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Idee umaniste negli insegnamenti di confucio E-mail
Scritto da ANTS Artisti nonviolenti   

LUDMILLA GOLOVACHEVA
Istituto dell'America Latina
Mosca 18/02/94


Io ho, in qualche modo, idee opposte a quelle di Vasiliev. Credo che nella dottrina di Confucio ci sia un nucleo mistico occulto che le permette di entrare, con la qualità di una dottrina integrale, in un dialogo con i grandi rappresentanti di altre culture.
In questa dottrina abbondano le contraddizioni.

La dottrina di Confucio esercitò la sua influenza sulla Cina per duemila anni, appoggiò un impero e continua ad influire. Inoltre, prima dell'epoca imperiale trascorsero cinquecento anni durante i quali la dottrina di Confucio venne trasmessa in modo occulto dai suoi discepoli e sopportò una dura prova con la distruzione dei libri di Confucio durante la dinastia Tsin. E' chiaro che qui c'è un enigma. Da poco tempo sono stati pubblicati due libri, uno del noto ricercatore e sinologo Maliavin, intitolato "Confucio" (nella serie "Vita di uomini illustri"), l'altro è "Confucio: Vita, Dottrina, Destino" scritto dal noto autore Perelomov. Entrambi dipingono Confucio come una persona che non ebbe molto successo e  venne espulso da tutte le parti.

Si vide costretto a fuggire dal suo regno natale e per quattordici anni vagò per la Cina. Parlò con tutti i governanti, con tutti i personaggi eminenti, sperando che gli dessero un qualche incarico statale, e per ottenerlo era disposto ad accettare qualsiasi compromesso. Uno degli autori ha persino affermato: "Confucio accettò di essere umiliato davanti ad una delle mogli del governante, perché pensò che in tal modo ella avrebbe influito sul suo sposo per fargli ottenere un qualche incarico governativo".

Immaginatevi, nessuno si avvalse del suo aiuto, malgrado ciò questo sfortunato continuava a offrire cose irreali. In quell'epoca, come ha detto uno degli autori menzionati, si formò un "mercato della conoscenza" e per tale ragione tutti volevano conversare con i saggi. Quando Confucio andava a visitare un governante, gli domandavano come governare. A quei tempi poca gente gli prestava attenzione.

In questo campo non c'era nozione di politica, non c'erano regole di governo, e neppure esistevano espressioni come "dirigere lo Stato". Al suo posto utilizzavano parole come "guarigione" o "regolazione". Tutta la gestione statale veniva realizzata in base a precedenti, in base al rito.
Confucio introduce per la prima volta regole di gestione, di amministrazione. Quando il governante gli domanda "Come bisogna dirigere?", "Quali ricette esistono?", Confucio risponde che bisogna agire con l'idea di "Yen". A quei tempi non sapevano cosa significasse "yen", ma Confucio diede spiegazioni e mostrò col suo stesso esempio cosa significava questa parola.

La sua dottrina, in buona misura, venne espressa attraverso le parole, però manca qualcosa che è impossibile esprimere in questo modo. Il destino della dottrina di Confucio è molto interessante. Come sappiamo, affinché un testo possa essere veramente compreso, il lettore deve riuscire ad immergersi nello stato d'animo di chi lo ha scritto. Questo "qualcosa", che a quanto pare Confucio forniva ai suoi discepoli affinché potessero comprendere le sue idee, era già scomparso cinquecento anni più tardi, quando la sua dottrina cominciò ad essere applicata e diffusa ampiamente. In gran parte la comprensione di questa categoria centrale venne perduta, e quello che ne rimase fu un geroglifico. Chiamarono questo elemento "amore verso l'uomo", perché una volta domandarono a Confucio: "Come agire d'accordo a questo "yen"?, e lui disse: "Amate gli altri e abbiate compassione degli altri". E da allora nacque questo termine, "l'amore verso l'uomo". Ma questo non definiva quella cosa sorprendente, con l'aiuto della quale Confucio, tuttavia, ebbe successo. Si sa che aveva tremila discepoli, che la sua dottrina venne divulgata e che gli stessi governi e sovrani che lo avevano esiliato, prima di morire consigliavano ai loro figli di adottare le sue idee.


Ebbene, che cosa è questo fenomeno che Confucio proponeva come una panacea? Secondo il mio punto di vista è la coscienza morale. Essa non è il prodotto di un esercizio intellettuale. La coscienza morale è la struttura fondamentale del mondo. Se conoscete la teoria contemporanea della "noosfera",  saprete che gli scienziati contemporanei affermano che la coscienza morale è quella struttura primaria iniziale che non ha altro oggetto che la struttura stessa dell'universo. Confucio fu il primo uomo che scoprì questa coscienza morale e propose di governare, amministrare lo Stato in base ad essa. Egli non diede nessuna ricetta di gestione. Diceva sempre che bisogna domandarlo alla propria coscienza morale.
Vi darò un esempio: Vasiliev ha detto bene che bisogna promuovere i saggi e coloro che hanno talento. Questa idea fu fondamentale per la lunga esistenza della civiltà cinese. Ci fu un dialogo fra Confucio e i suoi discepoli: uno dei discepoli era diventato un piccolo governante e domandò al maestro come doveva amministrare.

Confucio rispose: "Bisogna perdonare le piccole mancanze e promuovere i saggi e coloro che hanno talento".


Però il discepolo sa che la coscienza morale è la cosa principale e perciò domanda come fare per risvegliarla nei saggi e in chi ha talento. Confucio dice: "Promuovendoli". Nell'atto stesso di promuovere c'è qualcosa che risveglia la coscienza morale in uno. Il fatto è che quando promuovevano qualcuno ad una carica (questo è riportato negli appunti storici di Semo-Chan), si vede chiaramente che un funzionario onesto rifiutava tale carica; egli non si considerava degno di quella carica.

Allora gli proposero di nuovo di occupare quella carica, e nuovamente la rifiutò. E per la terza volta tornarono ad offrirgliela, e questa volta egli accettò. Più tardi questo divenne una tradizione, ma in quel momento si era agli inizi, sebbene ci fossero alcuni casi simili nell'antichità. E se malgrado i suoi piccoli errori, qualcuno viene promosso come saggio e di talento, e questi rifiuta, io sentirò che ha vergogna per aver commesso delle mancanze nel passato, e può essere che da lì in avanti non le commetterà più. Questo significa che quella persona è possibile promuoverla, ma se un funzionario accetta immediatamente, con allegria, e non dice niente, allora sorge una domanda. Chiaro, qui si potrebbe dire molto di più, ma io mi limito a quanto detto. E' un campo sul quale si è investigato abbastanza poco.

Sul confucianesimo vi sono molti interrogativi.
 
Più avanti l'onda imperiale delle culture generiche si sovrappose all'onda personalista che sorse simultaneamente a Confucio e ad altri grandi filosofi di quel tempo. Ma essa non morì completamente. Nel confucianesimo c'era gente che dopo aver scoperto questa corrente personalista, si rallegrava perché comprendeva Confucio. Io credo che in base a questa corrente personalista, nel confucianesimo esiste la possibilità del dialogo e la possibilità che il confucianesimo resusciti. Oggi ci sono tendenze di questo tipo.
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