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Diversitā convergente in azione E-mail
Scritto da ANTS Artisti nonviolenti   

Intervento di Nicole MyresL A Roma 16 Aprile 1996


Ringrazio il Forum Umanista Universitario per l'invito a partecipare in questa Conferenza, ringrazio l'Università di Roma "La Sapienza" e tutti i presenti.Vorrei prendere in considerazione il tema che interessa tutti noi e che ci collega con le epoche pi lontane della storia, e allo stesso tempo con il futuro pi lontano che possiamo immaginare.Vorrei parlare oggi della diversità, la diversità umana.

Come abitante della città di New York, mi confronto  tutti i giorni con la diversità.

In un'area molto piccola abbiamo una popolazione di 7.5 milioni di abitanti, in cui non sono inclusi i 7.5 milioni di persone che vivono nelle periferie. Molte di queste persone vengono nella citt per guadagnarsi la vita o per altre attivit. Una persona su tre che vive a N. Y.  nata all'estero. Abbiamo scuole nelle quali con soli 250 alunni sono rappresentate ben 50 culture diverse. Nella citt si parlano 26 lingue  senza contare un'infinità di dialetti.

Ogni gruppo etnico ha portato con s diverse credenze e costumi, diverse religioni e culti, diversi talenti, cibi, espressioni artistiche, diverse idee, aspirazioni e modi di vedere le cose. Si tratta realmente di una citt globale che ha rappresentanti di tutto il mondo; in forma ufficiale nelle Nazioni Unite e in modo informale nelle persone che vivono fianco a fianco nei diversi quartieri. Questa diversit realmente d un carattere molto speciale a N.Y. e gente di tutto il mondo viene  nella  citt per sentire la sua  energia e la sua  emotività.

E' una citt del futuro, un piccolo microcosmo.Ma esiste anche un'altra realt  per la nostra citt, una realt molto pi dura. Nonostante la diversit, nonostante gli enormi contributi che le persone potrebbero dare le une alle altre, la lotta per la sopravvivenza individuale  diventata la normalit ed ognuno finisce per proteggere se stesso.

Nella nostra città vediamo come si  riflette la tendenza mondiale all' allontanamento tra gruppi diversi. Alcuni lottano per ottenere il potere mentre altri si ritirano e si isolano, alienandosi; un esempio molto evidente di ci lo si pu osservare nelle università delle nostre città, in cui il livello di multiculturalità  forse il pi elevato del mondo. Camminando nell'universit pu osservare come ogni gruppo si chiude in se stesso e si isola da altri gruppi culturali che a loro volta stanno facendo lo stesso. L'atteggiamento convenzionale  del tipo:  "gli altri gruppi sono invisibili per me".

Dato il processo di globalizzazione, questa divesità continua, aumentando tanto a N.Y. quanto nel mondo intero. Ma, secondo gli indicatori, aumentano anche la discriminazione e la frammentazione. Da tutte le parti vediamo un incremento delle forze secessioniste, del fanatismo; l'eclusione dei gruppi in minoranza e delle persone povere, la chiusura delle frontiere e la messa in pratica di sempre pi restrittive leggi sull'immigrazione . Vediamo che ai nostri giovani  stata tolta la possibilit di qualsiasi partecipazione significativa, e che le donne continuano ad essere relegate in una condizione di inferiorit. Questa tendenza mette in pericolo il nostro futuro e stabilisce le condizioni per una crescente xenofobia e discriminazione di tutti i tipi.

Per cui, se le cose non cambiano radicalmente non dovremo sorprenderci di assistere a nuovi scontri etnici, atti di aggressione, abusi dei diritti umani, disordini sociali e guerre locali ogni volta che le differenze ancora non riconciliate del passato tornano a galla, come  successo nella ex Jugoslavia.Fino ad ora, la diversit e la discriminazione hanno proceduto di pari passo. I poteri che controllano la situazione hanno sempre sistematicamente attribuito alla diversit la causa dei conflitti tra gli elementi di un sistema.

Pensiamo ad esempio agli ebrei nella Germania nazista, oppure ai clandestini  nei diversi paesi in cui trovano rifugio. I suddetti "poteri forti" inculcano il timore che se rispettassimo la diversit di tutti, si libererebbero forze distruttive, la societ crollerebbe e regnerebbe il caos. Questa posizione giustifica l'omogeneizzazione che con tanta frequenza  stata imposta. Con il pretesto di questo argomento si appiattiscono le differenze mentre il potere dominante impone i modelli che pi fanno comodo ai propri interessi. Nella nostra storia esistono molti esempi di questo tipo di brutalit. Quando i dittatori (di destra o di sinistra che siano) assumono il potere, immediatamente cominciano a cancellare tutti i segni delle epoche precedenti, eliminando qualsiasi elemento di diversità.

