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Azione nonviolenta
La forza della non violenza | La forza della non violenza |
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Tra le molte convinzioni che caratterizzano la ricerca di stabilità dell’uomo contemporaneo vi è quella che la non violenza caratterizzi per lo più comportamenti a basso raggio di azione. Si pensa cioè che le azioni non-violente siano per loro natura poco o per nulla efficaci. Non è così. La non violenza è un modo violento di agire, o meglio di svolgere un’azione nei confronti della società. Se ci soffermiamo sul significato della parola violenza leggeremo “forza impetuosa e non controllata” e più avanti “implica un senso di coercizione operato su altri”. Se questa è la violenza, la sua negazione non implica una minore forza ma al contrario l’utilizzo di una forza controllata.
A mio avviso le popolazioni occidentali sono, inconsapevolmente, drogate di funzional- strutturalismo. La faccio breve e banalizzo: tutti almeno una volta non abbiamo pensato ad esempio “se sono Cristiano è perché sono nato in Italia, se fossi nato in India sarei Induista”?
Ecco allora che per la non violenza è essenziale l’auto controllo, l’incanalare consapevolmente un forza che altrimenti risolverebbe come una piena il suo corso nella distruzione o nell’inglobamento di ciò con cui viene in contatto e che è destinata a morire una volta finito il suo impeto.
Ecco perché la non-violenza è, involontariamente, violenta. Pone degli interrogativi scomodi del tipo: “Perché non funziona la mia teoria? In tanti la pensiamo così”. Eppure la scienza, come ci insegna Galileo, non è democratica. L’idea giusta può essere della minoranza.
http://light-tech.blogspot.com/ Nekuia (Simone De Bellis)
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