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Le false soluzioni. E-mail
Scritto da ANTS Artisti nonviolenti   

La persona che dice: “ Se avessi più soldi sarei felice”, dovrebbe, prima di fare questa affermazione, svolgere una piccola indagine fra coloro che hanno più soldi. Allora saprebbe che essi non hanno raggiunto la felicità.

Oltre alla ricchezza, potremmo analizzare un lungo elenco di situazioni desiderabili, ma alla fine troveremmo sempre la sofferenza.

E’ chiaro che molti confondono un breve istante di felicità con uno stato di felicità che cresce con il passare del tempo. Vediamo un esempio: un poeta può dire: “ Mi basta guardare un fiore per essere felice ”.

E’ possibile che guardando il fiore si senta felice…ma per un breve istante. Lo stesso vale per qualunque azione che dia piacere. Il piacere dell’istante muore nell’istante. Invece, lo stato di felicità, per piccolo che sia, se si protrae nel tempo, può crescere. Ma questa crescita è possibile solo se lo stato di felicità è orientato da un senso della vita e non da un atto che subito muore.

Noi non diciamo che il piacere sia dannoso, diciamo che è breve. Diciamo che esso va bene nel momento in cui appare, ma che non può dare fondamento alla vita. E’ importante che un individuo sappia se la sua vita si fa più piena o più vuota con il passare del tempo. In questo modo potrà capire se la sua felicità cresce o diminuisce.

Ma come fare per saperlo? Bisogna imparare a paragonare in modo giusto i momenti della vita. Se i miei bei momenti sono attualmente meno belli di quelli di un altro periodo, qualcosa va male.

Se essi sono migliori, sono ben orientato. Bisogna anche saper paragonare gli aspetti negativi.

Se i miei momenti brutti sono peggiori di quelli di un altro periodo, qualcosa in me non funziona. Se questi momenti brutti non mi toccano come in altri periodi, significa che sto avanzando, che sto crescendo internamente.

Quando il nuovo senso della vita comincia, a poco a poco, ad orientare l’esistenza di una persona, il paragone tra i momenti passati positivi e quelli negativi lascia un saldo favorevole.

Se il risultato del paragone non è favorevole, è chiaro che, indipendentemente da quello che faccio, ho trovato false soluzioni che presto o tardi mi porteranno al non- senso.

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