La festa più intima e sincera è diventata la più dolciastra e commerciale, ma in fondo ci teniamo tutti. Perché ancora le conferiamo una forma, un diadema di riconoscibilità. E chi non ha nulla da regalare, in questo giorno, prova realmente una grande solitudine. Non tanto perché non è amato, ma perché non ha nessuno da amare. Nessuno cui regalare un pensiero, un sorriso, una serata.
Quel trionfo della coppia che udiamo esaltare, spesso retoricamente, ci suona falso e ingiusto se siamo soli. La coppia, ecco. Forse uno dei motivi per cui, da una certa età in poi, non ho più avuto molte amiche, è stato proprio questo: relativizzavo troppo la coppia. Secondo loro. Non che le dessi poca importanza, invece. Tutt'altro. E gli uomini mi sono sempre piaciuti moltissimo. Ma la relazione a due non dovrebbe aprirsi agli altri? Non dovrebbe rappresentare la forma più alta di comunione? Se gli innamorati sono davvero più ottimisti, fiduciosi e buoni, perché sbarrare quell'amore nelle anguste gabbie d'un gretto egoismo? Quanti "amori chiusi", quante famiglie-possesso poco o per nulla accoglienti si celano nelle mura delle nostre sconfinate metropoli, perse nei sogni grigiofumo di chi anela invano a un riscatto del cuore? E proprio, o meglio anche, agli "amori chiusi" accenna Renato Zero nel video - che raccomando di guardare fino alla fine - ideato con l'aiuto dell'amica Elly, e di cui in basso indico il link. La mia passione assoluta per Renato è arcinota: lo conferma pure il nome del mio blog, ispirato a una sua frase. Ma uno dei motivi della sua durata ultratrentennale consiste proprio nella (de)cantata democrazia affettiva che, da sempre, caratterizza quest'autore: i suoi brani avvolgono un po' tutti, senza dimenticare la singolarità di ognuno - e la propria, nella fattispecie. A differenza di altri cantanti, il Nostro valorizza l'intera gamma del sentimento umano: l'amore per gli amici, per/degli anziani, dei giovani, l'amore "disabile", innocente, eterosessuale, omosessuale, interetnico; comprato, assassinato; persino... solitario. Domenica scorsa Blob gli ha dedicato un meraviglioso speciale dal curioso titolo Sorcinopoli, anch'esso riportato al piede del post, lodevole anche perché ha spazzato via tante superficialità e luoghi comuni attorno a questo personaggio, così unico e irripetibile nel panorama musicale non solo italiano. Insomma, mi è sembrato molto adatto come regalo per i miei amici veri e virtuali affinché ci si possa stringere in un unico, corale abbraccio. Compreso un mio studente, sia chiaro: si chiama Valentino! Buon ascolto e buona visione (spero)...
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