclamata la Repubblica in Germania, Ungheria e Cecoslovacchia; nasce lo Stato jugoslavo e la Polonia conquista l'indipendenza; l'Inghilterra concede il voto alle donne; viene aperto il canale di Panama; in Cina si reinstaura l'Impero; i Portoricani diventano cittadini statunitensi; viene proclamata la Costituzione messicana.

Siamo agli albori della rivoluzione tecnologica, del crollo del colonialismo e dell'espansione dell'imperialismo su scala mondiale. Negli anni seguenti la lista degli eventi decisivi diventa lunghissima e citarla sarebbe improponibile: tuttavia, per i fini che ci siamo proposti, è necessario ricordare alcuni di tali eventi. Nella scienza, Einstein rende la ragione più elastica: non ci sono più verità assolute ma solo verità relative ad un sistema. Freud postula che la ragione stessa sia mossa da forze oscure che, lottando contro le sovrastrutture della morale e dei costumi, determinano la vita umana. Il modello atomico di Bohr propone una struttura della materia dove predomina il vuoto... tutto il resto è costituito da cariche elettriche e masse infinitesimali.

Secondo gli astrofisici, l'universo, dopo l'esplosione iniziale che lo ha visto nascere, continua ad espandersi formando galassie, grappoli di galassie e universi-isole; questo processo, che comporta necessariamente un aumento di entropia, si concluderà con una catastrofe... In una galassia a spirale, scarsamente popolata (solo cento miliardi di stelle), c'è un sole giallastro, situato in posizione periferica a trentamila anni-luce dal centro del sistema. Un'assurda particella di dodicimila chilometri di diametro gira intorno a questo sole all'insignificante distanza di otto minuti-luce; e in questa particella è scoppiata una nuova guerra dove sono coinvolti anche i punti tra loro più distanti...

I fascismi avanzano. Un loro esponente aveva già gridato "Viva la morte!", ma questa nuova guerra non è un conflitto religioso, è la lotta condotta da uomini d'affari e ideologie deliranti: genocidi e olocausti, fame, malattie e distruzioni a un livello prima sconosciuto. La vita umana si riduce all'assurdo. Alcuni pensano: "Perché esistere?", "Che cosa significa esistere?". Il mondo è esploso.

I sensi ingannano; la realtà non è quella che percepiamo. Un giovane fisico, Oppenheimer dirige il progetto Manhattan e nel contempo studia il sanscrito per avvicinarsi alla filosofia vedica. All'alba dell'8 agosto 1945, entra nella storia. Sulla terra è esploso un sole in miniatura: l'era nucleare è iniziata, ma con essa termina anche la Seconda Guerra Mondiale. Altri uomini hanno distrutto Hiroshima e Nagasaki.

Non esiste ormai civiltà o punto del pianeta che non si trovi a contatto con gli altri. non si tratta solo dello scambio di prodotti per via aerea, marittima, ferroviaria; si tratta della comunicazione attraverso segni linguistici, grazie alla trasmissione della voce umana e dell'informazione che possono arrivare istantaneamente in tutti i punti del pianeta. Mentre le ferite del mondo si cicatrizzano, il Pakistan e l'India diventano indipendenti e scoppia la guerra in Indocina. Nascono lo Stato d'Israele e la Repubblica Popolare Cinese, guidata da Mao.

Nel 1951 nell'Europa socialista nasce il Comecon e in quella occidentale la Comunità del Carbone e dell'Acciaio. Siamo in piena guerra di Corea, mentre tra capitalismo e socialismo prosegue quell'altra guerra meglio nota come "guerra fredda". Negli Stati Uniti il senatore Mac Carthy inizia la caccia alle streghe: persone sospette o spie minori, come i coniugi Rosenberg, vengono destituite dai loro incarichi, arrestate o uccise. Nell'altro campo, lo stalinismo si macchia di ogni genere d'atrocità e repressioni; ma quando Stalin muore Kruscev prende il potere, e svela al mondo la realtà dello stalinismo. Gli intellettuali in buona fede, che consideravano le accuse all'URSS come propaganda dell'Occidente, sono esterrefatti. Scoppiano disordini in Polonia e Gomulka torna al potere. Esplode la rivolta in Ungheria. La dirigenza dell'URSS deve scegliere se difendere la sicurezza nazionale russa o la sua immagine internazionale. Sceglie la sicurezza nazionale: i carri armati sovietici invadono l'Ungheria. Per il partito è uno shock di dimensioni mondiali.

