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Artisti e partecipazione sociale

Un tempo si diceva “artisti” impegnati per definire coloro che si attivavano per promuovere un miglioramento della società. Nella storia vi sono molti esempi di artisti che hanno spinto affinché si divulgasse una ideologia, che sia essa di sinistra o di destra, religiosa o laica.

Ma oggi è ancora possibile pensare l’impegno come una adesione ideologica, o c’è un errore di fondo che si è mostrato in tutte queste esperienze?

Sicuramente nel momento in cui si pone l’arte al servizio di una ideologia si commette un errore perché si piega l’espressione libera ad una fatto di propaganda. La propaganda è violenza, in quanto non informa, non comunica ma determina ed impone una scala ed un sistema di valori che poi si formalizza in una ideologia.

La nonviolenza non è una ideologia, anche se possono nascere ideologie nonviolente, ma è una sensibilità, uno stile di vita che contempla la diversità e la libertà di pensiero e chiaremente di ideologia.

La nonviolenza si basa sul principio di trattare l’altro come vuoi essere trattato e sulla compassione solidale tra esseri umani.

Un artista che non vuole chiudersi nella sua solitudine interagirà in mille modi con il mondo che lo circonda e questa interazione potrà essere violenta o aspirare alla nonviolenza, potrà essere passiva o attiva per cercare di creare delle migliori condizioni esistenziali per lui e per le persone che lo circondano.

L’impegno sociale di ANTS è quello di diffondere la cultura della nonviolenza, con mostre, seminari, conferenze, forum ed eventi che portino le persone ad unirsi verso obbiettivi comuni e condivisibili come la pace nel mondo, il disarmo nucleare, lo scambio tra le culture e lo sviluppo personale nonviolento.





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