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Guerra e pace: La salvezza fuori dal tempio | Guerra e pace: La salvezza fuori dal tempio |
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Al tramonto della sua esistenza don Milani aveva profetizzato che Dio, stanco della nostra incredulità e della bestemmia del nome cristiano, sarebbe risorto in Estremo Oriente. E quando alludo a incredulità e nome cristiano non parlo solo della "progredita" Europa, anche perché, a scorno di quanto farfuglia qualche ateo devoto, il cristianesimo è nato in un luogo e in una cultura opposti a quella occidentale. Ma non si tratta di luoghi geografici, quanto dell'anima. E allora, se guardiamo all'anima, i seguaci delle "religioni del Libro" non stanno rimediando un'ottima figura. A un viceministro israeliano scappa una simpatica battuta, invocando nientemente che una Shoah per i palestinesi - qui la bestemmia della memoria, anzi, della Memoria, si fa più stridente e diabolica; dal canto loro, i palestinesi rispondono organizzando una strage di studenti ebrei in una scuola rabbinica. Ritorna il sangue di Caino, che a quanto risulta non è mai sazio.
Qui da noi, nei nostri blindati e opulenti paraggi, la guerra è passata di moda. La gente è stufa. Vero. Ma, di solito, quando la gente si stufa di una cosa, non si insiste nel propinargliela. In questo caso ne hanno ideata un'altra: anche perché ogni abbandono comporta le sue fatiche, e soprattutto i suoi costi. A 23 miliardi e 352 milioni (dati della Finanziaria 2008) non si rinuncia a cuor leggero. Molto più pratico, ed economico, smettere di parlarne; e nella "civiltà" dell'immagine, lo sappiamo, se di un problema non si discute, significa che quel problema non esiste. Anche se poi, di straforo, i politici di entrambi gli schieramenti lo assicurano, quasi a farne un punto d'onore: se vinciamo, le missioni di pace (=militari)
Se Dio ha voltato lo sguardo da qualche altra parte, posandosi magari sui monaci tibetani commossa lettera, sarebbe un po' da capire. Non è la Quaresima che si aspetta, non penso gli piaccia essere trattato ancora da povero cristo. a cui padre Marinetti ha dedicato una
Ma non ci lascia mai del tutto soli. Anche se ce lo meriteremmo. Qualche voce nel deserto delle metropoli torna a risuonare, per gridare "Basta", non solo a parole. Sabato prossimo Mondo Senza Guerre organizza infatti un grande ritrovo a Milano, Roma, Torino, Formia per creare un immenso simbolo della pace coi nostri corpi e il nostro sorriso. Per ricordare e ammonire. Per dimostrare che ci siamo, con la nostra fisicità e la nostra voglia di vivere e di sperare. Per indicare che no, non ci avranno.
L'appuntamento ambrosiano è previsto per le 15.30 in via Dante, poi si snoderà verso il Duomo, dove resteremo fino alle 18 circa.
E' più di un gesto simbolico. E' una denuncia. E' ricordare che, se ci si lamenta per il carovita, la responsabilità si trova anche e soprattutto nello "scontro di civiltà". Chiamare le cose col proprio nome. Sì, sì; no, no. Il resto viene dal Maligno. Niente di più stringente. Nulla di più carnale.
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