Cominciano a soffiare venti nuovi. La nuova fede entra in crisi: In Africa i movimenti di liberazione si succedono l'uno all'altro; cambiano le frontiere dei paesi; il mondo arabo è in preda ad una sorta di convulsione; in America Latina si acutizzano le ingiustizie sulle quali fondano la loro forza i regimi tirannici lì sorti come tardive imitazioni dei fascismi europei. Colpo di stato dopo colpo di stato, i dittatori si susseguono. Gli Stati Uniti, che ormai hanno assunto la struttura di un impero, considerano l’America Latina come il loro cortile di casa. L'enorme ricchezza del Brasile è in poche mani: il paese cresce e le sue stridenti disuguaglianze si accentuano.

E' un gigante addormentato che si sta svegliando: le sue frontiere toccano quasi tutti i paesi del Sud America; i suoi culti, come la Umbanda e il Candomblè originari dell'Angola e di altre regioni africane, si diffondono in Uruguay, Argentina e Paraguay. La "Svizzera d'America", come era chiamato l'Uruguay, dichiara bancarotta. L'Argentina, la cui economia era basata sull'agricoltura e la pastorizia, ha subito grandi trasformazioni. In questo paese sono apparsi i più straordinari movimenti di massa che l'America ricordi: qui un presidente di grande popolarità e sua moglie, una donna dotata di grande carisma(7), avevano definito la propria dottrina con il termine "mistica sociale"; sempre qui, prima di loro, era salito al potere un presidente di tendenza politica quasi opposta ma altrettanto popolare che proveniva dai circoli spiritisti e krausisti (8); qui nel 1955, molte chiese cattoliche vengono date alle fiamme... che cosa sta succedendo in Argentina? Il paese, prima tranquillo, non è più il "granaio del mondo", e lotta per scrollarsi di dosso i resti del colonialismo economico britannico. In questi conflitti si forma Ernesto "Che" Guevara, che più tardi, dopo la rivoluzione che nel 1959 depone Batista, farà parte del gruppo che governerà Cuba.

Poi continuerà la sua lotta in altri paesi e in altri continenti (una rivolta guevarista sarà sconfitta in Sri Lanka). L'influenza del “Che” farà esplodere la guerriglia giovanile in diverse parti del mondo. Egli è insieme il teorico e l'uomo d'azione; usa le antiche parole di San Paolo, cerca di definire l'"uomo nuovo". Con tono quasi poetico dirà: "Da oggi la storia dovrà tener conto dei poveri d'America". A poco a poco si allontana dalle sue concezioni di partenza. La sua immagine resta fissata in una fotografia che fa il giro del mondo. E' morto. In un luogo sperduto della Bolivia diventa il Cristo de las Higueras.

In questo periodo la Chiesa Cattolica pubblica numerosi documenti sulla questione sociale e organizza l'internazionale Social-Cristiana che assume nomi diversi nei diversi paesi. In più parti d'Europa la Democrazia Cristiana si impone in campo politico: da allora in avanti, nel Vecchio Continente, il potere oscillerà tra socialdemocratici, socialcristiani e liberal­conservatori.

Il social-cristianesimo si diffonde anche in America Latina. Intanto in Giappone lo Shintoismo, in quanto religione imperiale, ha attraversato una grave crisi: ed ecco che dal Buddhismo nasce la piccola setta Soka Gakkai, che nell'arco di sei anni arriva ad avere sei milioni di credenti. A quel punto lancia il Komeito che diventa il terzo partito politico del paese.

Nel 1957 l'URSS mette in orbita il primo satellite artificiale. Dopo questa impresa almeno due cose diventano chiare per il grande pubblico:

1) i viaggi interplanetari sono possibili;

2) usando i satelliti come antenne di ricezione e trasmissione, è possibile collegare attraverso la televisione tutto il pianeta.

