Frettolose, frenetiche, sbrigative sono sempre le definizioni, ma con la sua morte altrettanto repentina non ha saputo evitarle. E nemmeno gl'importava.
Chi lo ha già chiamato il nuovo Marlon Brando, chi rivede in lui l'incertezza stropicciata di River Phoenix, chi ne farà un nuovo idolo del cinema gay. In realtà è morto un ragazzo di 29 anni alla ricerca di sé, slegato e gettato su un letto, immobile, travalicato da una smorfia esitante sul viso ancor sfiorato dall'ambigua rotondità adolescenziale. Il giovanotto che col suo sguardo febbrile e spaurato aveva dimostrato la forza naturale dell'amore, si è lasciato scivolare addosso quell'amore che non riusciva a possedere. Perché lui no, non era forte. Aveva seminato lontano, chissà come e chissà perché, il frutto di quell'amore a lui in fondo sconosciuto. Un bambino divenuto troppo presto padre, una compagna sfaldatasi così, tra mani troppo candide e tremanti, forse ancora avvezze a giochi. Giochi pericolosi, crescite interrotte in clangori di celluloide. Addio dunque Heath, dal nome letterario e ricercato. Tutto in te sembrava marcato dalla tempesta, dal turbine, dal vortice. Ma tu eri una fogliolina timida. All'apparire del vero, sei caduto; vittima di quella vita, che non è letteratura.
|