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...non fu mai scritto. E, infatti, non scrivono. Sembra, una volta di più, la parola d'ordine dei nostri mass-media e, malgrado la mia diffidenza per il rischio populistico di certe iniziative, sto seriamente prendendo in considerazione l'ipotesi di partecipare al prossimo V-Day sull'informazione, previsto (opportunamente) per il 25 aprile prossimo.
In questi giorni quotidiani, tv e radio ci hanno subissato circa le beghe dei nostri parlamentari assai poco onorevoli, sedicenti politologi tentano di persuaderci della bontà delle loro guerre sante per la democrazia, magari ricorrendo al nucleare, perché adesso - altra news - quest'ultimo è tornato prepotentemente di moda, acuti strateghi ne vantano con sempre maggior convinzione gl'innegabili vantaggi, qualcuno s'è spinto addirittura ad affermare che, in fondo, non è nemmeno così dannoso per l'ambiente come hanno millantato i soliti pacifisti di professione. Insomma, la colpa è sempre degli altri; cioè nostra. Avevamo una manna dal cielo e ce la stavamo lasciando sfuggire! Meno male che ci hanno fermati in tempo... Sempre in questi giorni si è consumato il dramma dei profughi di Gaza . Quanta attenzione sia stata loro dedicata dagli organi di stampa, ognuno può verificarlo. Perché naturalmente non tutti gli emarginati sono uguali. La sorte di taluni non solo non ci tocca ma, alla fin fine, nemmeno ci dispiace. Se scomparissero, meglio ancora. Specie se si tratta di musulmani (Fallaci docet, l'Islam è barbaro e incivile), di arabi (non ne parliamo, son tutti terroristi), di palestinesi (per carità, il peggio del peggio). E chiaramente questo assioma non può esser messo in discussione da nessuno. L'unica soluzione rimane sempre, e solo, lo scontro di civiltà. Ebbene, si dà il caso che noi non siamo d'accordo, e per questo, visto che nessuno lo fa, segnalo con piacere l'iniziativa della Comunità Palestinese di Lombardia che venerdì 1 febbraio alle 20.45 (Spazio Guicciardini - via Macedonio Melloni 3, Milano) proietterà il film Jenin Jenin di Mohammed Bakri , con interventi di esponenti palestinesi. Anche gli umanisti stanno cercando di avere Bakri come ospite al prossimo Forum sulla non-violenza di aprile. Insomma Milano non è da meno di Roma; almeno quando vuole. Chissenefrega se i grandi media la riconducono solo a Moratti e alla sua personale guerra contro i bimbi extracomunitari; altri - e sono molti di più - la pensano diversamente. I volontari del Naga (via Zamenhof 7, tel. 02/58102599 fax 02/8392927) chiedono ai milanesi di lasciare al centro sacchi a pelo e piumoni in buono stato per consegnarli a uomini, donne e bambini che abitano in condizioni di estremo disagio, nelle aree dismesse del territorio. "L'inverno può far paura", essi dicono. Ad altri invece - inutile precisare chi - fa molto comodo. E, soddisfatti, stanno in silenzio. Dormendo. Al calduccio. I titoloni sul nucleare iraniano si sprecano. Con profluvio di accenti esecrati, ché il nostro è buono, bello, pulito e civile, il loro invece è cattivo, sporco e maledico. Bush conciona sulla violazione dei diritti umani in quel Paese. Il che è verissimo (oddio, se è per questo anche in Afghanistan di fatto sono tornati i talebani, e le donne hanno ripreso a mettersi il burqa, e gli spacciatori d'oppio ingrassano, ma stavolta non s'indigna più nessuno). Ma, anche in tal caso, piano un poco con questi diritti, e soprattutto coi loro fruitori. Una settimana fa la polizia dell'Azerbaigian iraniano ha arrestato una giovanissima coppia gay ; i due reprobi, accusati di essere "nemici di Allah" perché amanti, rischiano il patibolo, sentenza già tragicamente eseguita il mese scorso e un paio d'anni fa, sempre a carico di persone molto giovani. Ne abbiamo avuto notizia grazie al solito tam-tam della rete; il Gruppo EveryOne ha indetto una petizione per loro. Ma nessun cenno è giunto dai canali informativi tradizionali, per i quali i gay fanno audience solo se si esibiscono a Ciao Darwin o se recitano la parte dei provocatori di fronte alla castissima e timorata Binetti. Salvo poi beccarsi gli anatemi papali. Per costoro, sarebbero due sodomiti in meno sulla terra. Per noi, salvare due vite umane significa salvare l'umanità intera. Se i custodi dell'ortodossia religiosa leggessero meglio il Corano, da cui ho liberamente tratto queste parole, forse non li consegnerebbero al boia con tanta sicumera. Non mi sorprende neppure che un'importante casa discografica cerchi d'imbavagliare un suo artista, colpevole di voler portare a Sanremo un brano su un tema tabù: i licenziamenti di massa. Credevate davvero fossero solo canzonette? Errore. Tornerò sull'argomento. Qui mi limito a constatare che da sempre, quando tace la musica, tuonano i cannoni.
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