Grazie ai satelliti per telecomunicazioni, le immagini vengono trasmesse a qualunque punto in cui si trovi un ricettore. La rivoluzione elettronica spazza via le frontiere. E così, naturalmente, sorge un altro problema: quello della manipolazione dell'informazione e dell'utilizzo di una propaganda altamente sofisticata. Ora il Sistema entra in ogni casa, ma vi entra anche l'informazione.

Dopo gli esperimenti nucleari nell'atollo di Bikini si impone nella moda il costume da bagno che porta lo stesso nome. I vestiti di Mao Tze Tung entrano a far parte dell'abbigliamento informale. L'opulenza fisica di Marilyn Monroe, Anita Ekberg, Gina Lollobrigida lascia il posto ad un altro genere, l'unisex, che tende ad attutire le differenze tra i sessi. I Beatles diventano il nuovo modello giovanile. In tutto il mondo, i ragazzi desiderano i loro jeans. Nella piramide demografica europea gli uomini hanno subito un calo numerico proporzionale notevole.

Già a partire dal periodo bellico le donne occupano posti lavorativi, e a livello direttivo: ma lo stesso accade negli Stati Uniti e in altre parti del mondo, che pure non hanno conosciuto la carneficina della guerra con la stessa intensità dell'Europa. E' un fenomeno mondiale, nonostante le resistenze degli assertori della discriminazione... che però non procede alla stessa velocità di altri. In Svizzera la proposta di estendere il voto alle donne è nuovamente bocciata; ma, comunque sia, le ragazze sono ormai nelle scuole, nei licei e nelle università, fanno militanza politica e protestano contro l'establishment.

Alla fine degli anni Sessanta la rivoluzione giovanile esplode simultaneamente in tutto il mondo. Prima gli studenti del Cairo, poi quelli di Nanterre e della Sorbona. L'onda arriva a Roma e a tutta l'Europa. In Messico le forze di sicurezza uccidono 300 studenti. Le giornate del Maggio '68 fanno ammutolire i partiti politici. Nessuno sa bene cosa stia succedendo... neppure i protagonisti.

E' una marea psicosociale che sale. I protagonisti del Maggio proclamano: "Non sappiamo che cosa vogliamo, però sappiamo che cosa non vogliamo". Che cosa vogliamo?.. "L'immaginazione al Potere!". Le manifestazioni di studenti e di giovani operai si ripetono in vari paesi. A Berkeley assumono il carattere di opposizione alla guerra in Vietnam; in Europa e in America Latina le motivazioni sono diverse ma in ogni caso è la simultaneità del fenomeno che sorprende.

La nuova generazione dimostra che il pianeta è unificato. In Francia, allo sciopero del 20 Maggio aderiscono sei milioni di operai; il governo organizza contromanifestazioni e il regime di De Gaulle traballa. Negli Stati Uniti il leader dei diritti civili, il pastore protestante Martin Luther King, cade assassinato. Hippies, yippies(9), mode contestatarie e musica, molta musica, danno il tono al nuovo ambiente giovanile. Una parte di questa nuova generazione si avventura su tre diverse strade: la guerriglia, la droga e la mistica.

Ciascuna delle tre vie è separata dalle altre due, e generalmente vi entra in conflitto, ma tutte sembrano contenere lo stesso segno di ribellione al Sistema. I guerriglieri si organizzano in colonne, come la Baader-Meinhoff o le Brigate Rosse, o in commandos, come i Tupamaros, i Montoneros, il M.I.R.(10), ecc.

Il modello per molti è Che Guevara. Uccidono e si uccidono. Altri prendono a modello l'insegnamento di Aldous Huxley e dei grandi psichedelici come Baudelaire. Anche tra di loro molti si suicidano. Infine il terzo gruppo esplora ogni possibilità di cambiamento interiore; ha come modello Alan Watts(11), San Francesco d'Assisi e la cultura orientale in generale, e anche in questo gruppo molti si autodistruggono.

E' chiaro che il totale di questi tre gruppi costituisce una minima parte della nuova generazione, ma in ogni caso rappresenta un sintomo dei nuovi tempi. La reazione del Sistema non si fa attendere: "tutti i giovani sono sospetti".

