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Riflessioni sull'arte
L'ISPIRAZIONE | L'ISPIRAZIONE |
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E' comune convinzione che, per dipingere, serva prima di tutto uno stimolo psicologico, comunemente definito come "ispirazione". Ma è proprio vero che questo presupposto sia imprenscindibile? E poi, cosa si intende per "ispirazione, il frutto di elucubrazioni mentali, la personale reazione a stimoli sensoriali, il ricorso alla sfera onirica o altro? In effetti, a mio avviso, tutte queste particolari componenti, singolarmente o in gruppo, possono essere fonti di ispirazione per ogni artista. Una condizione, però, è fondamentale affinché un determinato prodotto possa definirsi "artistico", che sia sempre ben chiara la differenza tra "arte" e "artigianato artistico". Sia in una creazione pittorica che musicale od altro, la effettiva valenza artistica (l'arte) è evidenziata da alcune precise peculiarità: la personalità, l'originalità, la storicità, ecc. L' "artigianato artistico", peraltro, è una attività che, pur a volte di estrema pregevolezza, rientra sempre nell'ambito della semplice produzione artigianale, una attività che pecca di "unicità", che è vincolata dai "gusti" della maggioranza dei fruitori ed è mirata esclusivamente ad un fine commerciale. Bene, vi sono diversi tipi di "ispirazione", questa può essere il desiderio di reinterpretare la realtà o di riprodurla in modo idealizzato, può essere l'evidenziazione di determinati particolari aspetti della stessa, a volte è "denuncia"o può costituire, anche, il libero sfogo della fantasia individuale e inoltre può derivare da una libera e incondizionata risposta agli stimoli sensoriali (vista, udito, tatto e odorato). Ogni cosa, quindi, ogni "frutto" dell'animo umano può divenire "arte" e ogni particolare genere di "ispirazione" ha la medesima importanza sempre, però, come dicevo, a patto che sia "sentita" e rappresentativa dell'animo e del modo d'essere di colui che la possiede. Francesco Venier
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l'ispirazione ... questo elusivo concetto scritto da alessandro pedroni, novembre 30, 2008
Sono abbastanza d'accordo con i concetti espressi, solo che - mi veniva da riflettere - i grandi maestri del passato, quelli che dal 400 al 600 hanno fatto grande la storia dell'arte italiana ed europea, erano in effetti bottegai, nel senso che avendo vere e proprie imprese artigiane, spesso con moltissimi collaboratori da mantenere, erano sottoposti a tutte le pressioni espresse dal mercato dell'epoca e dovevano venire incontro alle istanze che i committenti cercavano di imporre. Forse quelle possono essere considerate opere d'arte prooprio perché malgrado aderissero a tutte le mode, istanze e convenzioni che l'epoca richiedeva l'autore è riuscito a far passare il suo messaggio poetico?
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