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Critiche e denunce dal mondo
Cézanne a Firenze | Cézanne a Firenze |
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| Scritto da Ignazio Fresu | |
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Dopo quasi un secolo, tornano a Firenze, in Palazzo Strozzi, alcune fra le opere più importanti di Cézanne che fino agli anni trenta erano parte integrante delle collezioni di due lungimiranti collezionisti americani residenti a Firenze, Egisto Paolo Fabbri (1866 – 1933) e Charles Alexander Loeser(1864 - 1928). Grazie a loro, in quell’epoca, Firenze possedeva la più imponente collezione di capolavori di Cézanne al mondo. Oggi queste opere si trovano, nei più importanti musei del mondo tra cui il Metropolitan Museum of Art di New York, la National Gallery di Londra, il Museo dell’Ermitage di San Pietroburgo, la National Gallery of Art di Washington e in collezioni private come la Thyssen-Bornemisza Collections. Alla fine dell’Ottocento, nella Firenze dell’urbanista Giovanni Poggi, nella trasformata città rinascimentale post unitaria, divenuta, in quegli anni, metropoli al pari delle grandi città europee, i due collezionisti Fabbri e Loeser, in netta controtendenza rispetto allo spirito estetico del tempo, raccolsero nelle loro ricche dimore di Firenze circa 50 dipinti del maestro di Aix contribuendo all’affermazione di un artista sperimentale e solitario, disprezzato e denigrato in vita dalla critica ma che oggi unanimemente venera come padre della pittura moderna.
Grazie ai due collezionisti, l’interesse suscitato intorno alla pittura di Cézanne costituì un elemento importante per la realizzazione, nel maggio 1910, nelle sale del Lyceum di Firenze, della “Prima Mostra Italiana dell’Impressionismo”. Questa felice iniziativa produsse nell’ambiente artistico di Firenze un’importante svolta verso le poetiche dell’avanguardia. Ciò accadeva prima che queste eccezionali collezioni fossero smembrate e, perlopiù, disperse all’estero negli anni tra le due guerre mondiali a causa dell’ottusa indifferenza delle istituzioni del tempo nei confronti dell’arte moderna che, nonostante le leggi di tutela, non si preoccuparono minimamente della loro alienazione in quanto già allora proponevano una Firenze "contenitore", che non producesse nuovi contenuti ma vivesse di rendita grazie alle glorie del passato, confondendo la tutela con l’immobilismo e preparandosi ad essere la Firenze di oggi, la Firenze "circo turistico". La mostra “Cézanne a Firenze” dedica particolare rilievo alle figure di Fabbri (erede di emigranti fiorentini e lui stesso pittore) e Loeser (di origine tedesca) ed espone le vicende dei due collezionisti che acquistarono i primi dipinti di Cézanne nel 1896 dal suo gallerista e mercante parigino, Ambroise Vollard. A quell’epoca il pittore era ancora vivo e lontanissimo dall’essere considerato “padre della pittura moderna”. Tra i suoi rari ammiratori, il collezionista Victor Chocquet, i due collezionisti fiorentini e lo storico dell’arte statunitense Bernard Berenson che fu anche il primo ad apprezzare e sostenere la pittura di Cézanne e di Matisse, dando così un contributo inestimabile ad una corretta valutazione di questa esperienza dell'arte contemporanea. La prima personale di Cézanne risale al 1895, quando aveva già 56 anni. La organizzò lo stesso Ambroise Vollard nella sua galleria a Parigi, purtroppo, con risultati modestissimi. Le sue tele erano rifiutate da tutti i Salon parigini ad eccezione di quello del 1882, Salon dove dominava una pittura accademica e tradizionalista. Per i primi riconoscimenti ufficiali bisognerà attendere il “Salon d’Automne” del 1904 e, soprattutto, la mostra commemorativa del 1907.
29 Luglio 2007
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