|
Dare una stessa direzione al pensare, al sentire ed all’agire, e trattare gli altri come desidereremmo essere trattati sono due proposte tanto semplici che quanti sono abituati alle complicazioni le giudicheranno delle banali ingenuità.
Dare una stessa direzione al pensare, al sentire ed all’agire, e trattare gli altri come desidereremmo essere trattati sono due proposte tanto semplici che quanti sono abituati alle complicazioni le giudicheranno delle banali ingenuità. Eppure dietro l’apparente candore c’è una nuova scala di valori in cui la coerenza si colloca al primo posto; una nuova morale per la quale non è indifferente il genere di azioni che si compiono; un’aspirazione del tutto nuova ad essere coerenti quando ci si sforza di dare direzione agli eventi umani. Dietro l’apparente candore sono in gioco il senso della vita personale e quello della vita sociale che potranno assumere una direzione veramente evolutiva o prendere la via della disintegrazione. Non possiamo più sperare che i vecchi valori diano coesione alle gente quando il tessuto sociale si deteriora ogni giorno di più con il crescere della sfiducia, dell’isolamento e dell’individualismo. La solidarietà che un tempo esisteva tra i membri di una classe, di un’associazione, di un’istituzione o di un gruppo viene sostituita dalla competizione selvaggia a cui non sfuggono né la coppia né la famiglia. Mentre è in corso questo processo di demolizione, una nuova solidarietà non potrà crescere se avrà come base idee e comportamenti propri di un mondo che non esiste più. Una nuova solidarietà sarà possibile grazie al bisogno concreto di ogni individuo di dare direzione alla propria vita e questo implicherà la trasformazione dell’ambiente in cui ciascuno vive. Una tale trasformazione, se vera e profonda, non potrà avvenire con imposizioni né con leggi o fanatismi ma grazie al potere del convincimento e ad un’azione comune che, anche se minima, coinvolga le persone che fanno parte di uno stesso ambiente.
|