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Chianciano cambiare alle terme progettare il rilancio della comunità E-mail
Scritto da ANTS Artisti nonviolenti   

ASSEMBLEA  PUBBLICA
Sabato 26 marzo 2011 ore 15,30
Salone Hotel Ricci (g.c.)


Il decennale abbandono del comparto termale più specifico di Chianciano (la cura dell'Acquasanta), che ha portato alla perdita di circa 500.000 presenze oltre a quelle delle precedenti gestioni dello Stato, ha fortemente concorso a colpire il tessuto alberghiero e l'intero indotto economico della zona.

Il processo di diversificazione della nostra economia, avviato spontaneamente negli anni '90 e sostenuto poi da progetti importanti ma insufficienti, ha riassorbito solo un terzo delle presenze termali perdute nel decennio.
            
Gli effetti di tutto ciò sono oggi evidenti:

1800 posti di lavoro perduti,
82 alberghi e decine di negozi chiusi
con 600.000 mc di edificato in esubero,
e 300 appartamenti vuoti,
forte riduzione delle entrate comunali
con difficoltà di intervento su manutenzioni e servizi.

 La rinuncia dello Stato ad attuare  la legge 323 sul riordino termale e la rinuncia di fatto della soc. Terme a promuovere azioni possibili di rilancio della principale fonte che porta i maggiori utili all'azienda e numerosa clientela al settore dell'ospitalità, hanno portato all'attuale "stato di crisi".

La mancata attuazione del Piano Industriale del 2005, approvato da Comune e Regione, che prescriveva puntualmente il rilancio del principale comparto curativo, nonché gli ostacoli innalzati alla realizzazione del progetto triennale del Prof. Antonio Fraioli, concordato in Provincia nel 2009, richiamano in modo particolare la responsabilità della soc.Terme.   

 La calcolata rassegnazione dei vertici aziendali a perdere le ultime 250.000 presenze idropiniche introduce motivi di allarme per i prevedibili ulteriori danni al tessuto economico e ambientale di Chianciano Terme e per il rischio di rendere ingestibile il patrimonio alberghiero in esubero.

Il controllo della crisi e il rilancio della Comunità sono ancora possibili,
ma occorrono i cambiamenti necessari e urgenti nella gestione delle Terme.

Il Comitato rivolge invito ai cittadini, ai responsabili delle Istituzioni e delle Associazioni a partecipare all'assemblea  per costruire una risposta unitaria allo stato di crisi fondata sulla pianificazione organica di tutte le risorse disponibili (compresa l'acqua specifica che solo noi abbiamo) e su un drastico risanamento urbanistico eco-sostenibile.

                                                               Comitato Terme, Sanità & Natura, 18 marzo 2011
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