La caccia ha inizio, ovunque, con metodi brutali o sofisticati a seconda dei mezzi di cui si dispone nei diversi paesi. Fenomeni politici come l'IRA (Movimento di Liberazione Irlandese(12)) o l'organizzazione basca ETA, o il movimento corso, o, infine, l'OLP (Palestinese) non rispondono esattamente allo schema generazionale che stiamo descrivendo. Sono casi differenti anche se, in alcune occasioni, si incrociano.

Nel 1969 gli Stati Uniti inviano il primo uomo sulla Luna. Lo sbarco è teletrasmesso in diretta. Già dal tempo della "Guerra dei Mondi", che seminò il panico negli Stati Uniti, la fantascienza ha guadagnato molto terreno. Ormai non si tratta solo di marziani che lottano contro i terrestri: in molti racconti, film o serie televisive, i protagonisti sono robot, computer, mutanti, androidi o semidei. Proviamo a ricordare. A partire dal 1945, in molti paesi è cresciuto il numero di segnalazioni di strani oggetti avvistati in cielo. A volte si tratta di luci di difficile classificazione.

Si comincia a designarli con il nome di "dischi volanti" o più genericamente con quello di UFO. Le loro apparizioni sono intermittenti. Psicologi come Jung si occupano del tema. Fisici e astronomi ne danno spiegazioni scettiche.

Alcuni scrittori, come Cocteau, arrivano ad affermare che si tratta di "esseri del futuro che tornano a sfiorare il loro passato".

Dappertutto sorgono centri di osservazione, spesso collegati tra loro, e iniziano le pratiche di "contatto" con supposti esseri di altri mondi. Al giorno d'oggi questo tipo di credenza ha guadagnato uno spazio considerevole.

L'avvistamento di UFO è segnalato con maggiore frequenza nelle Isole Canarie, nel sud della Francia, nel sud dell'URSS, nella costa occidentale degli Stati Uniti, in Cile, in Argentina, in Brasile. Nel 1986, il governo di quest'ultimo paese dichiara ufficialmente l'avvenuto contatto visivo e radar con UFO. E' la prima volta che un governo fa un'affermazione simile. Nella dichiarazione si sottolinea anche il fatto che la forza aerea ha inseguito l'oggetto volante...

