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No agli inceneritori - si alla riduzione dei rifiuti E-mail
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Scritto da ANTS Artisti nonviolenti   
giovedì 14 giugno 2007

Per noi le priorità per quanto riguarda i rifiuti sono in ordine discendente:

Prevenzione dei rifiuti (no a prodotti superflui come gadget, depliant pubblicitari, no in generale a uno stile di vita consumistico);

Riduzione all’origine (meno impiego di materia per lo stesso prodotto);

Riutilizzo dei prodotti (no all’”usa e getta”, bottiglie con deposito);

Miglioramenti qualitativi (impiego di materiali meno inquinanti e meno pregiati a parità di prestazioni del prodotto finito);


 

Riciclaggio e compostaggio;

 

Recupero dell’energia (in inceneritori con termovalorizzazione);

 

Discariche (ultima e peggiore soluzione);

 

Ne consegue che per noi gli inceneritori non costituiscono una soluzione auspicabile, e sono la peggiore delle soluzioni ad eccezione delle discariche. Ancora oggi in Italia quasi il 50 % dei rifiuti urbani finisce nelle discariche.

 

Appoggeremo quindi decisamente tutte le misure tra i punti 1 e 5, mentre spingiamo perché si chiudano progressivamente tutte le discariche in Italia, poiché oggi quasi il 100 % dei rifiuti è recuperabile o riutilizzabile in qualche maniera (anche le ceneri che escono da un inceneritore sono riutilizzabili nella produzione di cemento).

 

Visto che le discariche godono ormai di una pessima fama, gli inceneritori con termovalorizzazione sono considerati dalle amministrazioni pubbliche come una soluzione facile, che richiede minore sforzo organizzativo e fondi rispetto ad opzioni più sostenibili come la prevenzione e il riciclaggio. Inoltre permettono alle amministrazioni locali di raggiungere le riduzioni imposte dalle nuove direttive UE. In più, in un periodo come questo di rincaro del petrolio, è allettante l'idea di produrre elettricità e calore "gratuitamente" bruciando rifiuti.

 

Dalle informazioni raccolte risulta comunque che le emissioni nocive rilasciate da un inceneritore sono abbastanza modeste, a patto che lavori con i corretti parametri di combustione, sia dotato di moderni sistemi di filtraggio e monitorato da autorità esterne.

 

Siamo contrari alla costruzione di inceneritori non tanto per l’impatto (tutto sommato contenuto) sull’ambiente e la popolazione circostante, quanto piuttosto per il fatto che esistono soluzioni molto migliori per risolvere il problema rifiuti, soluzioni ancora poco praticate in Italia. Altri paesi europei arrivano a livelli di raccolta differenziata di oltre il 60 %, mentre in Italia ci sono regioni come la Sardegna che arrivano ad appena il 4 %.

 

Bisognerà quindi informare correttamente le popolazioni locali sui reali rischi per la salute di chi abita vicino ad un inceneritore. Devono essere i cittadini stessi a decidere attraverso votazioni su cosa fare con i loro rifiuti: se avere vicino una discarica o un inceneritore o se sono disposti a fare sforzi maggiori per diminuire la quantità di rifiuti e aumentare le varie forme di recupero.

 

Noi crediamo che un inceneritore debba essere costruito unicamente se:

di medio-piccole dimensioni per servire un'area locale circoscritta e approvato dalla popolazione locale tramite votazione. Siamo contrari ai megaimpianti che comportano enormi spostamenti di rifiuti con camion e problemi nel caso di blocchi di una caldaia;

dotato di recupero energetico (termovalorizzazione) per la produzione sia di energia elettrica che di acqua calda:alimentato unicamente da rifiuti che prima finivano in discarica;accompagnato da un piano dettagliato di interventi su prevenzione,riduzione, riutilizzo, riciclaggio e compostaggio dei rifiuti che si pone l'obiettivo di ridurre nel tempo la quantità di rifiuti da smaltire nell’impianto.

dotato dei più moderni sistemi di filtraggio, sottoposto a manutenzione permanente da parte di tecnici specializzati.

sottoposto a controlli costanti da parte di autorità esterne (Province, Arpa, ASL) che monitorano sia le emissioni nell’aria sia le concentrazioni nel suolo nel territorio circostante.

situato in un’area il più possibile distante da aree residenziali.

Gli inceneritori non devono diventare la scorciatoia delle amministrazioni locali per disfarsi del problema rifiuti, togliendo sforzi e attenzione ai programmi di riduzione e riciclaggio.

A nostro parere le amministrazioni pubbliche, più che puntare sugli inceneritori, devono quindi implementare le seguenti misure:

Ridurre le quantità di rifiuti generate da tutte le attività urbane, industriali, minerarie e di edilizia, attraverso tassazioni alla fonte, cioè alle imprese che li generano e non al cittadino.


Incentivare la riduzione e il riutilizzo degli imballaggi (deposito sui contenitori, adozione di contenitori standardizzati riutilizzabili).

Tassare l’impiego di materie prime vergini nelle produzioni industriali, incentivando così indirettamente il riciclaggio.

Separare i rifiuti urbani organici biodegradabili e incrementare gli impianti locali di compostaggio per la trasformazione in concime.

Incentivare la raccolta differenziata di vetro, carta, plastica e metallo, pile e batterie, medicinali scaduti, materiali elettronici obsoleti, rifiuti ingombranti.

Aumentare gradualmente la differenziazione dei rifiuti, separando ad esempio tra loro i diversi tipi di vetro, metallo e materie plastiche, facilitando così il riutilizzo di queste risorse.

Agevolare i condomini che recuperano di più e coinvolgere i cittadini nel raggiungimento degli obiettivi, con campagne di informazione capillari su come separare i rifiuti correttamente.

Disincentivare attraverso tariffe e misure fiscali sui rifiuti le discariche e gli inceneritori, in modo tale da incentivare fortemente tutte le altre

forme di gestione rifiuti, facendo attenzione a non favorire lo smaltimento abusivo.

Destinare i finanziamenti pubblici per lo smaltimento dei rifiuti a  soluzioni più pulite e tecnologicamente più avanzate rispetto agli inceneritori: programmi di riduzione, riciclaggio, compostaggio, ecc..

Puntare con pianificazioni a lungo termine a ridurre a zero i rifiuti destinati alle discariche, chiudendole progressivamente

 
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