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Sviluppo personale nonviolento
Le tre vie della sofferenza | Le tre vie della sofferenza |
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| Scritto da ANTS Artisti nonviolenti | |
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L’essere umano possiede due facoltà molto importanti: la memoria e l’immaginazione. Senza di esse è impossibile realizzare le attività di ogni giorno. Quando anche una sola di esse diminuisce di potenza o subisce una qualche alterazione, le attività quotidiane sono difficoltose. Senza di esse è Memoria ed immaginazione sono fondamentali per la vita; pertanto, quando, invece di aiutarci a progredire, ci racchiudono nel cerchio della sofferenza, è necessario prendere provvedimenti adeguati per modificare la nostra situazione. Può succedere che la memoria produca continuamente ricordi negativi e quindi non ci fornisca più l’aiuto di cui abbiamo bisogno nella vita quotidiana. Altrettanto può accadere se l’immaginazione ci presenta continuamente timori, angosce e paura del futuro. Possiamo considerare la sensazione (cioè quello che percepiamo in ogni istante) come l’altra facoltà decisiva per la vita. Grazie ad essa, vediamo, ascoltiamo, tocchiamo, ecc., ed inoltre ci rendiamo conto di ciò che succede intorno a noi. Alcune delle cose che sentiamo ci piacciono, altre no. E’ chiaro che, se abbiamo fame, se riceviamo una percossa o se sentiamo troppo freddo o troppo caldo, registriamo dolore attraverso la sensazione. Ma oltre al dolore che è fisico, possiamo sperimentare la sofferenza che è mentale. Sperimentiamo sofferenza quando non ci piace ciò che vediamo nel mondo che ci circonda o quando ci sembra che esso non sia come dovrebbe essere. La memoria, l’immaginazione e la sensazione sono tre vie necessarie alla vita. Tuttavia, esse si possono trasformare in nemiche della vita se la loro attività produce sofferenza. La memoria ci fa soffrire quando ricordiamo i fallimenti, le frustrazioni che abbiamo patito o gli oggetti, le persone care, le opportunità che abbiamo perduto. L’immaginazione ci fa soffrire quando proiettiamo cose negative nel futuro; e questo fa sorgere in noi il timore: timore di perdere ciò che abbiamo, timore della solitudine, della malattia e della morte. L’immaginazione, inoltre, ci fa soffrire quando pensiamo che ci sarà impossibile, in futuro, ottenere ciò che desideriamo per noi o per altre persone. La sensazione ci fa soffrire quando ci rendiamo conto che la nostra situazione non è come dovrebbe essere, quando non siamo apprezzati nella famiglia o nella società, quando siamo danneggiati nel nostro lavoro, quando ci scontriamo con impedimenti che bloccano le cose che stiamo realizzando. Quindi se le tre facoltà fondamentali per la vita funzionano male, si trasformano nelle tre vie della sofferenza. Dobbiamo anche riconoscere che le tre vie si intersecano, per cui, quando qualcosa funziona male in una, anche le altre risultano influenzate da quel cattivo funzionamento. E’ indubbio infatti che esse abbiano molti punti in comune tra di loro. Le esperienze della Comunità agiscono proprio sulle tre vie della sofferenza, eliminando ciò che impedisce un loro corretto funzionamento, affinché la vita possa svilupparsi senza impedimenti. Ma dobbiamo riconoscere che se siamo disorientati o se non abbiamo una finalità, un senso nella vita, finiamo per perderci nelle tre vie della sofferenza senza sapere come rimuovere gli ostacoli dal nostro cammino, perché non comprendiamo neppure dove stiamo andando. E’ certo che la scoperta di un senso nella vita è ciò che più ci aiuta a convertire le tre vie della sofferenza in tre vie positive per l’esistenza.
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