 

Tra l'altro oggi, grazie  alla tecnologia e ai mezzi di comunicazione, non  necessaria l'applicazione della forza ma basta l'utilizzo di mezzi pi sofisticati ma ugualmente efficaci per eliminare la diversit.Negli Usa, i neri sono stati sottomessi a questo trattamento per anni. I mezzi di comunicazione si sono dedicati a rappresentare l'uomo nero come ladro, criminale e selvaggio, immagine questa trasmessa in tutto il mondo per mezzo del cinema, la musica ed altre tecnologie di comunicazione.

Al contrario i contributi positivi che i neri danno si fanno notare solo raramente.In generale, la metodologia  la seguente: dividere gli uomini in vincitori e perdenti. Quando viene mostrato il  cosiddetto vincitore (ad es.: i politici, i manager) si fanno risaltare solo quegli aspetti che la societ stima, mentre si evitano o ridimensionano le deficenze. I perdenti invece si eliminano direttamente ignorandoli; non si riconoscono le loro qualit positive mentre quelle negative  vengono messe chiaramente in luce.Rispetto a questa posizione sulla diversit, i nuovi umanisti hanno un punto di vista esattamente opposto, in accordo con ci che esprime Silo nel suo intervento alla Università autonoma di Madrid nel 1993, intitolato "Una visione attualizzata dell'Umanesimo":  calpestare la diversità porta all'esplosione delle strutture rigide>.In altre parole, coloro che persistono nella volont di uniformare tutte le differenze a determinati standards del mondo di oggi, finiranno per produrre resistenze ad ogni loro passo.

Il governo cinese forse  riuscito ad appiattire la diversit dei giovani in occasione degli incidenti in piazza Tien An Men, ma solo provvisoriamente.Al contrario, la storia si evolver grazie al valore che si d a tutti i tipi di diversit. Quando noi Umanisti parliamo di diversit, non solo auspichiamo un mondo che abbia origini etniche, linguaggi e abitudini diverse, ma un mondo nel quale esista anche una diversit nelle autonomie locali e regionali,  diversit di idee e aspirazioni, diversità di credenze, lavori e creatività.

In sintesi, cerchiamo un mondo multiplo e non un mondo uniforme. Per questo, seguendo ci che ha detto Silo nella conferenza citata, gli Umanisti "enfatizzano la direzione convergente, l'intenzione convergente e si oppongono all'idea e alla pratica dell'eliminazione di supposte condizioni dialettiche in un insieme dato".Per sintetizzare ci che abbiamo detto finora: la crescente diversit  un processo umano che non si pu fermare. Di fronte a questo fenomeno esistono due possibilità:

- i poteri che hanno il controllo della situazione tentano di uniformare ed estinguere la diversit e, cos facendo, creano il caos.

- Oppure nuove forze emergenti che si stanno muovendo in direzione opposta, danno alla diversità il suo significato totalizzante come veicolo di progresso.

Quest'ultimo punto esige maggiori chiarimenti.Quando parliamo di una direzione convergente ed evolutiva, cosa intendiamo? Certamente non al mondo uniforme basato sul denaro e sul potere, appoggiato dai militanti dell'economia di libero mercato,I nuovi Umanisti aspirano a costruire una Nazione Umana Universale. Solo qualche anno fa questa visione sarebbe sembrata una realt impensabile, un sogno impossibile. Oggi, con l'accelerazione degli avvenimenti, con l'interdipendenza globale, l'interconnessione e il potere calante delle nazioni, questa  un'immagine che si intravede all'orizzonte.E' diventato chiaramente percettibile che, come razza umana, condividiamo un destino comune. Tra le comunicazioni che impediscono l'isolamento e l'accelerazione tecnologica che impone un dato ritmo,  praticamente impossibile che una parte avanzi senza aiutare le altre.Non si tratta semplicemente di un ricorso nel ciclo della storia. Gorbaciov ha previsto questo momento gi nel 1992, quando si espresse cos a Berlino:  Da una parte,  in gioco la sopravvivenza dell'umanità.

Alla luce delle crescenti minacce e della natura limitata e criticabile delle ideologie tradizionali resta chiaro come anche le politiche che servono esclusivamente gli stretti interessi di una determinata classe sociale, nazione, ecc. non portino da nessuna parte. Sembrerebbe che per stabilire politiche sensate oggigiorno, dobbiamo prendere come punto di partenza gli interessi delle moltitudini senza considerare la loro nazionalità, l'origne etnica, la professione o condizione sociale. In poche parole, abbiamo bisogno di una nuova visione concettuale del futuro che potrebbe definirsi come l'Umanesimo Globale.