Come abbiamo detto prima, il Cattolicesimo ha riconquistato spazio grazie ai partiti politici confessionali; ma l'Islam non gli è stato da meno. Numerose monarchie e governi moderati vengono abbattuti e le repubbliche islamiche si moltiplicano. Dunque, già a partire dagli anni Settanta, le grandi religioni recuperano spazio politico ed economico: tuttavia c'è una grande preoccupazione per la fede. Tutti comprendono che non basta recuperare il terreno che a suo tempo era stato sottratto dalle forze politiche, non basta diventare gli intermediari tra il cittadino e lo Stato, tra il bisogno e la sua soddisfazione. Acuti osservatori musulmani avvertono che molte cose sono cambiate. L'antica organizzazione tribale risulta assai indebolita; la ricchezza dovuta al petrolio è stata incanalata, in molti paesi, verso l'industrializzazione, e cominciano a sorgere grandi centri urbani. Le famiglie diventano meno numerose e si riducono a vivere in appartamenti. Dai paesi più poveri si moltiplica l'esodo verso l'Europa alla ricerca di un posto di lavoro; per gli emigranti, il paesaggio della gioventù è un ricordo lontano. I paesi musulmani, che iniziano a godere della prosperità che gli deriva dal petrolio, scoprono allo stesso tempo l'influenza delle istituzioni, i comportamenti e le mode del modello occidentale, in particolar modo tra le classi socialmente dominanti. In questo clima di cambiamento, lo Scià dell'Iran impone l'occidentalizzazione forzata, e lo fa dispoticamente, giacché possiede l'esercito più pesantemente armato di tutto il Medio Oriente. La mano d'opera agricola, assai arretrata, è assorbita dai centri petroliferi, le città crescono per l'esodo interno... tutto è sotto controllo. C'è solo un leader dissidente, ma non si tratta di un politico. Vive in esilio in Francia, mentre i vari partiti politici, controllati dalla Savak, la polizia segreta iraniana, portano avanti un gioco diretto dai loro padroni stranieri. E' ovvio che nessuno presti attenzione ad un vecchio teologo dell'Università di Quom. "Niente di serio", pensano tanto gli analisti politici dell'URSS che gli occidentali. All'improvviso il ciclone dell'antico Iran si mette nuovamente in moto. Ecco riapparire il creatore di correnti spirituali universali, il formatore di eresie, di lotte religiose. Nel giro di una settimana il mondo intero assiste attonito ad una reazione psicosociale a catena... sembra un sogno. I governi si succedono uno all'altro, l'amministrazione pubblica si svuota, si liquefà. L'esercito rimane paralizzato e si autodistrugge. Solo l'ordine religioso funziona. Nelle moschee i mullah e gli ayatollah seguono i dettami del mitico Imam. Tutto quello che viene dopo è storia molto triste, molto sanguinosa e molto recente. Khomeini ha detto: "Il governo islamico è governo di diritto divino e le sue leggi non possono essere cambiate, né riformate né discusse. La differenza fondamentale tra un governo islamico e i diversi governi monarchici e repubblicani risiede nel fatto che in questi ultimi sono i rappresentanti dello Stato o gli eletti dal popolo a proporre e votare le leggi, mentre nell'Islam l'unica autorità è l'Onnipotente e la sua volontà divina". A sua volta Muhammar Al Gheddafi, in un discorso dell'ottobre del 1972 a Tripoli, aveva affermato: "L'Islam è una verità immutabile; dà all'uomo la sensazione di sicurezza giacché sorge da Dio. Le teorie inventate dall'uomo possono essere generate dalla follia, come lo fu quella annunciata da Malthus. Anche le leggi dettate dall'uomo non sono esenti da falsità e farneticazioni. Da questo si deduce che è completamente erroneo governare la società umana in nome di leggi temporali o di Costituzioni".

Ho evidentemente citato i brani di Khomeini e Gheddafi fuori contesto. Ma ciò che mi premeva trasmettere era un aspetto chiave del fenomeno religioso islamico, e ciò la subordinazione a sé di ogni attività e quindi anche di quella politica. E questo modo di pensare, che sembrava in regresso, si sta invece rinvigorendo. Sappiamo che l'Islam sta prendendo piede negli Stati Uniti. In Francia, oggi come oggi, esistono 200.000 convertiti e non si tratta di arabi o di loro discendenti. Naturalmente cito questi casi solo come esempio, perché anche l'Islam si è profondamente trasformato per poter avanzare verso Occidente. Le forme derviscie e sufi sono casi particolari della stessa tendenza.

Nel caso del Cristianesimo troviamo che, dall'una all'altra delle sue grandi sette, c'è una mobilità. Così, mentre i Protestanti costituiscono in qualche modo la "religione ufficiale" di un paese, e tendono ad occuparne i centri di potere, i Cattolici ne guadagnano la periferia. Viceversa, nei paesi definiti "cattolici", le sette protestanti occupano la periferia abbandonata dai Cattolici stessi. Questo cambiamento è rapido, percettibile, il che mette entrambe le sette in allarme, in misura inversamente proporzionale alla posizione di potere occupata. In questa lotta, a volte, gruppi appartenenti all'una o all'altra setta ricorrono a colpi bassi. Non si può dare la colpa al Protestantesimo in generale se un demente, chiamato Manson, porta sempre con sé una croce e una Bibbia quando assassina le sue vittime, o se cristiani protestanti del "Tempio del Popolo" finiscano per compiere, in una parodia di Masada, assassini e suicidi collettivi nella Guyana... Questi, secondo la mia opinione, sono fenomeni propri di quello scossone psicosociale di cui parlavamo e valgono come sintomi di avvenimenti di più ampia portata ai quali la società attuale sembra avvicinarsi molto.

