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Critiche e denunce dal mondo
Rifiuto "globale" - Intervista a Davide Pelanda | Rifiuto "globale" - Intervista a Davide Pelanda |
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| Scritto da daniela tuscano | |
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“L’idea mi è stata in parte suggerita da mia cognata, che vive a Brescia e che, all’epoca, lavorava per la Provincia su tematiche legate all’ambiente. Aveva letto alcuni miei articoli sull’inceneritore, sul dragaggio del Porto dei Poeti e sulla discarica Pirelli di La Spezia, pubblicati da riviste nazionali (‘CARTA’, ‘Megachip’ ecc.). Poi venni sollecitato da altri amici. A fine maggio 2007 il volume era praticamente terminato, ma è stata dura ottenere credibilità in una casa editrice: ne ho girate una decina, senza successo. Finalmente, nell’agosto dello stesso anno, ho ricevuto la risposta affermativa dai miei attuali editori”.
Eppure, si consuma. E si soffre. “E’ una catena perversa: lavori e sei sfruttato anche 12 ore al giorno per racimolare denaro da spendere… nell’effimero! Ti convincono ad acquistare l’ultimo modello di telefonino, ma sei infelice e stressato!”
“Mah, nesso tra rifiuti e sacche di povertà non ne vedo, se non per il fatto che il Terzo Mondo (e il Sud Italia) sono diventati la pattumiera del ricco Nord - e Occidente - del mondo. Nel mio libro parlo di materiale tecnologico ormai inutilizzabile (computer vecchi, stampanti rotte, ecc.) che dagli USA o da altre nazioni ricche dell’Europa finisce a Guadong, uno sperduto paesino della Cina. Laggiù si vive sopra una discarica di materiale altamente tossico (si pensi solo al toner delle stampanti), dove tutto è inquinato e gli abitanti contrarranno malattie mortali”.
“Già, chissà che fine avranno fatto i sommergibili nucleari risalenti alla Guerra Fredda, e oggi dismessi? Nel testo cito l’esempio di Mayak, negli Urali, una cittadina russa che ospita uno dei più grandi depositi di rifiuti nucleari europei. Conta novantamila abitanti, ciascuno dei quali impiegato nel riciclaggio a mani nude di questi rifiuti. La percentuale di morti per tumore è altissima, ed è stato calcolato che occorreranno 240 mila anni affinché decada il potenziale radioattivo del plutonio accumulato in quei depositi: una cosa paragonabile a 12 mila bombe sganciate su Hiroshima. E sempre lì, in quel paesino è prevista la costruzione di un nuovo deposito, per conservare 50 tonnellate di plutonio estratte dalle testate nucleari russe. Inoltre, fra l'Atlantico e il Pacifico, c'è un altro deposito di rottami di vecchi sommergibili nucleari. Il tutto per una grande speculazione sulla pelle della gente che sembra frutterà alla Russia – sulla base di accordi tra l'industria nucleare europea, americana e di altri paesi – 45 mila miliardi solo nella fase iniziale. Altro che rifiuti della Campania. Ma nessuno ci racconta queste cose. Lo si scopre per caso, come è capitato a me”.
“Il problema esiste, se non altro per gli enormi interessi economici di consorzi e consorzietti di gestione dell’immondizia. In Campania è accaduto qualcosa di simile: oltre 14 anni di clientelismoPeter Gomez su ‘L’Espresso’ del 14 febbraio scorso)”. dove questi enti sono serviti solo per spartizioni di poteri tra destra, sinistra e centro, con annessa la camorra, infiltratasi con i suoi uomini che hanno preso tessere partitiche di tutti i colori (si legga, a questo proposito, l’articolo di
Ecco le soluzioni da proposte: 1) non seguire bovinamente il consumismo; 2) rifiutare il cosiddetto “usa e getta”; 3) usare il “vuoto a rendere” delle nostre nonne, cioè le solite due bottiglie di latte o di vino, e cercare distributori di latte e vino alla spina (ora se ne trovano un po’ dappertutto); 4) nonsacchetti di nylon propinati dai negozianti e usare borse di tela di cotone, magari utilizzando vecchie federe rotte; 5) rispettare la raccolta differenziata dell’immondizia. C
“Ti rispondo parafrasando il mio amico Gianfranco Monaca sull’ultimo numero di ‘Tempi di Fraternità’: ‘…ci permettiamo di straparlare di ‘difesa della famiglia’: se difendessimo meglio i lavoratori a rischio difenderemmo le loro famiglie. O no? Siamo contro l'aborto, ma tra diossina, amianto in libertà, polveri sottili, uranio impoverito, produciamo feti deformi in quantità industriali’”. Più chiaro di così...
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