Il prossimo millennio  tanto vicino che possiamo quasi toccarlo. Possiamo anche osservare come il nostro attuale sistema si sta destrutturando e si sta riordinando totalmente, cosa che produce un'enorme instabilit e difficolt di transizione.Quello che non resta chiaro  quale sar il nuovo ordine. Intanto, sappiamo che i gruppi con interessi speciali, incluse le banche, stanno manipolando il processo causando danni all'umanit intera. Dobbiamo aspettarci che le multinazionali pieghino il processo di sviluppo in modo da dirigere le sue priorit verso l'apertura di nuovi mercati di consumatori; possiamo anche essere sicuri che la cultura dominante e monolitica utilizzer tutti i mezzi a propria disposizione (dalla persuasione alla violenza) per uniformare tutte le differenze e lasciarci alla fine con una uguaglianza debole e omologata.Nonostante ci, Silo spiega (nella sua "Lettera ai miei amici 2") che nonostante le distorsioni, questo processo di globalizzazione ci sta portando verso una Nazione Umana Universale. E: . Non crediamo che il risultato finale dipenda da fattori meccanici o determinismi storici; corrisponde invece all'intenzione umana, che tende a farsi spazio di fronte a tutte le difficoltà.

Oltretutto, nella misura in cui sempre pi persone prendono coscienza di questa intenzione, si apre il cammino verso una Nazione Umana Universale.Ci che sar totalmente nuovo in questo lavoro  che la N.U.U. non si costruir dall'alto verso il basso, ma viceversa. Sorger all'inizio con piccoli effetti dimostrativi in tutte le parti del mondo. Zone che forse si trovano in punti opposti del pianeta, dove le attivit corrispondono alle genti, ai costumi del luogo. Ma esister una unit in ci che sar pi essenziale.Per riconoscere cosa  il più essenziale, dobbiamo tornare indietro nel tempo e studiare i suoi momenti migliori; trovare ci che le diverse culture hanno in comune. Scopriamo che, ancora prima che la parola "umanesimo", "umanista" ed altri vocaboli simili fossero inventati, esistevano un insieme di valori che riflettevano un atteggiamento umanista .

Questi sono: considerare l'essere umano come valore e preoccupazione centrale;

affermare l'uguaglianza di tutti gli esseri umani, riconoscere sia la diversità personale che quella culturale, tendere allo sviluppo della conoscenza pi in là di ci che viene accettato come verità assoluta;

difendere la libertà di pensiero e credenze e infine ripudiare la violenza.Rispetto a come dovr organizzarsi la N.U.U., questo non  n il momento n il luogo per toccare il tema.

E' sufficiente dire che l'umanesimo promuove la creazione di federazioni regionali e una confederazione mondiale basata sulla democrazia reale. Il potere risiede nella base, favorito da un generale decentramento, che prevede alcuni meccanismi di coordinamento, stabiliti per regolare qualsiasi squilibrio e garantire i diritti essenziali di salute, educazione e qualit della vita per tutti gli esseri umani.

AZIONE UMANISTA

Il Nuovo Umanesimo insiste nel guardare le cose in struttura. Come possiamo creare condizioni favorevoli per una diversit convergente? Pi nello specifico che misure dovremo prendere?N.Y., come citt globale e accelerata, con un sistema brutale,  un buon esempio e un modello di ci che ci aspetta. Per gli umanisti  stato un lavoro affascinante lavorare con la base sociale di questa citt.

Abbiamo trovato che la diversità  tanto grande che per poter ristabilire il tessuto sociale si richiede un collante speciale: esso deve corrispondere a ci che  essenziale nella gente, a quelle che sono le intenzioni comuni. I Newyorkesi sono frenetici: tutto  urgente; e a causa della destrutturazione fomentata dal sistema, se una persona vuole sperare di vivere il mese successivo, dovr scartare tutto ci che non  prioritario.Il nostro obiettivo  quello di umanizzare N.Y. e per ottenerlo abbiamo bisogno di tutta la forza e l'esperienza di tutte le culture, origini etniche, gruppi e persone presenti. Abbiamo bisogno di una diversit convergente per poter affrontare la sfida che abbiamo davanti.Si stanno realizzando molte attivit per aiutare a creare la base che nel futuro permetter una N.Y. umanizzata.

Oltre ai centri di quartiere e ai giornali locali pubblicati dagli abitanti, abbiamo creato anche un centro umanista delle culture, seguendo l'esempio di Milano e Roma. Questi centri delle culture servono a riempire i vuoti di comunicazione, per stabilire reti interculturali, risorse di informazione e per organizzare risposte rapide di fronte alla discriminazione.E' estremamente importante dare inizio ad attivit che permettano alle diverse comunit discriminate o perseguitate di unirsi per lottare insieme per i loro interessi comuni, mantenendo comunque le loro specificit.

