Approdato a porto sicuro declina il volto e scioglie l'àncora.
 Ha spento i conti col destino selvaggio, l'ha reso vento e impalpabile gloria.
Solo a tratti nel soffitto dei pensieri i suoi occhi assonnati e vagabondi
s'imbattono in giovani vite straniano in dorature immense in stonati meriggi in oblique voluttà.
Come antichi risvegli dileguati e azzurri e pigri, venati di caffè, di baci smozzicati,
di sorrisi imprevisti, di mattine curiose, di labbra non dette nel chiarore stupefatto.
Ma l'attimo scorre. Risuona il silenzio. Si concede un sospiro ed è sazio di sé.
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