A mio parere, il Cattolicesimo ha la possibilità di recuperare una parte dell'influenza persa in America Latina e quindi, di rimbalzo, anche in Africa. Questa possibilità è in gioco in quello che sarà il destino della cosiddetta "Teologia della Liberazione". In questo caso Cristianesimo e Vangelo Sociale sono compatibili. Al momento il Nicaragua ne è il migliore esempio. Durante la prima intervista tra Fidel Castro e Frate Betto, all'Avana, giovedì 23 Maggio 1985 alle 21, il sacerdote ha fatto la seguente dichiarazione: "Comandante, sono sicuro che questa è la prima volta che un capo di Stato di un paese socialista concede un'intervista esclusivamente sul tema della religione. L'unico precedente, in questo senso, è un documento sulla religione pubblicato dalla Direzione Nazionale del Fronte Sandinista di Liberazione Nazionale del Nicaragua, nel 1980. Quella è stata la prima volta che un partito rivoluzionario al potere ha pubblicato un documento su questo tema: e da allora non c'è stata una parola più informata o più profonda, anche dal punto di vista storico, sull'argomento. E considerando che in questo momento il problema religioso gioca un ruolo ideologico fondamentale in America Latina; considerando l'esistenza di numerose Comunità Ecclesiali di Base - gli indigeni del Guatemala, i contadini del Nicaragua, gli operai del Brasile e di molti altri paesi -; considerando infine l'offensiva dell'imperialismo che a partire dal Documento de la Santa Fé vuole combattere direttamente l'espressione teorica di questa Chiesa impegnata con i poveri, cioè la Teologia della Liberazione, considerando tutto ciò penso che questa intervista e il contributo da Lei dato siano molto importanti", ecc. Da parte sua, Armando Hard, Ministro della Cultura di Cuba, celebrando il dialogo cristiano-marxista, afferma quanto segue nella sua introduzione al libro Fidel Castro e la religione,: "Questo è di per sé un evento straordinario nella storia del pensiero umano. In queste righe, l'aspetto etico-morale appare caricato di tutto il senso umano che unisce tutti coloro che combattono per la libertà e in difesa degli umili e degli sfruttati. Perché può avvenire questo miracolo? Sociologi, filosofi, teologi e tutta una vasta gamma di intellettuali di vari paesi dovrebbero porsi questa domanda".

...Per quanto ci riguarda, questa domanda noi non ce la poniamo più. Ci sembra chiaro che la religiosità è in espansione. Qui come negli Stati Uniti, in Giappone come nel mondo arabo e nei paesi dell'area socialista, Cuba, Afghanistan, Polonia, URSS. Il dubbio che abbiamo, piuttosto, riguarda la capacità delle religioni ufficiali di rendere questo fenomeno compatibile con il nuovo paesaggio urbano. Saranno in grado di farlo o ne saranno travolte? Potrebbe darsi che una religiosità diffusa cresca attraverso gruppi piccoli e caotici, senza costituire una chiesa vera e propria; in questo caso sarebbe difficile comprendere il fenomeno nella sua reale portata. Sebbene il paragone non sia del tutto legittimo, mi permetto di ricordare un lontano precedente: nella Roma imperiale, mentre la religione ufficiale perdeva forza, culti e superstizioni di tutti i tipi arrivarono dalle provincie periferiche. E uno di quei gruppi insignificanti finì per diventare una chiesa universale... E' chiaro che oggi, per potersi sviluppare, questa religiosità diffusa dovrà saper combinare insieme il paesaggio e il linguaggio di quest’epoca (il linguaggio della programmazione, della tecnologia, dei viaggi spaziali) con un nuovo “Vangelo Sociale”.

Non c'è altro. Molte grazie.

Note all'introduzione:

(1) Nel 1963, in Argentina, il peronismo venne messo fuori legge, e nel 1966 un colpo di stato porta alla Presidenza della Repubblica Juan Carlos Ongania (N.d.T.).

(2) Si tratta del governo presieduto dal generale Alejandro Lanusse, che il 26 marzo del 1971 era succeduto ad un altro generale, Roberto Levingston, a sua volta insediatosi dopo il rovesciamento di Ongania. Va inoltre notato che, pochi mesi dopo i fatti di Cordoba e di Mar del Plata, Juan Peron tornerà in Argentina dopo diciassette anni d'esilio: è il 17 novembre del 1972 (N.d.T.).

