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Una nuova Terra | Una nuova Terra |
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| Scritto da KANNT | |
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Un tempo lontano, di secoli fa,
ogni essere umano che non fosse un re, viveva sperando che, nell’Aldilà, ci fosse una Terra che ancora non c’è. Un tempo lontano, di secoli fa, ogni essere umano che non fosse un re, viveva sperando che, nell’Aldilà, ci fosse una Terra che ancora non c’è. Dicevano i preti, che tutti i perché sarebbero stati svelati laggiù e che in questo mondo era giusto, che i re tenessero i popoli in schiavitù. Fu un’epoca di violenza, di inutili crudeltà, di ipocrite religioni vissute senza pietà. La scelta dell’obbedienza fu l’unica libertà concessa dai suoi padroni a tutta l’’Umanità. Non c’era una nuova Terra neppure nell’’Aldilà. In un bel paese, di secoli fa, sfidando la chiesa di chi torturò, qualcuno si chiese: qual’è la realtà? e a un tratto la Terra, per sempre, cambiò. Dal suo isolamento il sapiente parlò, dei suoi sentimenti di umana pietà, e in mezzo alla gente, vivendo, lottò per riconquistare la sua dignità. Fu un’epoca di speranza, di nuova interiorità, di estasi religiose, ma anche di verità. I sogni di fratellanza diffusero sempre più ipotesi contagiose sull’Uomo e le sue virtù. Apparve una nuova Terra che non svanirà mai più. Sembrava ormai certo, che quel bel paese avesse scoperto la serenità di un uomo che affronta ogni sorta di offese, ma che non rinuncia alla sua libertà. Allora ogni artista tornò ad inventare e a vivere ancora, con spontaneità, dei modi diversi di rappresentare i simboli eterni dell’antichità. Cercare una nuova Terra è un modo per dire basta, ad ogni viltà violenta, al culto dell’ignoranza. Chi esprime una nuova Terra possiede una patria vasta, estesa a chiunque tenta di estendere la speranza. Noi, siamo la nuova Terra che appare laggiù, in distanza. Un tempo lontano, di secoli fa, più d’un viaggiatore l’Oceano varcò, e quando alla fine fu giunto al di là, gli apparve una terra mai vista, e sbarcò. Un nuovo orizzonte ad un tratto si aprì, mettendo di fronte diverse realtà. Sembrava che fosse iniziata così un’era infinita di prosperità. Invece fu inaugurata di nuovo una guerra santa, nel nome del dio dell’oro e della follia che incarna. Di nuovo fu conquistata la terra di chi non conta, le vittime di coloro per cui la ricchezza è un’arma. Di nuovo a una nuova terra fu data una vecchia forma. Perfino ai confini di un certo paese, i bei sentimenti di umana pietà lasciarono il posto a invasioni e contese con altre nazioni, e con altre città. Eppure, anche adesso, in un cuore sepolto in fondo ai rancori dell’Umanità, rimane in attesa, affinché sia raccolto, un fiore al cui interno la Terra vivrà. Andrea Cantucci
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