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Sviluppo personale nonviolento
Felicitą e sofferenza | Felicitą e sofferenza |
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| Scritto da ANTS Artisti nonviolenti | |
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Uno dei nostri obiettivi è quello di raggiungere una soddisfazione interna, un accordo con noi stessi che cresca con il passare del tempo. Raggiungere questo obiettivo è possibile nella misura in cui comprendiamo i fattori che si oppongono alla felicità. La felicità è uno stato in cui non è presente la sofferenza.
Può una persona superare progressivamente la sofferenza? Sì, lo può, nonostante che nella vita di tutti i giorni vediamo il contrario: vediamo, infatti, che con il passare degli anni la sofferenza di molte persone aumenta. Come si fa a raggiungere uno stato di felicità che cresca con il passare del tempo? Esiste un modo, ed esso consiste nel comprendere come si produce la sofferenza e nell’agire in una nuova forma che non generi sofferenza. Noi sappiamo come si produce la sofferenza e la maniera d’agire per evitarla. Tuttavia, dobbiamo metterci bene d’accordo sul significato della parola “sofferenza”. Molte persone sono convinte di non soffrire, ma di avere semplicemente dei problemi di denaro, di sesso, di famiglia, di relazione, ecc., sono convinte di vivere semplicemente con tensioni, angosce, insicurezze, timori, risentimenti e frustrazioni di ogni tipo. Ma è appunto questo insieme di problemi che noi chiamiamo “sofferenza”. E’ importante distinguere la sofferenza dal dolore. Il dolore è fisico e su di esso il progresso della scienza e della società possono fare molto. La sofferenza, invece, è mentale. A volte il dolore porta sofferenza mentale e, viceversa, anche la sofferenza mentale può produrre il dolore fisico e la malattia. Questa distinzione tra dolore e sofferenza è una delle prime cose che si comprendono durante il lavoro di Comunità. In seguito si impara a cercare le vere radici della sofferenza e si scopre la necessità di cambiare il modo di agire che la produce
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