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I "desaparecidos" e l'emergenza educativa | I "desaparecidos" e l'emergenza educativa |
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| Scritto da daniela tuscano | |
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Il Paese attraversava un'autentica emergenza educativa, assicuravano allarmati. E non solo il Paese: i fondamenti stessi dell'umanità rischiavano di venir scardinati. Correva l'anno di grazia 2007, un secolo fa, e il governo era guidato da un pericoloso bolscevico, Romano Prodi. Due sue improvvide, furenti ministre libertarie, Bindi & Pollastrini, avevano appena presentato il disegno di legge sui Dico.
Papa, vescovi, oratori, scout, associazioni, stampa, affiancati dalla crème dell'intellighenzia teoco(jo)n - "Il Giornale", "Il Foglio", Marcello Pera... - suonarono le fanfare contro il mostro relativista e vizioso. E a chi, timidamente, osava belare che, in fondo, i problemi del Paese gli sembravano un po' più gravi delle faccende intime di qualche omosessuale, replicavano sdegnati che gli omosessuali non c'entravano niente. Oddio, un po' c'entravano, visto che il Vaticano continuava ad additarli come la fucina di tutte le perversioni - ma il suo linguaggio, paragonato a quello dei
Giunse la radiosa giornata, giunsero le Famiglione, giunsero anche, molto applauditi, i pavoni pluridivorziati seguiti da concubine e figli sparsi tra i letti, salmodianti zitelle in cilicio, affaristi multimiliardari con l'aria di adorare più Mammona che Mamma; col pregio, però, di essere eterosessuali e, soprattutto, seriamente intenzionati a sloggiare a calci la sinistra accozzaglia che ci sgovernava.
Il resto è noto. I Dico vennero affossati, assieme a Prodi il bolscevico. Tornò in sella il supercattolico Berlusconi. Pericolo scongiurato, la Famiglia era salva.
Poi è accaduta una cosa strana. La Famiglia non campava nemmeno la fine del mese. La Famiglia cominciava a rinunciare a beni di prima necessità: pane e latte. La Famiglia, ma pure le piccole, minuscole famiglie, s'irrancidivano dietro cumuli di rifiuti (è ormai vietato occuparsene, ma restano lì, esalanti e pestilenziali), si annientavano in faide tra poveri, aizzate dall'iracondo razzismo dei nuovi potenti, si asserragliavano tra le pareti nelle città laide e impaurite, covavano un sordo rancore, misto a una truce invidia, verso chi poteva permettersi di piegare la giustizia a suo piacimento, mentre a loro, sporchi, brutti e cattivi, non sarebbe stato risparmiato nemmeno uno spicciolo. S'incanaglivano, spenti di futuro, perché l'unico consiglio che il Capo poteva spendere per i loro figli era di sposarsi un milionario.
Più che emergenza educativa, ci si trovava di fronte a un'urgenza antropologica. Le nuove generazioni venivano infatti addestrate a diventare cani feroci, per non finire darwinianamente schiacciate dal più forte.
Ma le voci del Family Day restavano afasiche. Anzi, proprio mute. Riflettevano, forse pregavano, dimenticando che la preghiera senza opere è morta (S. Paolo); ma, di nuovo gaudenti nel campetto oratoriano, si beavano del solicello autunnale, carezzevoli e tiepide, ascoltavano con placidezza le Beatitudini senza minimamente pensare, come afferma il card. Martini, che Gesù voleva giustizia, e non negli svaporati ed eterei cori angelici, ma qui, adesso, su questa dura terra.
Non li abbiamo visti. Ma - ciò che, per alcuni versi, è più grave - non li abbiamo nemmeno letti. La sezione Scuola, sul loro sito, appare ancor oggi desolatamente sguarnita , e solo in questi ultimi due giorni qualcuno s'è affrettato a rimpolparla con altri contributi (rigorosamente bypartisan, e senza nemmeno un commento; e la totale imparzialità, ricordava Pasolini, cela sempre una faziosità smaccata). Fino al 31 ottobre, infatti, l'unico accenno alle vicende attuali si trovava in una lettera al "Secolo XIX", dove un bravo signore si scandalizzava per l'uso strumentale dei fanciulli in manifestazione; e caragrazia che il direttore del quotidiano ha saputo rispondergli a tono.
Non crediate, comunque, di trovare tutte queste riflessioni nell'"aggiornata" rassegna stampa del Family.
Forse sembrano troppo critiche nei confronti del governo amico; ché se poi cade (ma, da questo punto di vista, stiano tranquilli!), magari torna il bolscevico o, peggio ancora, le ministresse erinni, e ci riprovano coi diabolici Dico...
Casa, lavoro, scuola a pezzi: non sono evidentemente queste, le emergenze educative per il popolo del Family Day, malgrado gli altisonanti proclami.
Credo, tuttavia, che li risentiremo presto. Ieri, dopo un lungo oblio, è tornata a tuonare la vecchia vergine ciliciata. Anche lei preoccupata delle emergenze educative, ma quelle vere, non le bagattelle. Perché dunque stupirsi delle sue esternazioni sui preti gay? Se il Vaticano chiama [cfr. il testo completo del provvedimento], i crociati rispondono.
E il problema grosso, il problema serio, l'unico problema, il Problema, insomma, sono sempre loro, i dannatissimi gay, ormai degni eredi di donne, ebrei, infedeli e streghe. La vecchia vergine, come tutte le vergini, è molto sensibile ai peccati carnali, e si è buttata con entusiasmo nella rinnovata impresa ch
Tornano, dunque, i desaparecidos. Riempiranno altre piazze, perché è ora di finirla coi sodomiti, prima nella società, ora (?) nella Chiesa. Riempiranno quelle piazze, e oscureranno la nostra, ché altre sono le emergenze. Parafrasando Michele Serra, si stava meglio quando si stava meglio.
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