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Emergi tra spume di mari dardeggianti, tra caustica felicità, e cori di trionfi... 
Solo nel debutto alpestre d'una densità mercuriale, vago di languori, rifugio nella calda notte.
Sfoghi nei dogli trepidi la tua passione repente e di nuovo conquisti, con l'ebbrezza del tuono, la tua mèta illune e solitaria
La possiedi come isola d'oro la piaghi con spada affilata e crolli le spalle a pianti che non stornano la guglia di vendetta...
E vai, e conquisti, nel crudele gaudio dell'occhio cupido e sazio di sé, bastante
T'inoltri nel possesso e t'inghiotti in folle volo e il gorgo ti si rinchiude senza saper perché.
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