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Spunto e Riflessione E-mail

Spunto:

Più si superano vecchie resistenze e si diventa dolci e morbidi per certi versi, più si diventa vulnerabili verso i residui della mente finchè anche questi non si sono completamente sciolti.

Riflessione:


Per scioglierli il modo migliore è proprio il lasciarsi andare alla morbidezza e fluidità, coinvolgendo anche l'energia corporea, elemento catalizzatore per eccellenza. La scissione tra mente e corpo è risaputo provoca rigidità con essa emergono sensazioni deprivanti e abbandoniche se non di vera e propria paura.
Comunicare con il corpo in modo spontaneo e totale è il metodo efficace per porre fuori gioco la mente, che altrimenti focalizza la persona con la quale ti relazioni come una elemento estraneo e che quindi necessità, per essere accettato, di fornire garanzie e accettare condizioni.


La maggior parte dei rapporti a due nasce con questo presupposto e con le relative dinamiche.
Gli stati interiori, definite vecchie resistenze possono essere superate proprio attraverso la constatazione della ristrettezza e dell'inefficacia delle basi che la mente pone al rapporto a due.


Questa consatazione o consapevolezza è frutto di riflessioni che spesso vengono fatte mediamente da persone che hanno superato i quaranta, quarantacinque anni.
E questo corrisponde alla lettura della prima parte della propria vita. Ci si rende conto che qualcosa non è andato come ci si aspettavava.
Ci si accorge che gli schemi mentali e i modelli di comportamento acquisiti è come se avessero esaurito la loro efficacia a fronte di aspettative più profonde.
E' come se si fosse indossato fino a quel momento un vestito che comincia a stare stretto.
Per altri versi è come se avvocinandosi il momento del rendiconto delle propria vita si sentisse un forte richiamo a sperimentare qualcosa di diverso.
Subentra allora una sottile e crescente voglia di ribellione che restano però incomprensibili fino a quando non capita di incontrare persone e situazioni che favoriscono l'esigenza di cambiamento.


Tuttavia le dinamiche e i condizionamenti fino ad allora vissute e accumulati sono ancora forti per cui il passaggio, la trasformazioni non sono indolori.


Emergono infatti ansia, abbandono, voglia di aggrapparsi a ideali e figure immaginarie che diano un effimero senso di sicurezza, figure che quasi mai sono rintracciabili nelle persone che ci circondano, perchè esse sono dentro di noi, e la trasformazione ormai iniziata rende più vivi i punti vulnerabili e i vuoti da riempire, peraltro a fronte di un contesto nel quale si vive dove la trasformazione non è iniziata.


E' in questo frangente che compaiono figure di partner con caratteristiche troppo definite su parametri intimamente propri per poter pretendere di trovarli all'esterno. Questa constatazione innesta nuove dinamiche di sofferenza, questa è la modalità con la quale la mente e l'ego cercano di riprendere il controllo la prima e mantenersi in vita il secondo a fronte di una rivoluzione alchemica che li destina a scomparire.




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