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Come favorire le case automobilistiche fingendo di lottare contro lo smog | Come favorire le case automobilistiche fingendo di lottare contro lo smog |
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| Scritto da ANTS Artisti nonviolenti | |
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Nella grande battaglia contro lo smog che attanaglia le città italiane, la soluzione magica che sembra mettere d'accordo tutti, centrosinistra e centrodestra, automobilisti ed imprenditori, è quella del rinnovo del parco macchine: "Incentiviamo la sostituzione delle vecchie macchine Euro 0, 1, 2 e 3 con vetture Euro 4 o addirittura elettriche, e l'inquinamento calerà".
Ne è un esempio la legge approvata il 28 novembre dalla Regione Lombardia che dà un contributo di 2000 euro a chi cambia auto. Questa proposta è scellerata perché chiunque si interessi di temi ambientali sa che produce l'effetto contrario: il proprietario di una nuova macchina, attrezzata con il massimo confort e con gli ultimi ritrovati tecnologici (navigatore satellitare, aria condizionata, cambio automatico) è stimolato ad usarla di più, a percorrere più chilometri e quindi ad emettere più inquinanti. Difficilmente questo cittadino che ha appena sborsato 10mila o anche 30mila Euro lascerà la sua scintillante automobile nel parcheggio per infilarsi in un tram affollato o in una soffocante metropolitana, inforcare la bicicletta o andare a piedi. Il rinnovo accelerato del parco auto e moto produce un altro drammatico impatto negativo sull'ambiente: per produrre un’automobile nuova ci vogliono ingenti quantità di energia e di materie prime già oggi scarse, mentre la rottamazione della vecchia vettura farà crescere le montagne di rifiuti che ingombrano il pianeta e verranno lasciate in eredità alle future generazioni. L'acquisto di un'auto nuova viene esaltato anche dalla pubblicità come un comportamento ecologico e quindi virtuoso. Sia le case automobilistiche che le multinazionali dell'energia amano usare slogan fuorvianti come "emissioni zero" e "la tecnologia al servizio dell'ambiente" per incitare al consumismo. Invece dell'acquisto di nuove auto e moto bisognerebbe incentivare l'uso e il potenziamento dei mezzi pubblici. Inoltre l'Italia si deve dotare di un serio piano energetico nazionale per superare lo stallo degli accordi di Kyoto, insufficienti e mai rispettati. Infine è importante che i veicoli elettrici non vengano considerati "vetture ecologiche": l'elettricità che serve a farli funzionare viene comunque prodotta da centrali termoelettriche, che bruciano combustibili fossili altamente inquinanti, oppure viene importata dalle centrali nucleari francesi. Truffa sui fondi destinati alle fonti di energia rinnovabile Umanisti per l’Ambiente protesta contro la vergognosa votazione del 22 novembre al Senato e di pochi giorni prima alla Camera, con cui si rinnova l’enorme truffa dei cosiddetti incentivi "CIP6". Su ogni bolletta ENEL i cittadini pagano dal 1992 una sovrattassa stabilita dall'Unione Europea destinata ad incentivare le fonti di energia rinnovabile quali il solare, eolico, geotermico e biomasse, per raggiungere gli obiettivi fissati dal protocollo di Kyoto e lottare quindi contro i cambiamenti climatici. Ma lo Stato Italiano, ingannando i cittadini e favorendo le lobbies del settore petrolifero e degli inceneritori, ha illegalmente incluso tra i beneficiari gli inceneritori e le raffinerie. Nel 2005 su 4,7 miliardi di euro concessi per le fonti rinnovabili, solamente 1,7 miliardi sono realmente stati destinati allo sviluppo delle energie rinnovabili, mentre ben 3 miliardi sono stati spesi per pagare scarti di raffineria come il bitume e l’incenerimento dei rifiuti, che nulla hanno a che vedere con la produzione di energia pulita. E' da anni che le associazioni e reti ambientaliste protestano contro questa anomalia tutta italiana all'interno dell'U.E., per la quale l'Italia è stata posta sotto infrazione dall'Unione Europea. Ma nel voto in parlamento di settimana scorsa, la modifica di legge è stata un'altra volta impedita dal centrodestra e centrosinistra. Siamo particolarmente indignati che i DS, la Margherita, i Radicali, i Verdi e Rifondazione si siano allineati con la destra, cedendo alle pressioni delle lobbies del settore petrolifero e degli inceneritori. Denunciamo questa truffa e chiediamo l'immediata modifica della legge italiana, in modo da recepire il regolamento CE 77/2001 relativo ai certificati verdi
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