Che stupore! Il profilo lanciato nell’orizzonte erratico dei ciliegi fioriti, pelle da percorrere tesa nel supremo sforzo passione dell’esistenza vitalità accesa e brulicante di ambigui misteri
Nei suoi occhi echi di feste e lustre tovaglie di pace, feste comandate, tenui processioni, virilità sbocciata in un sacrificio splendente e regale, uomo casto ed eucaristico, la vita è un dono...
...E piegarsi a quell’irresistibile voglia di peccare, di esser posseduti, con lo sguardo annebbiato e torbido, inseguirsi nella campagna scarlatta e crudele, giacere fra le stoppie arrostato dal sole feroce. violentato da raggi fulgenti come spade...
Oh mio Dio, ora non so se le mie lacrime spandono dolore o piacere, indifeso e mendico come sono, curvo e sinuoso come l’ansa del fiume, con un sorriso complice e ingenuo, e nudo come il mio terrore
Però riesco a fondermi nella perfetta gioia, nelle litanie di chi mi vuole vero e donato, come Cristo sulla croce vuol farmi uomo, e io accolgo con gratitudine questa santa e mesta umanità, e la vita è un dono...
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