Non siamo d'accordo con coloro che credono che i gruppi etnici e i gruppi umani debbano restare chiusi in se stessi per difendersi dagli abusi. E' questa una posizione che dimostra una tremenda mancanza di comprensione rispetto alla situazione tanto difficile nella quale tutti noi ci troviamo. Essa risente dell'erronea idea che "il mescolarsi" dei diversi gruppi porta come conseguenza la perdita di identit individuale di ognuno di loro. In realt  proprio la loro posizione isolata che li rende pi facilmente oggetto di discriminazione.Altre attivit sono dedicate a problemi politici, al fine di proporre candidati per il consiglio scolastico, e allo sviluppo di una piattaforma umanista sull'educazione.

Di fatto, uno dei settori pi importanti in cui il nuovo modo di considerare la diversit pu realizzarsi  la scuola.Lisa Delpit, un'educatrice famosa, conosciuta per aver affrontato il tema della diversit culturale dice: giornali, elezioni, centri delle culture, o forum sulla salute: dietro tutte queste attivit si trovano persone diverse che convergono sull'idea di una nuova societ basata su un atteggiamento umanista.

Ogni persona o gruppo, o cultura, pu contribuire totalmente senza perdere la propria identit.Anche le nostre azioni debbono comprendere l'aiuto per produrre dialogo significativo tra tutti i gruppi frammentati del mondo che stanno portando avanti questi stessi obiettivi ma che richiedono appoggio e collegamento.

Abbiamo parlato della diversità convergente dal punto di vista dell'azione sociale, ma che succede ad ognuno personalmente?

A livello personale, mettere in pratica la diversit deriva da uno dei pi elevati principi umani: tratta gli altri come vuoi essere trattato.In realt, il maggior ostacolo contro il cambiamento, di solito nasce proprio nelle nostre stesse menti. A volte, non valorizziamo quelle persone la cui apparenza, idee, o azioni sono differenti dalle nostre. Qualunque sia la ragione, spesso  pi facile fare attenzione alle differenze che alle somiglianze. Un signore nero mi ha raccontato il seguente aneddoto.

Era seduto sulla spiaggia prendendo il sole, tenendo nella mano la sua ragazza bianca. Un uomo bianco gli si avvicin arrabbiato e disse alla giovane bianca che non avrebbe dovuto toccare la mano di un nero. Il nero rispose: "se lei stesse affogando ed io le tendessi una mano, la prenderebbe?

"Di questi tempi,  necessario lavorare per scoprire cosa unisce le cose tra loro piuttosto che  porre attenzione a cosa le differenzia. Dobbiamo educare ad un nuovo modo di guardare gli altri per trovare ci che c' di positivo in loro.Ci che prevale oggigiorno  l'atteggiamento di "io ti tollerer sempre e fin quando le nostre strade si incroceranno".

Questo non  sufficiente ad evitare rotture che saranno maggiori proporzionalmente all'aumento delle tensioni sociali. Proponiamo un atteggiamento di rispetto intenzionale verso gli altri con la capacit di instaurare un dialogo e una predisposizione a trovare insieme soluzioni ai problemi.

Quest'atteggiamento va oltre l'accettazione passiva. Esso propone l'integrazione delle qualit positive degli altri e lo sviluppo di relazioni autentiche.

CONCLUSIONI

Il nostro piccolo e fragile pianeta si trova oggi interconnesso ed interdipendente ma nello stesso tempo pi che mai ricco di differenze. Queste sono le condizioni necessarie per avanzare verso uno dei pi grandi momenti umanisti della storia, raggiungere una N.U.U. dove i valori riflettano gli aspetti pi positivi della umanit ed un fiorire convergente delle diversit. Questo, comunque, non succeder meccanicamente, ma dipender dalla intenzione umana che si apra attivamente verso il futuro, ricollegando il destino comune.

Attualmente, esistono forze antiumaniste che spingono questo processo in una direzione opposta, generando la disintegrazione e la frammentazione.Come dice un anziano proverbio cinese: "se non cambi la tua direzione probabilmente finirai dove stai andando".Dobbiamo ricordare che tutto questo si pu raggiungere solo se saremo in grado di produrre una diversit convergente che non sia solo il fondamento della N.U.U. ma anche il veicolo per arrivare ad essa.

Dal punto di vista del Nuovo Umanesimo, questo  il momento propizio affinch le persone acquisiscano coscienza del loro potere per cambiare favorevolmente la direzione delle cose. Quindi invitiamo tutti voi ad unirvi a questo grande progetto.

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