|
L'amicizia La crisi sociale e personale del momento attuale si riflette anche sull'amicizia. I compagni di studio e di lavoro diventano spesso dei concorrenti di cui non possiamo fidarci e che dobbiamo battere per non essere battuti da loro, in un gioco al massacro che alimenta l'insicurezza e la diffidenza.
La tendenza generale è quella di sottolineare le differenze tra la gente, ciò che ci divide dagli altri e non ciò che ci avvicina, con il risultato che le amicizie "fidate" e sicure (in genere gente uguale a noi) si riducono sempre di più e la chiusura e l'isolamento aumentano. A questo si aggiungono il condizionamento ancora presente di vecchi insegnamenti, tipo "meglio pochi amici, ma buoni" e la reazione di paura e rifiuto verso il diverso, che, in questi tempi di immigrazione e città multietniche, non stimola certo il dialogo tra persone di razza e cultura riversa. In questo panorama, però, si va diffondendo una tendenza a costruire relazioni basate sulla solidarietà, a unire la gente al di là delle differenze superficiali e anzi a considerare la diversità un arricchimento anziché un problema. Curiosità, apertura, voglia di conoscere e di aiutare gli altri sono tutte caratteristiche di questa nuova sensibilità, che spesso convive in noi con vecchi pregiudizi e abitudini. Per ciascuno di noi si tratta di superare i condizionamenti che ci ostacolano e non corrispondono più alle nostre aspirazioni, per riconoscere ciò che vogliamo veramente e rafforzare la fede nella possibilità di realizzarlo. Interscambio: - A che cosa aspiro nell'amicizia? - Cosa ostacola queste aspirazioni (atteggiamenti miei e situazioni esterne)? - Che cosa posso rafforzare per ampliare le mie relazioni (atteggiamenti, qualità ecc)?
|