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Piazza pulita | Piazza pulita |
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Ventosa, lacustre, slavata, poi cristallina e linda, come bucato di Dio: piazza squillante, femminile. Femminili i volti, cerchiati e orizzontali, femminile l'universo, perché la scuola richiama sempre il tepore materno. Femminili gli studenti, nella loro composta ed esitante giocosità, in quell'aprirsi al sorriso quasi timoroso. Femminili i canti e la musica, i cori, i cimbali, quell'allegria meticcia e paziente. Femminili i bimbi, di un'innocenza così esclusiva e totale da far retrocedere lo sguardo, colpevole e ambiguo, degli adulti.Era la nostra piazza: una piazza pulita, una piazza in cui hanno parlato i volti e i corpi. Una piazza iridata che ha ammorbidito, per una lunga mattina, la cupezza ferrigna di quest'indurita città. Lascio spazio a quei volti e a quei corpi. Sarà la loro ferma immagine a sconfiggere le feroci vuotaggini di chi li vuole mestatori, sobillati, scansafatiche e farab utti. Sarà la loro presenza a smentire chi, strumentalizzando Pasolini (vedi anche l' ambigua “inchiesta” di “Repubblica”con l'intervista di spalla a Michele Placido dove si conciona, del tutto a sproposito, sulla "profezia" di P. P. P.), non ha capito che, oggi, il poeta avrebbe camminato in mezzo a noi. E io l'ho sentito davvero. Da sinistra in alto e in senso orario: l'originale striscione degli studenti di Brera; uno striscione in difesa della scuola pubblica; il "futuro" che vuole la Gelmini; gli studenti di Scienze politiche; sotto, un gruppo di genitori umanisti. ULTIM'ORA. Mi giunge, graditissimo, il commento di Angela Molteni - curatrice del sito Pier Paolo Pasolini - di cui riporto uno stralcio(grassetti miei): ![]() Cara Daniela, [...] grazie per le bellissime foto che hai inserito nel tuo blog. Anche per me è intollerabile che si tenti sempre di "iscrivere" Pasolini al "partito" di turno. Già quando lui scrisse la poesia sugli studenti cui tutti quanti si riferiscono in questi giorni - dimenticando che di pagine, oltre a quella, ne ha lasciate altre decine di migliaia - lui stesso sentì la necessità di definirla non solo "brutta", ma anche e soprattutto provocatoria. E in seguito spartì con i giovani le lotte che a quei tempi riempivano le piazze. Ma quelli che scrivono oggi su Pasolini in realtà non ne conoscono l’opera, e quindi si limitano al “sentito dire” senza approfondire e probabilmente senza neppure aver letto integralmente “quella” poesia. Peggio per loro. Beh, oggi più che mai sono convinta anch’io che lui sarebbe dalla parte degli studenti che stanno lottando per la difesa del loro futuro... Grazie ancora e un caro saluto da Angela
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