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Critiche e denunce dal mondo
CON IL POPOLO LIBICO, CONTRO IL DITTATORE, CONTRO LA GUERRA | CON IL POPOLO LIBICO, CONTRO IL DITTATORE, CONTRO LA GUERRA |
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| Scritto da ANTS Artisti nonviolenti | |
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Sappiamo bene che la liberazione e l'autodeterminazione di un popolo non possono che essere frutto delle lotte condotte da quello stesso popolo e che la democrazia non si può importare con i bombardamenti e le guerre cosiddette umanitarie. Ma siamo anche convinti che fra l'interventismo bellico, sostenuto da quanti hanno interessi economici e di potere nell'area in cui intendono intervenire (e naturalmente da rifiutare con forza), e l'indifferenza, o il limitarsi a qualche dichiarazione di generico sostegno a chi si ribella, stanno molte possibili azioni concrete, che il variegato mondo dell'associazionismo, del volontariato, delle varie e tante espressioni della società civile e delle realtà di base operanti sul terreno della solidarietà e della difesa dei diritti, quello stesso che costituì l'ossatura, qualche anno fa, del grande movimento contro la guerra in Iraq, può condurre unitariamente. Occorre infatti:
Se vogliamo dare impulso a queste iniziative è necessario che tutte le energie disponibili si mettano insieme e si coordinino. Per questo riteniamo importante l'incontro in forma autoconvocata proposto dall'ARCI Nazionale, previsto a Roma il 27 marzo, per la protezione temporanea dei profughi, contro le deportazioni e le detenzioni dei migranti, per il riconoscimento del processo di liberazione e delle forze democratiche in Libia e contro ogni ipotesi di intervento militare (sarebbe opportuno che incontri del genere si svolgessero anche a livello locale). E' compito di chi vuole costruire un'alternativa all'attuale degrado politico italiano, che ha portato, fra l'altro, a perdere di vista ciò che accade nel mondo, ricercare con tenacia i metodi, non violenti, per sostenere le azioni condotte dalle diverse espressioni della società civile attiva contro totalitarismi, dittature, regimi oppressivi, avendo sempre come punti saldi per le proprie iniziative il rifiuto netto della guerra, da un lato, il sostegno pieno all'affermazione dei diritti - umani, civili, sociali - di ogni persona, dovunque, dall'altro. Da ciò che sta accadendo nei Paesi del Nord Africa può venire una forte spinta per impostare finalmente su basi nuove ed eque, non eurocentriche, la prospettiva di un Mediterraneo non più barriera fra i popoli, bensì mare di incontro, di interscambio, di affermazione dei diritti e di migliori condizioni di vita, di libertà, di pace. Comitato Fiorentino Fermiamo la Guerra Firenze 12 marzo 2011
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