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Scritto da ANTS Artisti nonviolenti
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giovedì 14 giugno 2007 |
Entro il 2050 l’umanità avrà bisogno di un secondo pianeta per sopravvivere se continua l’attuale ritmo dei consumi. L’allarme è stato lanciato dagli ambientalisti per far capire che le emissioni inquinanti e lo sfruttamento delle risorse hanno ormai raggiunto livelli che non sono più sostenibili per il nostro pianeta. Gli effetti più vistosi di questo squilibrio crescente sono il riscaldamento della superficie terrestre (cioè l’effetto serra) e l’esaurirsi delle materie prime.
Eppure, un secondo pianeta non c’è, né ci sarà entro il 2050. La Luna e Marte, i due pianeti più vicini alla terra, non offrono né condizioni adatte per esseri viventi né risorse ragionevolmente sfruttabili. La direzione che hanno preso gli avvenimenti è quindi paragonabile a un treno che sta procedendo a tutta velocità verso un muro: non basta più rallentarlo, è proprio necessario fermare la folle corsa e invertire la marcia. La gravità della situazione sembra però sfuggire a tutti. Governi e imprese, opinion makers ed economisti di ogni latitudine continuano imperterriti a propagandare la crescita economica come unica possibile meta da perseguire. Il cittadino medio spera che l’allarme lanciato dagli ambientalisti si dimostri ancora una volta eccessivo. L’umanità sta avanzando verso qualcosa di nuovo e incompreso che non si è mai prima verificato in tutta la sua storia: il limite materiale della sua esistenza. Nessuna generazione prima della nostra si è trovata davanti all’impossibilità di continuare la sua espansione in termini di vita materiale, di beni, di terre, di risorse naturali. Il superamento della soglia di sostenibilità del pianeta, avvenuto negli anni 70, è stato possibile solo a scapito delle future generazioni che verranno: si troveranno con un pianeta impoverito, inquinato, malato. Da queste riflessioni è nata la corrente di pensiero della decrescita. Umanisti per l’Ambiente esamina i numerosi punti di convergenza tra decrescita e umanesimo e cerca di lanciare delle proposte concrete per modificare profondamente il nostro stile di vita, il nostro modo di pensare
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Ultimo aggiornamento ( sabato 16 febbraio 2008 )
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