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False Porte di Ignazio Fresu E-mail

dal 12 MAGGIO al 15 GIUGNO 2007
Circolo Culturale Corte Manlio di Cormano – Milano

La mostra di un sensibilissimo artista contemporaneo che merita di essere vista...



Nell’antichità la falsa porta era simbolo dell’impenetrabilità del mondo dei morti ed al contempo, legame tra mondo terreno e ultraterreno. Si riteneva che attraverso di essa la forza vitale dell'uomo, lasciato il corpo fisico, avesse la capacità di entrare ed uscire per quella sottile linea che divide il concetto di vivente e non vivente. La falsa porta era una sorta di passaggio tra l’energia vitale e la pulsione ritmica che scandisce il tempo dell’uomo incapace di controllare il suo divenire.

Oggi il nostro mondo ha realizzato una incredibile quantità e tipologie di vere false porte che condizionano la nostra esistenza. Una di queste è il consumismo che dissipa tutte le risorse, in cui la nostra epoca cerca l’appagamento a tutti i suoi bisogni asservendo ad esso l’energia vitale. Consumismo, di cui le False Porte che presento sono residui simbolici: “porte” che vogliono essere un invito a guardare oltre.

www.ignaziofresu.it
Inaugurazione 12 maggio ore 18.00

Orari : Mer-Gio-Ven (12.30-14.30 e 18.00-24.00)
Sabato (18.00-01.00)
Domenica (su prenotazione)
Martedì Solo per occasioni
Lunedì chiuso

Circolo Culturale Corte Manlio Enovisioni Via Roma 3 – 20032 Cormano – Milano tel. 02 66306875 Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo www.cortemanlio.it

Commenti (2)Add Comment
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scritto da AntonellaSassanelli, giugno 13, 2008
Le false porte dovevano permettere ai defunti di ritornare dall'aldilā e poter consumare le offerte poste per loro sulle tavole. Una falsa porta č, in sostanza, un luogo dove vi č interazione tra il mondo dei vivi e quello dei morti. Un vero e proprio accesso per l'anima per andare e venire dall'aldilā.Nell'"Appello ai vivi", spesso inteso come discorso del defunto, quest' ultimo chiede di pronunciare un buon augurio o di recitare un rito funebre per se stesso (a volte anche per altri). Non capita mai che egli chieda di farlo solo per gli altri. Quindi si puō affermare indubbiamente che la stele era fabbricata per colui al quale era dedicata la formula.Il testo della formula "O uomini che vivete sulla terra..." si divide in parti: l'appello ai vivi, l'argomento della richiesta, la richiesta. Qualche volta alla formula aggiungevano ancora qualche parola : "Questo č (solo) un soffio delle labbra...".
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scritto da AntonellaSassanelli, giugno 13, 2008
Le false porte dovevano permettere ai defunti di ritornare dall'aldilā e poter consumare le offerte poste per loro sulle tavole. Una falsa porta č, in sostanza, un luogo dove vi č interazione tra il mondo dei vivi e quello dei morti. Un vero e proprio accesso per l'anima per andare e venire dall'aldilā.Nell'"Appello ai vivi", spesso inteso come discorso del defunto, quest' ultimo chiede di pronunciare un buon augurio o di recitare un rito funebre per se stesso (a volte anche per altri). Non capita mai che egli chieda di farlo solo per gli altri. Quindi si puō affermare indubbiamente che la stele era fabbricata per colui al quale era dedicata la formula.Il testo della formula "O uomini che vivete sulla terra..." si divide in parti: l'appello ai vivi, l'argomento della richiesta, la richiesta. Qualche volta alla formula aggiungevano ancora qualche parola : "Questo č (solo) un soffio delle labbra...".
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