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Arte e società

Oggi facciamo dell’arte un simbolo della società, un "mito" condiviso da tutti ed in cui fondazioni, banche, industriali, politici ed istituzioni si dedicano per glorificarsi della loro sensibilità e magnificenza. Che bello!!

Ma crediamo veramente che l'arte sia un valore sociale reale o solo un fatto di facciata?

L’arte purtroppo è stata per tutte le società piramidali basate sul potere di una minoranza sulla maggioranza, uno strumento di propaganda. Gli artisti all'interno di questi contesti sociali sono stati a volte compiacenti e complici, altre volte emarginati e contro, ed in alcuni casi dei rivoluzionari in quanto si ribellavano al sistema opprimente e di violenza proponendo qualcosa di veramente diverso.

Nonostante la cappa di oscurantismo entro il quale hanno dovuto operare generazioni di persone sensibili e lungimiranti soffocate o strumentalizzate dal potere, e tra questi anche molti artisti, l'umanità prosegue il suo cammino verso una Nazione Umana Universale nonviolenta, dove la vita sia il valore più alto.

Nonostante la strumentalizzazione e la propaganda oggi riconosciamo all’arte il ruolo di aver contribuito enormemente all'elevazione sociale in modi e forme differenti da tutte le altre discipline umane. Un modo profondo e spirituale che non passa per la testa ma agisce direttamente nel profondo. Per questo vi è una sorta di adorazione degli artisti percepiti come persone che hanno, attraverso le loro opere, stimolato la crescita di intere generazioni.

Eppure oggi l’artista, compiutamente colui che agisce attraverso la creazione di opere, non è considerato un valore, un bene sociale, ma al pari di qualsiasi operatore sociale che non si dedica anima e corpo alla macchina dei consumo di merci lui è un potenziale sovversivo, un non allineato, uno che non contrbuisce alla società.

Per questo l’artista in senso concreto è relegato all’ultimo posto della società, e ciò lo si vede nelle costituzioni e nelle leggi dei singoli paesi in cui non viene ne valorizzato e ne tutelato, anzi è uno dei tanti individui da sfruttare.

"Cosa fai? L'artista? Ma vai a lavorare!!" Sembra che dica la mentalità comune. Mentre invece se sei medico o ingegnere è chiaro il loro "valore". Ma attenzione tutto questo lo si fa a partire da una idea di società dove le persone, i loro sentimenti, la loro libertà, la loro umanità sono di troppo.

È chiaro che oggi va riconsiderata la figura dell’artista in seno alle società, i suoi diritti ma anche i suoi doveri, il suo ruolo e la sua funzione in relazione ai nuovi tempi in cui la spiritualità va assumendo un ruolo sempre più ampio e determiante. Inoltre va riconsiderato il sistema di credenze di radice romantico-idealista che vede l’arte e l’artista in una dimensione mitizzata totalmente estranea alle reali e concrete esigenze della persona che vuole contribuire attraverso la creazione di opere d’arte alla crescita della società.

Se il novecento è il secolo della disumanizzazione e delle tecnologie di distruzione di massa, del consumismo e della assoluta prostrazione al Dio denaro, anche l’arte e gli artisti hanno contribuito a questa aberrazione, per cui occorre uscire dallo sterile vittimismo tardo romantico ed affrontare criticamente e in maniera autocritica il nostro ruolo sociale nella contemporaneità.

Ci pare interessante quindi riflettere e riconsiderare in maniera nuova il rapporto tra arte e società, tra artisti e condizioni di vita, tra modelli idealistici e esigenze concrete, nella direzione di una società nonviolenta e di un’arte che dia nuovamente impulso all’elevazione etica e spirituale dell’essere umano.

Noi di ANTS con la comunity di artisti e le diverse aree del forum stimoliamo la riflessione sui nuovi modelli e strategie per tornare a valorizare la figura dell'artista in seno alla società.





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