Arte contemporanea e mercatoIl Mercato qualsiasi esso sia prevede di regolare i rapporti economici di scambio. Si intende per mercato il luogo (anche in senso non fisico) deputato all'effettuazione di questi scambi, è l'insieme della domanda e dell'offerta, cioè degli acquirenti e dei venditori. In termini equivalenti, il mercato è definito come il punto di incontro della domanda e dell'offerta. Quindi qualsiasi “merce” in quanto bene economico diventa nel mercato fonte di scambio. Nel mercato dell’arte avviene la mercificazione dell’opera in cui essa si traduce in valore economico. Per ogni opera ed artista corrisponde un prezzo. Quando un mercato è arbitrario ed impazzito avviene che la trasmutazione da valore culturale, morale e spirituale a valore economico di un’opera segue logiche non condivisibili e determinate dal solo interesse economico. Per questo molti grandi pittori del novecento hanno rinunciato di entrare nel mercato, di vedere il loro lavoro tradotto in "quantità" ed in relazione a regole arbitrarie che avrebbero sminuito la loro opera e mortificato la loro esistenza. Oggi vi sono pittori di mercato e pittori fuori mercato. Il mercato quindi diventa un elemento discriminante e che stabilisce una sua influenza nell’attività artistica di un pittore, in cui diventano quasi invisibili i confini tra onestà intellettuale e prostituzione commerciale, tra valori spirituali e materiali, tra creatività e produzione, tra qualità e quantità. Nel mercato si esprime quanto di più disumano possa esistere, un principio che eleva il denaro ad unico Dio, e che pone qualsiasi cosa al di sotto di questo, disumanizzando tutto ciò che con esso si misura. L’arte Contemporanea, quella che vediamo nei musei e leggiamo nelle pubblicazioni d’arte, è soprattutto legata al fenomeno del Mercato, lo stesso che ha contestato e volluto contrastae cercando di uscire dalla mercificazione ma che poi ha assunto come modello di lavoro. Un proverbio dice: chi disprezza compra! Nella maggior parte dei casi sia nell’accettazione che nel rifiuto il Mercato ha dato la sua forma, ha imposto i suoi valori. Noi di ANTS crediamo che il punto di riferimento di qualsiasi opera umana, e nello specifico la creazione artistica, debba avere come riferimento l’essere umano e il superamento della sofferenza verso una maggiore libertà e una ascesa spirituale, e non il Mercato o la lotta contro di esso. |
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