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GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA NONVIOLENZA Intervento di Paolo Vecchi – Portavoce fiorentino del Movimento Umanista Anch’io sono birmano. Oggi e sempre appoggiamo chi rifiuta la violenza, oggi siamo tutti Birmani. Si sono alzati in piedi contro la violenza. Anche noi alziamoci in piedi e in un minuto cerchiamo di mandare come possiamo forza e speranza ai monaci buddisti Birmani che in modo nonviolento si oppongono alla mostruosità, sentiamo insieme la loro presenza…… Grazie
E non è perché in Birmania sono oppressi che stanno attuando una ribellione nonviolenta, no, non è sufficiente essere oppressi. Altri popoli sono stati oppressi anche di più e non hanno reagito o non reagiscono. No. E’ necessaria una scintilla dentro, E’ necessario che nasca qualcosa dentro, quella stessa scintilla che sento anch’io e tutti noi e che ci fa amare profondamente il rifiuto della violenza Oggi noi umanisti celebriamo la giornata mondiale della Nonviolenza, e la stiamo celebrando in 237 luoghi di 57 paesi del mondo. Non so se possiamo sentire la presenza di tutti quegli umanisti del mondo che oggi stanno celebrando, ma credo che questa sia una cosa nuova nella storia. E credo che Gandhi, martin Luther king e il nostro contemporaneo Silo siano qui con noi ora. Oggi si celebra la Giornata Internazionale della Nonviolenza, normalmente si fanno dichiarazioni e poi si dimentica, però per gli umanisti è un giorno fondamentale perché stiamo lottando contro la violenza che c’è qui: qui in questa città , in questo paese ed in questo continente civile c’è violenza: tutti parlano di sicurezza e fanno a gara a chi promette più polizia, più controllo, più repressione. Ma la cosiddettà microcriminalità, i furti, gli scippi altro non sono che un “derivato” della violenza, un “sottoprodotto” della violenza profondamente installata a tutti i livelli. I lavavetri, gli immigrati, i pensionati, i precari, gli omosessuali, le donne, i disoccupati sono oggetto di violenza anche se forse la violenza che subiscono non si fermerà in loro. La violenza fisica è solo la più primitiva E’ violenza economica quando si permette la libera circolazione di capitali, il libero commercio, la speculazione finanziaria e si aumenta la disoccupazione, la precarietà, lo sfruttamento dell’immigrazione, lo strangolare la piccola impresa che dà occupazione. E’ violenza generazionale quando si soffocano i giovani impedendo loro di partecipare alle decisioni ed addirittura incoraggiando l’assunzione di psicofarmaci in età infantile E’ violenza verso gli anziani quando gli si dà una pensione miserabile dopo che hanno speso 30 o 40 anni per lo sviluppo del loro paese. E’ violenza sessuale quando si discriminano le donne nei diversi ambiti del fare quotidiano, lavorativo, politico o quando si discriminano le centinaia di migliaia di donne e uomini per i loro gusti affettivi o sessuali. E’ violenza religiosa quando si incita all’odio verso chi è di una religione differente o quando i capi delle grandi religioni giustificano o rimangono silenziosi di fronte ai genocidi, alle guerre sante e alle guerre preventive! La nonviolenza non è solo una bella frase, non è solo non-collaborazione con la violenza, non è solo assenza di violenza, non è solo denuncia della violenza, non è solo perché non abbiamo il potere o non sappiamo cosa dire. Innanzitutto dobbiamo togliere ogni dubbio: è attiva! E’ nonviolenza attiva. Non è pacifismo, che va bene…pace… “tranquillo”. Nonviolenza è azione rivoluzionaria. E’ azione trasformatrice della società. La nonviolenza significa soprattutto costruzione di una società nonviolenta. E’ per la costruzione di una società nonviolenta che il 10-11 novembre avrà luogo il Forum Umanista a Firenze, in preparazione del Forum Umanista Europeo di Milano del 3-4-5 aprile 2008. Il Forum Umanista è un’ambito di interscambio e discussione fra persone ed istituzioni con l’obiettivo di studiare i problemi globali del mondo d’oggi e di prendere posizione al riguardo Eccone alcuni: la crescita del razzismo e della discriminazione; la verità sullo stato dei diritti umani nel mondo; l’aumento della disoccupazione a livello mondiale; l’aumento della povertà in varie regioni del pianeta ed in varie fasce sociali, anche all’interno delle società opulente; il continuo peggioramento della medicina sociale e dell’istruzione pubblica; l’aumento delle tossicodipendenze; la crescita dei suicidi; le persecuzioni religiose e la radicalizzazione dei gruppi religiosi; i fenomeni di alterazione e violenza che assumono una rilevanza sociale, il risveglio della dialettica generazionale e di una nuova spititualità Il Forum Umanista è aperto a tutti senza limitazioni e senza pregiudizi. Il Forum Umanista è internazionalista ma davvero per questo si puo’ limitare la partecipazione a chi porta avanti istanze locali? Perche’ mai? E perché mai questo Forum dovrebbe rifiutarsi di dare ascolto ad un liberale che consideri il proprio modello economico null’altro che uno strumento di benessere per tutti e non solo per pochi? Con quale diritto questo Forum potrebbe rifiutare di accogliere il contributo di qualcuno che si dichiari socialista, se con questo termine egli intende l’ideale di costruire una società egualitaria e giusta? E ancora: il Forum dovrebbe forse discriminare tra credenti e atei, per via delle loro rispettive idee? In coscienza: il Forum potrebbe mai sostenere la superiorità di alcune usanze su altre? Crediamo che le limitazioni alla partecipazione non possano essere che 2 la prima è che non potranno essere ammesse a partecipare le correnti che invocano la discriminazione e l’intolleranza e - seconda condizione - quelle che utilizzano la violenza come metodologia d’azione per imporre determinate concezioni o ideali, per quanto alti questi possano apparire. E facciamo che questa è l’ultima volta che celebriamo il giorno della Nonviolenza e che la prossima volta siano 365 giorni di nonviolenza!
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