(3) Pérez si riferisce al periodo immediatamente successivo alla morte di Peron (1 luglio 1974), e in cui venne nominata Presidente la sua seconda moglie, Isabel Martinez: un anno e mezzo più tardi "Isabelita" viene rovesciata da una giunta militare capeggiata dal generale Jorge Rafael Videla. Inizia il periodo più buio della repressione, tristemente noto come matanza (mattatoio): il 22 aprile 1985, sotto la presidenza del radicale Raul Alfonsìn, i militari verranno processati, e Videla sarà condannato all'ergastolo; nell'ottobre del 1989 il presidente peronista Carlos Menem firmerà l'indulto che li rimetterà in libertà "per avere soltanto obbedito agli ordini" (N.d.T.).

(4) A marzo del 1981 il generale Videla era stato sostituito dal generale Roberto Viola; a dicembre divenne presidente il generale Galtieri, che nell'aprile del 1982, proprio mentre Silo veniva invitato alla Fiera del Libro, dava inizio alla guerra delle Malvine-Falkland (N.d.T.).

Note a LA RELIGIOSITA' NEL MONDO ATTUALE:

(5) Karl Marx e Friedrich Engels, Manifesto del Partito comunista, Londra 1848; le citazioni sono tratte dall'edizione italiana a cura di Franco Ferri per la traduzione di Palmiro Togliatti, Editori Riuniti, Roma 1947 (N.d.T.).

(6) Mohandas Karamchad Gandhi, nato a Portbandar (Kathiawar, India) il 2 ottobre 1869, ucciso a Delhi il 25 gennaio 1948. Il falansterio cui l'autore si riferisce poco più avanti fu fondato da Gandhi, che vi si trasferì con la famiglia, nel 1904 in una fattoria nei pressi di Phoenix, nel Transvaal, e comprendeva una tipografia nella quale veniva stampato, tra l'altro, il giornale Indian Opinion (N.d.T.).

(7) L'autore si riferisce, ovviamente, a Juan Peron, eletto presidente nel 1946, e a sua moglie Evita Duarte (N.d.T.).

(8) Silo si riferisce a Karl Krause (1781-1832) filosofo ed educatore tedesco le cui idee religiose ebbero grande seguito in Spagna e nel mondo ibero-americano intorno alla fine del secolo scorso (N.d.T.).

(9) Mentre non ci sarà bisogno di spiegare cosa si intenda con hippies, sarà forse opportuno ricordare che yippies deriva da Y.I.P., Youth International Party (Partito Internazionale della Gioventù), nato sul finire del 1967 negli Stati Uniti nell'ambito del movimento; notizie più precise in Fernanda Pivano, Beat Hippie Yippie, Arcana Editrice, Collana "Situazioni", Roma 1973 (N.d.T.).

(10) Con la sigla M.I.R. l'autore si riferisce al Movimento Izquierda Revolucionaria (Movimento Sinistra Rivoluzionaria) cileno (N.d.T.).

(11) Alan W. Watts fu autore, nel febbraio del 1967, insieme a Timothy Leary, Allen Ginsberg e Gary Snider, del Dialogo di Sausalito, testo cruciale per la comprensione della terza componente generazionale di cui scrive Silo; in Italia venne tradotto da Fernanda Pivano e pubblicato sul numero 1 di Pianeta Fresco, Edizioni East 128, Milano dicembre 1967. Di Watts sono usciti in Italia Beat Zen & altri saggi, Arcana Editrice, Collana Universalia Amalgamania, Roma 1972 (di difficile reperimento), nonché Il significato della felicità, Il libro sui tabù che ci vietano la conoscenza di ciò che veramente siamo, e Il Tao - la via dell'acqua che scorre, tutti editi da Astrolabio-Ubaldini, Roma.

(12) La sigla IRA, originariamente, indicava l'Irish Republican Army (Esercito Irlandese Repubblicano), anche se in seguito si è giocato sulla possibilità di leggere la R come iniziale di Revolutionary: in ogni caso il modello di riferimento è quello dell'esercito, dell'armata, piuttosto che del Movimento di Liberazione (N.d.T.).


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